Mi avvicino a questo mondo in maniera ufficiale con un retrogusto più amaro di quanto potessi sperare.

Se trovarmi a dover scrivere di qualcosa che ho visto per un pubblico diverso da chi segue i miei profili social mi entusiasma, lo stesso non si può dire di ciò di cui vi parlerò: Jurassic World – Il Regno Distrutto.

C’ERANO UNA VOLTA I DINOSAURI

Il mito, perché di questo si parla per la mia generazione, ha subito una brutta battuta d’arresto, che posso solo augurarmi non porti ad una fine agonizzante per il mondo giurassico che tanto ho amato.

Sequel di un buon prodotto come il primo capitolo/remake con Chris Pratt, Jurassic World – Il Regno Distrutto parte con un ottimo spunto: un dilemma etico, una difficile scelta sul futuro dei dinosauri, tra la minaccia di una possibile catastrofica seconda estinzione che ristabilirebbe il corso naturale della storia, e la lotta per il loro diritto alla sopravvivenza, come quello di qualsiasi altro essere vivente.

Ma che mi hanno fatto girare? Torno a ballare con Ronan che è meglio…

L’ago della bilancia in questa difficile situazione risulta essere, come spesso accade, il potenziale economico ed offensivo che questi incredibili animali comportano per uomini di dubbia moralità, con un patrimonio smisurato e pronti a tutto per i propri interessi.

Una posizione interessante che però viene subito accantonata per catapultarci nel vivo dell’azione di una corsa contro il tempo disperata ed altamente rischiosa che i protagonisti dovranno affrontare per salvare i dinosauri, nel più classico stile Jurassic Park.

I dinosauri sono sempre un bel vedere, per fortuna!

Ma le avversità sembrano non finire mai, e si spostano da una Isla Nublar destinata a scomparire dalle carte geografiche fin sulla terra ferma. Qui a prendere il sopravvento diventano le nuove ed incredibili manipolazioni genetiche ed ibridazioni della specie, con una portata ben più ampia di quanto tutti noi potessimo immaginare, ma che servono presumibilmente ad introdurre lo scenario e la trama del prossimo capitolo della saga.

TRANSIZIONE O CATTIVA SCRITTURA?

Questo capitolo infatti ha il sapore di transizione verso un mondo dominato dai dinosauri e minacciato dalla loro incredibile ed aumentata potenza, tanto che anche un’icona del cinema come il Tyrannosaurus Rex, “uomo franchigia” della fortunata saga, viene ridotto quasi ad una comparsa durante il film, e nemmeno troppo minacciosa.

Teoricamente dovrebbe essere un no-match…

La direzione che sembra prendere Jurassic World – Il Regno Distrutto sembra dunque essere più grande, più forte, più vasto e più minaccioso, andando a segnare definitivamente il passaggio dal parco al mondo nella sua totalità.

Tutto questo però con una forte sensazione di qualcosa di già visto, poiché, dopo due pellicole sembra delinearsi uno scenario del tipo “Il Pianeta delle Scimmie”, dove una scoperta scientifica prodigiosa porta a mettere in dubbio il ruolo degli umani come specie dominante sulla Terra.

In definitiva una pellicola mediocre e di passaggio, forse da rivalutare a saga ultimata, ma che da sola non riesce a salvarsi nemmeno grazie ai dinosauri, da sempre garanzia di epicità e grandi emozioni.


Angry Pip Boy

PRO: La CGI dei dinosauri sempre di fattura eccelsa e ormai Chris Pratt è una sicurezza

CONTRO: La sceneggiatura di Jurassic World – Il Regno Distrutto mostra delle chiare lacune

 

 

 

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