Come avviene ormai da un po’ di tempo a questa parte, molte case di sviluppo cercano di accontentare i giocatori di tutte le piattaforme, dando alla luce quelli che, brutalmente, vengono chiamati porting.

Che sia merito o demerito, questo ora è difficile da dire, più che altro perché nel maggior numero di casi si cerca semplicemente di “adattare” il codice della piattaforma di riferimento, senza magari mettere le mani più approfonditamente nel sistema al fine di riscriverlo come si dovrebbe.

Fortunatamente non mi sono trovato di fronte a casi ricorrenti, però un po’ di perplessità, di fronte alla notizia che si sarebbe lavorato a Wolfenstein 2: The New Colossus su Nintendo Switch, francamente mi è venuta. La console è abbastanza potente da supportare un comparto grafico così pesante? O meglio, il codice verrà modificato al meglio per renderlo compatibile alla console portatile di Nintendo?

PRENDI UN NAZISTA, TRATTALO MALE

Probabilmente la prima parte del Teorema di Ferradini era molto cara al nostro amico Blazkowicz, se non altro perché subito dopo il suo risveglio in un luogo a lui sconosciuto, fa quello che viene meglio: trattare male i nazisti.

Certo, hai perso i sensi durante un’esplosione alla fine di New Order, ti sei svegliato dopo mesi da uno stato vegetativo indotto da una ferita mortale (che ti ha pure messo sulla sedia a rotelle), ti raccontano che il mondo è controllato dai nazisti con il pugno di ferro, insomma, diciamo che difficilmente puoi riuscire a somatizzare la notizia senza spaccare qualcosa.

E il nostro Blazkowicz, beh, non è proprio il tipo che ammazza in modo silenzioso e pulito, ecco. Tant’è che il massacro inizia prima da una sedia a rotelle, poi indossando un esoscheletro coi controfiocchi pronto a renderlo un soldato perfetto, una macchina da guerra incapace di essere fermata.

Diciamo che abbiamo visto giorni migliori…

Da qui in poi gli eventi ci concedono diversi momenti epici, intervallati tra l’altro da piacevoli flashback ideati con lo scopo di farci conoscere meglio il nostro alter-ego.

La narrazione è incalzante, la campagna può essere tranquillamente portata a termine in dodici ore, aiutata peraltro da una serie di missioni extra che possono essere sbloccate trovando dei codici sui corpi dei vostri nemici.

Il lavoro alle spalle del progetto Wolfenstein 2: The New Colossus vale da solo l’acquisto per come è stato portato a termine, in cui oltre alla storia emerge un ottima colonna sonora coadiuvata da un doppiaggio in lingua nostrana eccezionale, frutto sicuramente di un lavoro certosino gestito bene sin dalla sua realizzazione a monte.

PASSAGGIO SU SWITCH

Come successo in passato per DOOM, il team Panic Button ha lavorato alacremente al fine di rendere Wolfenstein 2: The New Colossus appetibile anche per il pubblico della console portatile di casa Nintendo.

Le soluzioni adottate per il porting seguono la linea guida impostata con il titolo precedente, tant’è che tecnicamente i “sacrifici” si sono dovuti fare sul framerate, portato necessariamente ai 30 fotogrammi fissi per secondo.

In questo modo la resa visiva mantiene un rapporto qualità/velocità nitido e impeccabile, almeno fino a quando non si arriva in situazioni più frenetiche o ambientazioni più elaborate, dove si avverte visibilmente qualche inciampo e scatto di troppo.

Lo stesso risultato si nota durante alcune cutscene, motivo che in certi casi rende l’esperienza lievemente frustrante. Certo, sappiamo benissimo che l’hardware montato da Nintendo Switch non è al livello delle controparti di settore e speriamo, spero anzi, che qualche patch correttiva riesca a rendere più stabile il codice al fine di migliorare sensibilmente il prodotto a tutto tondo.

La resa visiva da dock rende riconoscibili anche alcune “magagne” a livello di texture, che su alcune superfici mostrano con evidenza una risoluzione più bassa del dovuto.

L’effetto blur confezionato per l’occasione tende a smussare questi particolari, ma quello che più mi ha colpito è stato notare diversi difetti sull’illuminazione degli ambienti. A volte sembra quasi come se il livello di luminosità venisse alzato volutamente, come per oscurare qualche difetto a livello di ombre o altro.

Le differenze ci sono e si vedono, ma tutto sommato accettabili

Attenzione però, si parla di difetti tutto sommato accettabili, soprattutto quando consideriamo la console su cui lo stiamo giocando.

La portabilità del prodotto evidenzia comunque un valore aggiunto in termini di giocabilità, ma quello che mi fa storcere il naso (in termini di vendita, sia chiaro) è che Wolfenstein 2 viene venduto senza i DLC usciti fino a oggi.

Ok, forse mi lamento per niente, però mi sarei aspettato una versione completa visto il prezzo pieno d’uscita nei negozi.

A livello di gameplay puro, infine, è apprezzabile notare come i ragazzi di Panic Button abbiano inserito la rilevazione di movimento sulla mira, una caratteristica che si integra con il giroscopio del Joy-Con al fine di mirare con più immediatezza, considerata soprattutto la difficoltà di spostamento con lo stick analogico destro.

PRO E CONTRO

+ Wolfenstein è sempre Wolfenstein
+ Ottima gestione della configurazione comandi

– Graficamente mostra problemi evidenti
– Cavolo, i DLC potevano pure darceli in un pacchetto completo!

8 DAJE AL NAZISTA!

Wolfenstein 2: The New Colossus mantiene viva la passione per questo famoso brand, permettendo finalmente di giocarlo anche agli utilizzatori di Switch. Le magagne tecniche evidenziano quello che sappiamo tutti, ovvero che la console portatile di casa Nintendo non è provvista di un hardware in grado di supportare a tutto tondo titoli usciti nativamente per le controparti di settore. Fatevi un favore, comunque, e rimediatelo appena possibile!

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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