Sono passate circa 3 settimane dall’uscita di Battle for Azeroth, l’ultima espansione del MMORPG più famoso di tutti i tempi: World of Warcraft.

Con l’uscita del primo raid, Uldir, ho deciso di fare un recap su quanto visto fin’ora.

CHI CONTROLLA L’AZERITE CONTROLLA L’UNIVERSO

La citazione scontatissima da Dune era necessaria per far capire quanto sta accadendo su Azeroth in questo momento.

Sconfiggere Sargeras ha richiesto tanti sforzi e sacrifici, ma il Titano, creatore della Legione Infuocata, mentre veniva esiliato da questo mondo, ha colpito con la sua spada il nostro pianeta (ovviamente la spada mica è una 2 mani da 120 cm ma una cosa colossale nell’ordine del centinaio di metri).

La spada, dal nome Azerite, ha iniziato a sanguinare e cospargere tutto il mondo conosciuto con la sua essenza.

Orda e Alleanza combattono per il predominio su questa risorsa, con i rapporti più tesi del solito considerando il comportamento scellerato di Sylvanas, che ha deciso di muovere una guerra senza onore nei confronti di Anduin Wrynn e l’Alleanza intera.

In tutto questo Jaina fa il suo ritorno dopo aver giurato vendetta contro l’Orda ma ben presto le cose per lei si complicheranno.

COSA C’E’ DI NUOVO?

Come tradizione di ogni espansione, anche in Battle for Azeroth avremo nuove zone dove questare: Kul Tiras sotto il controllo dell’Alleanza e Zandalar in mano all’Orda (ma comunque ci si ritroverà spesso e volentieri anche a compiere missioni anche in territorio nemico).

Una delle novità più importanti di questa espansione è la scomparsa dei server PVP e PVE. Ormai tale distinzione non sarà più necessaria in quanto è stata abilito il “War Mode”.

Con questa opzione i giocatori potranno “flaggarsi” per il PVP quando vorranno (con l’unica limitazione nel dover essere nella città capitale della propria fazione). Abilitare il War Mode fornisce alcuni bonus: 10% all’esperienza (utile per chi deve livellare) e alcuni talenti bonus appositamente disegnati per il PVP.

Il Level Cap è stato innalzato da 110 a 120 (anche se ricordo perfettamente anni fa che la Blizzard dichiarò che si sarebbero fermati al 100, ma secondo me non avevano capito quanti soldi potevano farci ancora con World of Warcraft!) ed il sistema di livellamento sfrutta quanto già visto in Legion.

A differenza del passato in cui la progressione delle quest ci portava in maniera “guidata” attraverso le zone di gioco, in questo caso è il giocatore che decide quali zone affrontare e in quale ordine. I mob che troveremo durante le quest scalano di livello in base a quello del giocatore.

Da questo punto di vista mi sono ritrovato, senza War Mode attivo, a finire solo due zone prima di raggiungere il 120: un miglior bilanciamento dell’exp che ogni quest fornisce (o magari diminuirne il numero, visto che sono veramente tantissime) permetterebbe di esplorare tutto il “nuovo mondo” prima di finire tutte le questline presenti.

Presenti anche 6 nuove razze, due delle quali purtroppo richiedono un grinding di reputazione selvaggio (exalted con la fazione necessaria) che mi fanno un po’ sorridere: una delle cose belle di una nuova razza in un gioco come World of Warcraft è la possibilità fin da subito di poter creare un personaggio mentre qui invece mi richiede settimane di farming per sbloccarla. Scelta molto poco condivisibile.

Personalmente gioco a World of Warcraft dal day one (con qualche freeze di mezzo) e ho sempre giocato paladino. Nel tempo il personaggio si è sempre evoluto (da Vanilla in cui doveva curare in cloth visto che i pezzi in plate non avevano la statistica di Intelligenza) fino a Legion, ma purtroppo in Battle for Azeroth le modifiche alle classi sono praticamente nulle o quasi.

Nel mio caso specifico, ho continuato a giocare il mio paladino esattamente come Legion, senza ricevere neanche una nuova abilità in 10 livelli.

Il sistema di artefatti inserito nella precedente espansione in qualche modo è stato confermato: infatti quando Magni ci spiega che per salvare il mondo dobbiamo raccogliere l’azerite per curarlo, ci fornisce un neck, l’Heart of Azeroth, che in maniera analoga alle armi che avevano in Legion, si potenzia nel tempo con il farming.

Da un lato offre una certa continuità al sistema a cui eravamo già abituati, dall’altro crea un problema non indifferente: se in Legion la ricerca spasmodica delle armi (uno dei problemi che attanaglia ogni giocatore e sfascia molte gilde) era scomparso, in Battle for Azeroth fa il suo non graditissimo ritorno.

Personalmente, se in Blizzard avevano deciso di seguire la strada dell’artefatto, avrebbero potuto continuare con le armi a cui ci eravamo già affezionati (e su cui ci eravamo tanto impegnati per sbloccare i diversi aspetti).

Per fortuna la maggior parte dei “perk” sbloccabili con l’artifact power dell’arma sono stati trasformati in talenti o abilità e quindi ancora a disposizione di noi giocatori.

Dal punto di vista del gear molto interessante, dopo la bellezza di 14 anni, la scelta di far sparire (almeno per ora) i bonus di set (i famosi “tier”): al loro posto arrivano 3 pezzi (elmo, spalline e torace) con “Tratti artefatto”.

Una volta raggiunto il potere artefatto del neck richiesto, questi pezzi si possono potenziare scegliendo uno dei tratti a disposizione (3 fino ad ILVL 335 e 4 dopo il 340).

Questi tratti possono essere di tipo generico (e quindi accessibili ad ogni classe) o di tipo specifico (per classe e specializzazione). In quest’ultimo caso spesso la scelta di un tratto rispetto ad un altro potrebbe portare a modifiche nella rotation del DPS o preferire un talento rispetto ad un altro.

Questa scelta permette finalmente di avere un po’ di varietà nella personalizzazione di un personaggio, cosa che onestamente non vedevo da quando hanno eliminato i talent tree (anche se anche in quel caso ormai ci si era fossilizzati su un’assegnazione ottimale dei punti a disposizione).

Ritornano le World Quest, la miglior maniera per farmare reputazione, artifact power e sopratutto gear.

Infatti in Battle for Azeroth, proprio grazie alle World Quest è possibile vestirsi in maniera abbastanza rapida per poter affrontare le istanze eroiche (ILVL minimo richiesto 305).

Grosse modifiche invece per quanto riguarda le professioni che hanno ricevuto un restyling completo.

First Aid non esiste più (ma d’altronde non aveva più senso di esistere da un po’ di anni), ma è stato completamente rivisto il sistema alla base. Infatti non sarà più necessario livellare da 0 una professione, ma ognuna di essere avrà un livello relativo all’espansione di gioco.

Ogni zona avrà quindi un suo counter interno e per poter imparare ricette di una zona recente come Kul Tiras non è necessario aver completato tutto l’addestramento delle formule di Legion.

In questa maniera nuovi giocatori o coloro che vogliono cambiare professione (come ad esempio ho fatto io lasciando Jewelcrafting e prendendo Herbalism) possono iniziare fin da subito a sfruttare la loro professione ed evitare un noiosissimo backtracking nelle vecchie zone.

GIUDIZIO

Ad un mese dall’uscita del gioco devo dire che sono rimasto abbastanza deluso, non ai livelli di Pandaria, ma onestamente mi aspettavo molto di più di questo Battle for Azeroth.

Dopo aver combattuti contro semidei, titani, entità mistiche ci ritroviamo in una “squallida” guerra tra fazioni, quando c’era la possibilità di ambire a qualcosa di ancora più epico. Le tracce di quanto fatto sembrano sparite e ci ritroviamo ancora una volta a raccogliere sacchi di grano e debellare le cantine dai topi, dopo 14 anni di avventure.

Magari con il tempo (e già con il progress del raid) la trama potrebbe prendere nuove strade, ma per ora mi ha lasciato con l’amaro in bocca.

A livello di gameplay qualche modifica c’è stata ma onestamente le vedo verso il peggio e non verso il meglio.

La perdita dell’arma artefatto è una bella botta e il non aver inserito nuove abilità (se non riportando quelle già viste nei perk degli artefatti di Legion) sono un grosso bollino rosso sull’espansione.

L’unica nota veramente positiva di Battle for Azeroth è il rework sulle professioni, ma questo non basta per mantenere il livello di qualità a cui Blizzard ci ha abituato negli anni.

6.5 Pigra

Battle for Azeroth più che un'espansione sembra un DLC di Legion. Diversi i nemici, ma gameplay praticamente invariato, compreso il farming di Artifact Power (diventato ora Azerite). Le modifiche apportate peggiorano l'esperienza di gioco, ma dopo anni e anni credo che Blizzard ha ancora il tempo di ribaltare le carte in tavola.

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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