Solo a nominare il titolo completo, Divinity: Original Sin 2 Definitive Edition, mi si secca la gola, quindi meglio scrivere che parlarne a voce con gli amici.

Di fan della saga Original Sin il mondo è pieno, soprattutto per tutti quelli che, come me ad esempio, hanno vissuto la gloria di Baldur’s Gate.

Per quanto su PC questi giochi mi esaltino, il porting su console di questo genere mi trovano sempre un po’ diffidente, ma vista la bontà del titolo ho deciso di superare il mio pregiudizio e mettermi al “lavoro”.

LA DIFFICOLTA DEL PORTING

Per effettutare il porting di un gioco come Divinity: Original Sin 2 bisogna partire dalla cosa più complessa: la configurazione dei comandi.

Se su PC ci troviamo a giocarci senza problemi con la combinazione mouse + tastiera, passare tutti i controlli sul pad non è mai compito semplice.

Per fortuna Larian Studios è una Software House che non ha assolutamente paura delle sfide e, cosa più importante, ha le capacità tecniche per risolvere i problemi più comuni su questo tipo di porting, dimostrando che l’operazione non è impossibile, ma ci vuole solo tanta cura e impegno.

E se lo dice il Dott. Frankenstein…

Ma cosa ha reso Divinity: Original Sin 2 uno dei giochi più apprezzati di questa generazione?

Di punti di forza il titolo ne presenta veramente tanti: in primis, fondamentale dal mio punto di vista per un gioco di questo genere, è la “sceneggiatura“.

Utilizzo un termine cinematografico perché la trama è studiata e scritta in maniera veramente sublime, trasportandoci in un’avventura che mi ha soddisfatto dal primo all’ultimo minuto di gioco (e non sono pochi visto che si sforano tranquillamente le 100 ore di gioco, ovviamente per chi si vuole dedicare a completare tutto quello che c’e’ da fare).

Il secondo fattore di successo è il gameplay: da questo punto di vista Divinity: Original Sin 2 non porta rivoluzioni a struttura e modalità di gioco, ma non per questo non presenta qualche novità interessante.

L’editor è molto completo sotto ogni punto di vista.

Ad esempio nell’editor possiamo scegliere se avere un background “libero” oppure scegliere uno dei predefiniti, senza scordare la possibilità di usare una delle innumerevoli razze presenti nel gioco, tra cui anche quella dei non-morti che, se da un punto di vista ci facilità il gioco a livello di difficoltà nei combattimenti (grazie alle resistenze naturali), dall’altra parte ci complica la vita visto che gli NPC difficilmente vorranno interagire con un morto che cammina.

Divinity: Original Sin 2 “prende in prestito” alcune feature dai titoli meramente più action, come lo sfruttare gli elementi ambientali nelle maniere più svariate (tirare un fulmine in una pozzanghera d’acqua per colpire chi sta dall’altra parte è qualcosa di veramente godurioso).

Ma quello che rende fantastica l’avventura di Divinity: Original Sin 2 è la capacità del gioco di “mutare” in seguito alle vostre scelte, in maniera tale da dare al giocatore un ruolo veramente attivo all’interno della storia, storia che è possibile vivere insieme ad un amico anche in modalità cooperativa con schermo condiviso (feature non presente su PC).

E’ VERAMENTE UN’EDIZIONE DEFINITIVA?

Devo dire che ormai tutte le definizioni di questi porting mi fanno un po’ sorridere: Complete Edition, Definitive Edition, Plus Ultra Edition e chi più ne ha più ne metta.

Finito il mio sproloquio, vediamo però cosa ci offre questa Divinity: Original Sin 2 Definitive Edition e se si merita tale “nome”.

Il gioco è uno spettacolo per gli occhi, soprattutto se siete in possesso di tecnologia 4k

Partiamo dal punto più evidente: il comparto grafico ha ricevuto un bel “lifting” visto che è supportato l’HDR e risoluzioni fino ai 4K (se avete schermo che possono permetterselo, io sono un povero barbone e viaggio ancora a 1080p).

A livello di comandi abbiamo già detto che questi bravissimi ragazzi belgi si sono dati da fare per poter sfruttare al meglio le ridotte potenzialità di un pad. Un comodo tutorial ci accompagna nello studio dell’uso dei tasti, rendendo il passaggio per chi ha provato il gioco su PC meno traumatico.

Ma quello che impressiona in questo porting è l’attenzione su alcuni particolari che potevano essere tranquillamente tralasciati: prendendo spunto dal feedback dei “fan” di Divinity: Original Sin 2, Larian Studio ha deciso di non riscrivere il codice solo per adattarlo alle console, ma apportare alcune modifiche che migliorano l’esperienza (già ottima di suo) di gioco.

Andare in giro come uno scheletro non è proprio la cosa più comune in un GDR.

La modalità Arena è stata rivista per dare nuove sfide ai giocatori, fornendo ancora più contenuti ad un gioco che non lesina da questo punto di vista. Inoltre in alcune missioni, dove spesso e volentieri i giocatori si trovavano bloccati per indicazioni non chiare, sono state riscritte le linee di dialogo mostrando quindi un’attenzione particolare alle richieste e alle problematiche sollevate dall’utenza.

Non era necessario, ma la ricerca della “perfezione” da parte dei programmatori è da encomiare.

La cosa migliore? Tutto le modifiche apportate a questa versione sono anche disponibili per PC!

Tutto questo da farsi rende Divinity: Original Sin 2 un titolo che i fan del genere ameranno alla follia, ma per il giocatore meno esperto potrebbero essere un’esperienza troppo soverchiante e trovarsi bloccati o comunque sopraffatti, soprattutto nelle battute iniziali del gioco, ma magari puoi chiamare un amico più navigato e sfruttare la modalità coop per superare questo scoglio.

PRO & CONTRO

+ Storia con sceneggiatura superba
+ Ottimo porting per la gestione dei comandi
+ Migliorie varie rispetto alla versione PC
– Può facilmente sopraffare il giocatore non esperto del genere
9.5 Capolavoro

Trasportare su console Divinity: Original Sin 2 era veramente difficile, ma i ragazzi di Larian Studios sono riusciti a regalarci un porting che con qualche piccolo aggiustamento diventa veramente l'edizione definitiva di questo capolavoro, superando brillantemente lo scoglio comandi su joypad.

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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