Fino a qualche anno fa il sushi non mi attirava minimamente. Sono serio.

L’idea di mangiare pesce crudo non mi convinceva;  se poi prendi qualche malattia strana? e se qualche inospitale entità prende possesso del tuo corpo stile “La Cosa”?

Cosa pensavo del sushi fino a qualche anno fa…

Poi un giorno, per cause di  forza maggiore, sono finito in uno di quei tanti “all you can eat” che hanno iniziato a comparire più velocemente dei “compro oro” nel momento di massima espansione. E basta. Mind blow e un mondo nuovo che si staglia davanti a me.

Vallate di nigiri, costellazione di Sashimi e un mare di Edamame. Ho scoperto il “SUSHINO”!!

Ormai non posso più farne a meno; almeno una volta ogni quindici giorni mi trovo all’interno di questi locali in finto stile giappo (dai, lo sappiamo tutti che quelli cheap sono gestiti da cinesi) a rischiare di incubare un Alien che da un momento all’altro potrebbe fuoriuscire dalla mia pancia.

In pieno trip sensoriale da sushi, non potevo quindi farmi scappare questo Sushi Striker – The Way of Sushido. Inizialmente annunciato solo per Nintendo 3DS, durante un direct di ormai qualche me fa, il titolo è stato portato anche su Switch, piattaforma su cui l’ho giocato con molto piacere per diverse ore.

SUSHI WAR!

All’apparenza il titolo di Indies Zero potrebbe ingannare i giocatori più superficiali (ah sì, sono stato ingannato pure io eh!). D’altronde la struttura classica del “match 3” e una grafica pucciosa che tende all’anime, subito rimandano a prodotti più per il mercato mobile che per una vera e propria console di gioco.

Invece, con mio grandissimo stupore, Sushi Striker si è rivelato un prodotto profondo, appagante, che sfrutta una struttura assimilabile in pochissimi minuti, attorno alla quale ha inserito svariati elementi – quasi da RPG – che lo rendono profondo e strategico.

La modalità storia è la portata principale. Il mondo è diviso in due: Impero e Repubblica. I primi, dopo aver vinto la guerra, hanno deciso di bandire per sempre dalle tavole il prelibato cibo giapponese; i secondi, invece, hanno formato una vera e propria sacca di resistenza, che mira a riprendere il controllo ma soprattutto a salvaguardare gli spiriti del sushi, veri e proprio protettori onirici che hanno persino un ruolo attivo durante le battaglie.

In questo contesto si inserisce il personaggio che viene controllato dal giocatore: Musashi (è possibile scegliere tra maschio e femmina). Grazie alla sua determinazione e alla fiducia che un potente spirito del sushi gli concede, si troverà a diventerà la più grande speranza per la Repubblica (no, non stiamo parlando di Luke Skywalker!).

Tra una sfida e l’altra, la storia viene portata avanti da immagini statiche e da una serie di filmati molto divertenti da vedere, colorati e in perfetto stile anime (sono presenti i sottotitoli in italiano).

Una storia che non brilla certamente per originalità, ma che mi ha fatto sorridere in più di una occasione, anche perché, racconti in cui si lotta per il sushi non è che se ne trovino poi così tanti.

OCCHIO AI PIATTI ASSASSINI

Parlando di gameplay, torno a sottolineare come Sushi Striker mi abbia profondamente convinto nel sua struttura ludica.

Entrati all’interno di una sfida troviamo quattro classici rulli dove passano sopra svariate pietanze tipicamente giapponesi. I primi tre sono esclusivi del giocatore, il quarto è in comune con i tapis roulant dell’avversario.

Lo scopo è semplice: concatenare più piatti dello stesso colore per mangiare il cibo sopra di essi, e lanciare la pila di piatti che si è accumulata. Più piatti si riescono ad accumulare in una singola mossa, maggiore è il danno inferto all’avversario.

Una struttura che incoraggia fortemente l’utilizzo delle funzioni touch di Switch in modalità handheld, ma che, grazie ad una discreta mappatura dei tasti, quando si passa in docked, non trasmette una eccessiva macchinosità pad alla man.

A rendere il tutto più gustoso ci pensa però quella sottile struttura ruolistica. Il personaggio sale di livello, migliorando così la tipologia di piatti che si presentano sui rulli, stesso dicasi degli spiriti del sushi che, oltre a offrire dei particolari poteri attivi e passivi, possono anche trasformarsi salendo di livello e mostrare così la loro vera natura (tanto da ricordare vagamente Pokémon!).

La possibilità di poter portare in campo fino a tre di questi mostriciattoli, permette al giocare di creare combo di poteri devastanti. Nel corso della mia prova vi posso assicurare che lo stimolo a provarne sempre di differenti è stato costante.

Arrivati ad un certo punto di Sushi Striker, inoltre, verranno sbloccate delle sfide bizzarre – con parametri di gioco molto differenti rispetto a quelli delle sfide standard – e soprattutto il multi competitivo, vero e proprio banco di prova per testare con mano le vostre capacita di mangiatori di sushi con altri giocatori sparsi per tutto il mondo.

[B-SIDE] SUSHI DA TAVOLO

Parlare di cibo ha decisamente stimolato il mio appetito, e di sicuro anche il vostro.

Già vi immagino intenti ad ordinare del comodo sushi a domicilio, oppure sbirciare Trip Advisor per scovare un nuovo “all you can eat” in grado di saziare la vostra voglia di riso e pesce crudo. 

Ma se vi dicessi che, dopo una corposa sessione a Sushi Striker, seguita da una rifocillante cena alla giapponese, la giornata a tema sushi si può concludere attorno ad un tavolo con un simpaticissimo board game?

Sushi Go! di Phil Walker-Harding è un divertentissimo gioco di carte a tema sushi per 2-5 giocatori, dalla durata indicativa di 15 minuti. La meccanica ruota attorno ad un draft di carte che i giocatori si passano in pieno stile 7 Wonders. Nell’arco di tre round lo scopo è quello di realizzare il maggior numero di punti unendo svariati tipologie di cibarie.

La tempura va in coppia, i ravioli fanno spunti esponenzialmente, il sashimi fa punti di tris in tris e il budino, ovviamente, si calcola come bonus alla fine del pasto, quindi dopo i tre round. Quelli citati, ovviamente, non sono gli unici cibi presenti nel confezione, e la varietà vi assicuro che è sempre molto alta, anche dopo svariate partite.

Sushi GO è un titolo efficace, semplice e utilissimo per far divertire sia i giocatori più scafati, ma anche coloro che per la prima volta si avvicinano a questo hobby. Inoltre, le “pucciose” illustrazioni presenti sulle carte trasmettono un senso di vera e propria allegria e buon umore.

Sappiate che proprio recentemente è stata realizzata la versione “party!” che aggiunge nuove carte (tradotto=tipologie di sushi) e una serie di varianti che aumentano il numero dei giocatori fino ad 8.

Se vi ho incuriosito trovate Sushi Go! e Sushi Go Party! sul sito di Quinta Dimensione.

PRO & CONTRO

+ immediato ma con una discreta profondità strategica
+ storia molto carina
– Contenuti non esagerati
8 SUSHINO

Nel giro di pochi anni sono diventato schiavo del Sushi sia dal punto di vista gastronomico che videoludico. Una partita tira l'altra, fino a quando non sbatterete sul divano dicendo basta, esattamente con in un "all you can eat".

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About Author

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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