L’universo di Super Mario è riuscito, nel corso del tempo, a dare alla luce decine di personaggi secondari degni di un background di tutto rispetto, tant’è che alcuni di loro possono vantare un nome nei titoli a loro dedicati.

Uno di loro è sicuramente il simpatico funghetto Toad, personaggio che in prima battuta ha fatto solo alcune apparizioni nel primo Super Mario Bros, per poi ottenere diventare un personaggio giocabile all’interno del secondo capitolo della saga sopracitata. Di lì in poi il funghetto umanoide ha spesso accompagnato l’idraulico italiano nelle sue avventure, ottenendo per l’appunto un titolo omonimo uscito per WiiU nel 2014, intitolato Captain Toad: Treasure Tracker.

L’unico personaggio sfigato della famiglia è Waluigi!

Per chi non dovesse ricordare questo piccolo gioiellino, si tratta di un puzzle game interessante dove il giocatore doveva risolvere diversi rompicapo, ambientati in diversi livelli (o stage se preferite) coloratissimi pieni di leve, nemici da sconfiggere e diamanti da raccogliere.

Nessuna particolare storia, o trama da Oscar, ma perlopiù una semplice suddivisione in maxi-capitoli (tre per l’esattezza) che presentano una difficoltà crescente man mano che vengono completati.

Tralasciando la scarsa longevità di WiiU, che purtroppo non ha accontentato i fan per via di strategie “discutibili” da parte di Nintendo, ora la nuova console “portatile” Switch cerca di riproporre questo classico in pompa magna, sfruttando ognuna delle doti che abbiamo imparato ad apprezzare fino a oggi.

DICESI “BELLA COPIA”

Captain Toad: Treasure Tracker su Nintendo Switch mantiene completamente intatto lo spirito di intrattenimento che ha sempre avuto e la versione “aggiornata” è una gioia non solo per gli occhi, ma anche per tutti gli altri quattro sensi (si, pure il gusto!).

Ma perché parlo di bella copia? Perché a tutti gli effetti il gioco è rimasto completamente invariato a livello di gameplay, modificando per l’occasione soltanto alcune piccolezze in sede di configurazione comandi.

Nei panni di Toad o Toadette, noi giocatori saremo impegnati a risolvere enigmi per almeno sei o sette ore, valore numerico che cambia in proporzione alla vostra voglia di portare a casa tutti i tesori disponibili nel gioco.

A conti fatti parliamo di un’esecuzione lineare, dove i nostri piccoli alter-ego compiono azioni standard (tranne il salto) durante l’esplorazione dei livelli, sfruttando per l’occasione il joycon come un puntatore, al fine di selezionare o interagire con gli oggetti, oppure il touch screen (in versione portatile) per risolvere alcuni enigmi.

Ma sarà che lo zainetto è troppo pesante e per questo non riesce a saltare?

Lo scopo di ogni livello, come accennato nel prologo, è quello di conquistare la stella alla fine della mappa, con la possibilità di collezionare 3 diamanti, accedendo infine alla modalità “nascondino” che viene sbloccata dopo aver completato il livello una prima volta.

INVASIONE DI SUPER MARIO ODISSEY

A differenza di quanto avveniva nella versione WiiU, dove era possibile sbloccare quattro livelli extra tratti da Super Mario 3D World, in questa versione per Switch di Captain Toad: Treasure Tracker troviamo praticamente la stessa cosa, tranne per il fatto che i livelli sono stati sostituiti con Super Mario Odyssey.

Questi livelli sono sbloccabili giocando regolarmente, ma per chi adora le scorciatoie, possedendo uno degli amiibo dedicati a Super Mario Odyssey potrete averli a disposizione immediatamente.

Mai visti i coriandoli e una stella in un tunnel….

I miglioramenti tecnici sono invece quelli più eclatanti presenti con questa versione. Il livello artistico del titolo viene infatti enfatizzato da una piacevolissima risoluzione a 1080p (su handheld arriviamo a 720p), coadiuvata persino da un framerate granitico fissato sui 60 frame per secondo.

Anche se a livello di immagine può sembrare “poco” per un gioco in forma cartoonesca, dall’altro posso dirvi che a un’occhio attento la differenza appare lampante come il divario tra giorno e notte (soprattutto sugli schermi più grandi).

Una delle novità che mi ha lasciato perplesso è il multi-giocatore cooperativo.

In pratica, per quanto potuto provare a casa con una persona volenterosa, il gioco permette a uno di guidare i personaggi, mentre all’altro concede la “ghiotta” occasione di ruotare la telecamera oppure di muovere gli oggetti interattivi. Magari mi sbaglio, ma con le potenzialità dei joycon in dotazione mi sarei aspettato qualcosa di più.

PORTING, MA FATTO PER BENE

Captain Toad era già bello da vedere su WiiU, ma il lavoro fatto da Nintendo per portare su Switch questo gioco è veramente da apprezzare a 360 gradi.

La realizzazione grafica dei livelli è tra le migliori viste su Nintendo Switch (pur sempre parlando di un gioco con grafica cartoonesca) ma quello che impressiona sono i tempi di caricamento, praticamente assenti, segno di un ottimo lavoro da parte degli sviluppatori di questo porting.

Il prezzo contenuto del gioco invita piacevolmente i giocatori a cogliere l’offerta, anche se non mi sento di consigliarlo a chi già ha avuto il piacere di giocarlo su WiiU, se non altro perché le aggiunte sono veramente poche per un viaggio a prezzo pieno.

In quel caso aspettate un pò, non vi corre certo dietro nessuno!

Forse in effetti qualcuno vi corre dietro…

PRO E CONTRO

+ Impegnativo ma non impossibile
+ Livelli ben disegnati
+ Tempi di caricamento quasi nulli
– Forse troppo breve, anche se presenta una certa rigiocabilità
– Hanno tolto i livelli di Super Mario 3D in favore di quelli di Super Mario Odissey. Perché non lasciare entrambi?
8.5 DIVERTENTE

Captain Toad: Treasure Tracker è l'ennesima dimostrazione che Wii U ci ha regalato tantissimi giochi di grande qualità che non abbiamo apprezzato come dovevamo a causa del flop della console. Per fortuna che esiste Nintendo Switch!

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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