Nella mia testa e nel mio cuore vive un (in realtà uno dei tanti) controsenso assoluto: non ho alcun tipo di passione per le macchine comuni o le super car, ma ci sono pochi sport che mi appassionano come la Formula 1.

Una passione che parte da lontano, da un’età in cui le macchine che corrono nella pista per te sono semplici colori che si alternano in sorpassi e contro sorpassi.

Crescendo ti appassioni, inizi a tifare ( Nigel Mansell è da sempre il mio pilota preferito), a vivere momenti storici e manovre incredibili che segnano indelebilmente una stagione ( ve lo ricordate il sorpasso di Hakkinen su Schumacher nel 2000 in Belgio?).

Sebbene la Formula 1 ora sia diversa, in cui il pilota è sempre più schiavo di un tecnologia invasiva e non sempre infallibile, quell’amore è quella passione non sono invece cambiati.

Ecco perché ogni, anno, da diversi a questa parte, fine agosto per me vuol dire il videogioco di Formula 1 e anche quest’anno Codemasters non mi ha abbandonato portando sui nostri schermi F1 2018.

SEMPRE PIÙ IN PISTA

Dal 2010 a questa parte, Codemaster ha saputo indubbiamente far crescere questo franchise, molto meglio di altre licenze sparse per i vari studi di sviluppo. Una cosa che va segnalata e tributata con grande onesta al team inglese.

Muoversi all’interno di una federazione che, anno dopo anno, cambia costantemente regolamenti e dinamiche interne non è assolutamente facile. I cambiamenti indotti dalla FIA non sono però sufficienti, così come l’aggiornamento di piloti e scuderie, per rendere giustificabile l’acquisto del gioco da parte degli appassionati.

Codemasters però, nonostante l’ottimo F1 2017, ha mostrato di tenere alla sua creatura, riuscendo nell’ardua impresa non solo di migliorare alcune sbavature emerse nel corso del precedente capitolo, ma aggiungendo alcune dinamiche molto interessanti, in grado di rendere ancora più credibile il contesto della pista.

Quello che più mi ha colpito in positivo in F1 2018 è sicuramente la gestione delle gomme, con il degrado continuo che ora risulta molto più realistico e progressivo. Tenere le gomme in temperatura, evitare bloccaggi e capire quando far rifiatare la macchina, saranno tutti elementi di cui tenere conto nell’economia della gara, onde evitare cali ingenti e visibili di prestazione e aderenza.

Sulla stessa linea si posiziona anche la gestione dell’ERS che potrà essere interamente automatico, oppure dando la possibilità di scegliere tra le diverse mappature presenti nel gioco.

Tutto questo si innesta all’interno di un contesto davvero credibile, in grado di trasmettere quell’adrenalina e quella costante gestione del mezzo che ogni pilota si trova a dover gestire nel corso di un Gran Premio.

Ed è proprio questa la chiave di lettura che mi ha fatto letteralmente amare il titolo.

Guidare in F1 2018 mi ha dato la sensazione di star guidando una vera monoposto. No, non parlo di simulazione alla guida (anche questa perfettamente scalabile con gli aiuti, in base al proprio grado di competenza).

Mi riferisco a tutte quelle sensazioni che solamente chi vive da vero appassionato questo sport può realmente capire: il dialogo costante con il muretto, una strategia cambiata in corsa per provare l’under cut, la gestione dei parametri sul volante e gli imprevisti dati da meteo e incidenti.

Una Formula 1 diversa da quella che vi ho raccontato in apertura, affascinate in modo differente…ma pur sempre affascinante: e qui riprodotta fedelmente.

Il POTERE CONTRATTUALE

Tutto quello che vi ho raccontato viene esaltato da una carriera che risulta pienamente convincente. Una volta creato il nostro avatar (aumentati i modelli rispetto allo scorso anno, ma ancora non ci siamo) potremo scegliere fin da subito la scuderia che preferiamo, con richieste che ovviamente variano tra i top team e quelli inferiori.

Il primo podio non si scorda mai

In ogni gara avremo delle richieste da parte del muretto, una rivalità costante tra primo e secondo pilota, e la necessità – tra una gara e l’altra – di scegliere i pacchetti di aggiornamento per migliorare l’auto nel corso della stagione. Occhio anche alla gestione della power unit, dato che ce ne sono tre a disposizione per ogni macchina.

Nel corso della carriera in F1 2018 si vivranno anche le famose interviste con la stampa, la grande e più importante novità di questo capitolo. Attraverso dei quesiti a risposta multipla che ci verranno formulati dalla giornalista Claire, andremo a definire il nostro carattere (leale o superstar), le rivalità con gli altri piloti e più in generale il rapporto con il nostro team. La risposta sbagliata, quindi, si farà sentire sia in pista che fuori.

Inoltre, sempre tra un GP e l’altro, avremo la possibilità di partecipare a degli eventi extra di esibizione, dove andremo a guidare grandi bolidi del passato, per un totale di venti auto che hanno fatto la storia di questa disciplina.

Non mancano ovviamente altre modalità, come: il gran premio singolo, le prove a tempo e un online sul quale tornerò più avanti vista l’indisponibilità.

NUMERI DA BOLIDE

Parlando puramente di numeri, F1 2018 oltre a tutte le modifiche estetiche e contenutistiche apportate per aggiornare la stagione ancora in corso, offre due tracciati inediti: Germania e Francia. L’introduzione del tanto chiacchierato Halo (con tanto di fastidiosa – almeno per me – visuale interna).

Guidare a 300 all’ora con l’Halo davanti non è proprio gradevole.

A questo si aggiungo le venti auto d’epoca citate poche righe sopra e la possibilità, in futuro, di vedere qualche piccolo aggiornamento.

Dove il gioco invece brilla è nel comparto tecnico. L’EGO Engine che muove la serie da qualche anno è arrivato al massimo della sua grazia. Spremuto come un limone, offre mezzi e piloti perfettamente riprodotti, in grado davvero di rivaleggiare con i modelli 3D di altri giochi molto blasonati come Gran Turismo o la serie Forza.

Forse sulla pista si poteva lavorare con qualche dettaglio in più, ma in generale a livello visivo F1 2018 è un vero e proprio spettacolo. A questo aggiungete anche che, se possedete PS4 Pro o One X, il gioco gira a 60fps costanti.

Il tutto è poi contornato da una campionatura dei suoni e dei motori rispettosa della controparte reale. Fastidiosi e silenziosi i motori attuali, nervosi e chiassosi quelli delle macchine d’epoca con i dodici cilindri.

Ah sì, c’è anche la telecronaca di Carlo Vanzini (voce della F1 su Sky) e di Luca Filippi, ma si tratta per lo più di contorno tra una gara e l’altra. Niente di fastidioso ma neanche di esaltante.

+ Tecnicamente molto valido
+ Si respira la vera F1
– Manca un po’ di cura al bordo pista
– Da verificare l’online

9 BRUUUUUUUUM!

Se siete alla ricerca di un gioco su questa disciplina motoristica, F1 2018 è IL gioco della Formula 1. Bello, migliorato, divertente da giocare e appagante sia alla guida di un volante che con un pad tra le mani. Codemaster ha compiuto un lavoro splendido, e per questo va premiata. Asticella alzata per il prossimo capitolo, e da avere assolutamente anche se si è possessori del precedente episodio

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Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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