Difficile parlare della conferenza Ubisoft senza storcere un pò il naso.

Dopo il ritmo ben impostato di Microsoft e qualche flop, almeno concettuale, tirato sotto il tavolo da parte di Bethesda, devo ammettere di essermi approcciato a quest’ultima conferenza senza particolare hype.

Certo, speravo di rivedere Sam Fisher nella sua tuta mimetica, ma oltre a quello il mio lobo occipitale scalpitava solo per un unico titolo: Assassin’s Creed Odyssey. Ok, la passione per la mitologia greca offusca ogni mio pensiero, questo forse lo sapevate già.

Dicevamo. Dopo una serie di scorci tratti dall’esterno del palco Ubisoft, finalmente qualcosa comincia a smuovere le membra di noi spettatori.

Mi piacerebbe dire positivamente, ma la parata messa in piedi a inizio show guidata da un panda ballerino è servita giusto da trampolino per presentare l’ennesimo Just Dance.

In arrivo a ottobre, il capitolo del 2019 torna a confermare uno di quei brand immortali che sembra avere ancora un suo pubblico importante.

Comunque, eliminato lo show iniziale di dubbio gusto, finalmente ci buttiamo all’interno dei trailer veri e propri. Si parte con Beyond Good & Evil 2, un gioco che si è fatto attendere molto e che ancora, video dopo video, non sembra avere la minima intenzione di darci in pasto un briciolo di gameplay.

Il nuovo trailer parte comunque alla grande, presentandoci uno dei personaggi iconici della saga che mancava all’appello. L’avete riconosciuta? Sto parlando di Jade, la protagonista del primo capitolo.

A tutti gli effetti è stato mostrato un piccolo pre-alpha footage, ma niente che ancora possa confermare dubbi e pregiudizi sulla fattura del gioco finale. Siamo ancora in una fase embrionale, ma Ubisoft mi ha sorpreso quando sul palco ha fatto salire Joseph Gordon-Levitt per parlare della Hit Record, una software house che raccoglie i contributi della community per apportare diverse modifiche al gioco.

Tutto il materiale artistico condiviso con il mondo, grazie a questa società, verrà condiviso con Ubisoft al fine di essere selezionato e poi inserito (si spera) all’interno del gioco. La collaborazione e il contributo della community è importantissimo, così viene chiuso il cerchio intorno a Beyond Good & Evil 2.

Finisce un capitolo, se ne riapre subito un altro. Dallo spazio profondo al nostro pianeta, torniamo con i piedi per terra su Rainbow Six: Siege, grazie al community Developer Justin Kruger, che a sommi capi ci ha presentato un pò di numeri relativi al gioco. tipo che sono arrivati alla bellezza di 35 milioni di utenti.

Per l’occasione Ubisoft ha lavorato a un documentario intitolato Another Mindset, girato durante i 9 mesi che hanno seguito i successi e le sconfitte dei giocatori che hanno partecipato alle competizioni.

Altro giro di boa, altro momento cult. Uno stuntman vestito da motociclista si presenta alla conferenza, solo per schiantarsi contro un mobiletto posizionato apposta sul palco. Il motivo? Presentarci il nuovo Trials Rising, titolo competitivo in cui guidiamo motociclette con la speranza di non finire contro nessuno ostacolo.

Sinceramente non l’ho trovato entusiasmante, mi sembra il gioco dimenticabile di cui potevamo tranquillamente fare a meno!

Il vociare della platea è aumentato quando è salito sul palco Julian Gerighty, il creative director di Massive Entertainment che ha lavorato su The Division 2. Dopo il materiale multimediale mostrato nelle conferenze precedenti, Ubisoft ha deciso di somministrarci qualche cinematica in più, giusto per assicurarsi che il messaggio si sia radicato in fondo alla nostra mente.

Per non farci mancare nulla, è lo stesso direttore creativo ad annunciarci l’inserimento dei raid a 8 giocatori, contestualmente alla presenza di tre diverse season che verranno pubblicate nel corso del periodo successivo all’uscita del gioco.

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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