Da tempo, leggo un po’ ovunque commenti più o meno unanimi sulla mancanza di originalità all’interno del mondo dei GDT.

Una critica ( o sfogo, se preferite) più che legittima, da parte di coloro che con passione fagocitano quintali di giochi nel corso di ogni anno.

In un periodo ricco come pochi altri, confermato dai numeri impressionati di titoli portati a GenCon, è infatti molto facile restare delusi da qualcosa, o più semplicemente, non venire rapiti da un titolo come succedeva in passato davanti a quell’elemento in grado di spiccare sulla massa.

Ci si può perdere ormai nelle offerte di una grande fiera come il GenCon

In questo disfattismo generale, personalmente, vedo invece tanti spiragli di luce e opportunità, e sono ragionevolmente certo che sia in questo presente, ma anche nel prossimo futuro, qualche tocco di originalità farà capolino sui nostri tavoli da gioco.

Ma dove si possono andare a cercare questi elementi? In che modo si possono trasformare generi ormai consolidati in elementi unici innovativi?

Ho fatto una piccola lista di quello che, almeno personalmente, mi piacerebbe vedere all’interno di un GDT moderno.

AMBIENTAZIONI UNICHE

Sono un grande amante di temi ormai consolidati nel mondo del GDT: vichinghi, fantasy (specialmente nani) e Seconda Guerra Mondiale; rimangano tuttavia moltissimi temi che sono stati toccati marginalmente, a volte nemmeno sfiorati.

Ormai ce ne sono per tutti i gusti

Se non si vuole andare a toccare una meccanica, credo che l’originalità – in parte – possa anche venire saziata da un tema unico e accattivante. Non è facile, sia chiaro, anche perché tornando al discorso della mole di titoli presenti sul mercato, la quantità di temi giocabili è davvero ricca e sfaccettata.

Rimango tuttavia convinto che questa sia una potenziale chiave di lettura: nuove ambientazioni ludiche, o arrangiamenti inediti di alcune già conosciute e apprezzate.

UNA MIGLIORE “MECCANESTEIN”

Piccola premessa: nel mio gergo personale “meccanestein” si intende la pratica, ormai sdoganata, di unire differenti meccaniche già consolidate in altri giochi, all’interno di un unico titolo (ex: Clan di Caledonia).

Non c’è da spaventarsi se, all’interno di un processo evolutivo come quello del GDT moderno, si sia arrivati a questa opzione all’interno del mondo del game design.

Prese singolarmente, gran parte delle meccaniche sono ormai consolidate e sfruttate fino all’ultima goccia. Perché allora non unirle tutte insieme, rendendo unico il gioco sfruttando elementi riconoscibili ma amalgamati in maniera fluida tra loro?

Prendete un po’ di Terra Mystica e Navegador, shakerate bene ed ecco a voi un bel “meccanestein”

Si è dibattuto tanto attorno a questo argomento. Nel suo essere tutto “già visto”, personalmente reputo questa forma innovativa nell’approccio e nella sua strutturazione mentale. Avendo la fortuna di chiacchierare spesso con autori di Giochi da Tavolo, vi posso assicurare che non è così banale e scontato mettere insieme meccaniche differenti. Se ben fatti, reputo questi prodotti una vera e propria nuova branca del settore, che potrebbe proliferare nel prossimo futuro.

LICENZE MON AMOUR

Altro argomento fortemente dibattuto è ovviamente quello dei giochi su licenza. Tornando alla giù citata GenCon, il mercato del GDT è ormai terreno fertilissimo per licenze più o meno famose. Una mossa tanto semplice quanto prevedibile per fare leva sul famoso “effetto fan”.

Anche in questa direzione i game designer potrebbero e dovrebbero osare di più. Provare a immaginare realmente le dinamiche della suddetta licenza all’interno del gioco da tavolo a lei dedicato, è una cosa che si sta facendo ancora troppo timidamente. Pace se si sbaglia o se si deve sistemare in corsa con delle FAQ, la sensazione di unicità viene comunque regalata al giocatore.

I giochi su licenza hanno il grande merito di attirare nuovo pubblico nel mondo dei GDT

Mi viene in mente il GDT di Dark Souls: completamente imperfetto, ma in grado di regalarti un feeling e delle sensazioni, uniche nella sua imperfezione.

Alien, Wacky Race, Kick-Ass, Resident Evil, Horizon: Zero Dawn e tantissimi altri. La speranza è che questa filosofia venga realmente applicata alle meccaniche dei giochi citati. Il virtuosismo, per come la vedo io, è proprio in questo ambito che può essere applicato in forma estrema. 

LA TECNOLOGIA  CI È AMICA

Altro argomento fortemente dibattuto è quello della tecnologia all’interno del mondo dei GDT. Inutile girarci attorno, o fare finta di nulla: i migliori prodotto, in termini di innovazione, arrivano proprio dallo sfruttamento di elementi tecnologici.

Road to Legend è un ottimo esempio di tecnologia al servizio dei GDT

Se utilizzata con coscienza, senza snaturare i capisaldi dell’esperienza attorno al tavolo, la tecnologia può aggiungere quel tocco in più che difficilmente sarebbe raggiungibile con altri strumenti di gioco. Arrivando da una formazione videoludica abbraccio con estremo interesse e con confortante curiosità questa nuova “moda” sperando posso diventare un reale valore aggiunto al mondo del GDT.

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL?

Insomma, come avrete intuito, per quel che mi riguarda la situazione è davvero meno tragico di come qualcuno – magari più disilluso e pessimista del sottoscritto – la dipinge.

Legacy, Escape Room Games, app, digital, mobile e “meccanestein”. Il mercato è vivo e vegeto, attivo e fervente.

Quel tanto che basta per tenere alta curiosità e passione da parte di tutti, o almeno, in grado di alimentare a sufficienza la mia.

E voi cosa ne pensate? Fatemelo sapere, sono realmente curioso del vostro parere.

Dio non gioca a dadi, ma noi si e ci piace pure tanto

About Author

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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