L’Heroes of the Storm Global Championship non è stato soltanto il teatro di scontri epici, ma è risultato essere il palcoscenico adatto per presentare il nuovo eroe pronto a scendere in campo nel Nexus: Sally Whitemane.

I più accaniti giocatori di World of Warcraft ricorderanno il suo nome grazie a Scarlet Monastery, una delle instance presenti nel gioco dove i giocatori, precisamente nel territorio di Tirisfal, potevano accedere alla roccaforte al fine di sconfiggere i membri della Crociata Scarlatta.

Questo famoso ordine era stato fondato esclusivamente per bandire ogni forma di vita non-morta, motivo che rese ben presto i loro affiliati una minaccia per i vicini abitanti di Undercity.

L’Alleanza e l’Orda finirono ben presto per cercare di conquistare la fortezza, i primi con l’intenzione di creare un valido avamposto in territorio nemico mentre i secondi, più semplicemente, volevano eliminare una minaccia così vicina a casa.

Tornando brevemente alla figura di Whitemane, molti forse ricorderanno anche che, dopo la sua morte, venne resuscitata come uno dei quattro cavalieri della morte (mi piacerebbe vedere questa skin su HOTS, devo ammetterlo). Lasciato il campo di World of Warcraft, il leader della Crociata Scarlatta è pronta a scendere in campo nel Nexus con il ruolo di supporto.

PURIFICATI DALLA FIAMMA

Le abilità della grande inquisitrice scarlatta sono uniche nel loro genere, soprattutto perché la quantità di cura che si può effettuare sugli alleati è direttamente proporzionale ai danni inflitti agli eroi nemici.

Grazie al suo tratto distintivo Zelo questo healer applica un’aura ai bersagli alleati appena curati che dura 8 secondi, tempo prezioso in cui i danni inflitti vengono convertiti per il 100% in cure.

Grazie a Supplica Disperata [Q] il personaggio può curare un alleato di 145 punti salute, ottenendo però un malus chiamato Disperazione che aumenta significatamene il costo in mana dell’abilità a ogni suo utilizzo, fino a un massimo di tre accumuli.

Bisogna quindi scendere in campo ragionando attentamente sulle strategie da utilizzare, proprio perché tenere in piedi più eroi si traduce in un dispendio di mana enorme che, qualora non regolamentato, potrebbe lasciare scoperto il team.

Ho parlato in precedenza dell’alternarsi delle cure con i danni, ed è per questo che dopo la supplica entra in gioco Inquisizione [W], un raggio a incanalamento che infligge 53 danni agli eroi nemici, rallentandoli del 30% durante tutto l’utilizzo dell’abilità.

Si chiude il quadro con Sferzata Ustionante [E], un attacco in linea retta che folgora i nemici infliggendo 82 danni. Se la prima sferzata colpisce un eroe nemico, un secondo attacco colpirà la stessa zona con un lieve ritardo, infliggendo ulteriori 82 danni a chi si trovi all’interno dell’area.

Le abilità eroiche sono rispettivamente Egida Scarlatta e Resa dei Conti Divina [R]. La prima è ottima per le cure, dato che rinfranca lo spirito degli eroi alleati curandoli di 250 punti salute nonché fornendogli 40 punti resistenza per 4 secondi, la seconda infligge invece 50 danni a tutti i nemici dentro l’area consacrata.

AGGRESSIVI MA NON TROPPO!

Nelle mie sessioni di prova con Sally Whitemane ho impiegato un po’ di tempo a capire come rendere più efficiente la mia presenza sul campo di battaglia, andando a comporre essenzialmente due build a seconda della composizione del team.

Se voglio procedere a potenziare Supplica Disperata spesso scelgo come primo talento Martirio, più che altro perché gli accumuli di disperazione aumentano le cure del 30% in più. Questo talento è indicato quando si seguono grossi tank che vanno curati in fretta senza dover “badare a spese”, ma si può giocare anche più safe scegliendo Compassione, dove il boost alle cure emerge passivamente solo per i personaggi con il 50% di vita, ricevendo il 25% di cure in più.

Al livello quattro sono sempre indeciso sul da farsi, perché ci sono due talenti che hanno quasi la stessa efficacia in termini di resa.

Fede Incrollabile riduce il costo di Supplica Disperata, conferendo anche uno scudo di 250 unità al caster dopo il terzo accumulo, ma Gran Inquisitrice rimuove gli accumuli di disperazione rigenerando mana. Il problema di questo secondo talento è che va utilizzato con intelligenza, alternando magari tre cure di Supplica su tre alleati di fila, andando poi a tirare Inquisizione come boost e ricarica mana.

Al livello sette scelgo sempre Spirito Zelante, perché alla seconda cura di Supplica fatta a un qualsiasi alleato anche il caster ottiene Zelo, fondamentalmente facendoci risparmiare un prezioso accumulo di disperazione e castare Inquisizione per curare noi e l’alleato a costo inferiore.

Dopo aver scelto il talento eroico, io opto sempre per Egida Scarlatta, al livello tredici scelgo spesso Presunzione, sempre per il discorso di rendere più safe la mia presenza sul campo, curandomi automaticamente ad ogni accumulo di Supplica sui miei alleati. Questi talenti permettono al personaggio di rimanere in vita più a lungo, concentrandosi maggiormente sui compagni senza dover pensare troppo a sé stessi.

Si concludono i level-up di Sally Whitemane con Radiosità al sedici, ottimo per curare il team di un buon quantitativo di punti salute (ben 200 a botta) mentre al venti, di solito, opto per Soggiogamento, visto e considerato che il raggio di inquisizione riduce i danni inflitti dal target del 75%.

Farlo in late game su un qualsiasi dps, come Macellaio per esempio, rende ancora più probabile la sopravvivenza sul campo nostra e dei compagni.

Tirando le somme, Sally Whitemane è un eroe di supporto estremamente interessante da utilizzare, solo che ha bisogno di cura e attenzione al fine di intervallare costantemente le sue due abilità base, rendendo così più efficaci le cure fatte al team.

Secondo il mio punto di vista ci troviamo in un meta dove gli healer più utilizzati sono spesso Deckard Cain, Auriel e Alachiara, personaggi in grado di massimizzare le cure grazie ad abilità versatili che possono accostarsi bene con un team compatto.

Al netto di quanto è possibile vedere in game, l’healer che soffre di più il meta è Lucio, ormai caduto nel dimenticatoio.

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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