Non facciamo i finti moralisti, l’occasione fa l’uomo hacker e in passato, presente o futuro, la possibilità di crackare la propria console per avere giochi gratuiti farà sempre tanta gola a tanti.

Ai tempi della gloriosa PSP modello 1004 aka PHAT (Sony, come hai fatto a cannare con la PSVITA così tanto lo devo ancora capire dopo quel gioiellino della PSP), giravano più console crackate che pulite e, discorso analogo, vale anche per Wii o le prime Playstation (non sono mai stato utente Xbox, quindi non conosco minimamente come fosse la situazione della console Microsoft), senza parlare della pirateria dilagante su PC da sempre.

Proprio in questi giorni, sono venuto a conoscenza che anche console come PS4 e Nintendo Switch sono state “bucate” ed è possibile crackarle (ovviamente non ricevere da me nessun tipo di assistenza da questo punto di vista, anzi spero vi si brickino nel processo) e mi sono fatto una domanda: ma vale la pena crackare le nostre console?

Quello che leggere di seguito è stato messo sul blog senza starci a pensare più di tanto, un vero e proprio flusso di coscienza molto poco filtrato, quindi chiedo umilmente scusa se sarà confusionario o scritto anche in ostrogotico, ma volevo semplicemente condividere con voi il mio pensiero.

FAZIONE DEL SI’

Ho deciso di esaminare la questione dai due punti di vista, iniziando da quello del sì.

Il principale motivo per cui vale la pena crackare una console è chiaramente di carattere economico: un gioco di nuova uscita costa tra i 60 e i 70 euro, indipendentemente dalla qualità del prodotto (sulle remastered/remake si risparmia qualcosa, ma rimaniamo sempre sul range dei 50 euro).

In realtà se teniamo conto dell’inflazione costano meno oggi i videogiochi, ma i salari sono peggiori quindi…

Per un ragazzo tra i 14 ai 24 anni questo tipo di valutazione è fondamentale: non lavoriamo (presuppongo che gli over 18 abbiano continuato con un percorso universitario), siamo ancora dipendenti dalle tasche di mamma e papà, ma abbiamo tanto tempo ed energie da consumare davanti ai videogiochi, che ci sembra un peccato non sfruttarlo.

Come fate a dare torto allora a questi ragazzi, che vogliono ma non possono? Crackare la console rimane l’unica soluzione a loro disponibile e in tanti cedono.

Non mi sento di biasimarli.

Anche io, over30, con uno stipendio “normale”, devo ponderare con attenzione cosa e quando comprare, visto che 70 euro su un bilancio familiare influisce e non poco, considerando che non sarà l’unica spesa mensile dedicata alle mie passioni come i fumetti, boardgame, cinema o il calcetto (almeno due volte a settimana).

Messa da parte la motivazione di carattere economico (che, a mio avviso, pesa per un buon 90%), cosa altro ci può spingere a fare questa operazione?

La prima cosa che mi viene in mente è la smania di giocare a tutto: rispetto a parecchi anni fa, il numero di videogiochi che escono mensilmente è aumentato a dismisura. Pur avendo la possibilità economica di comprarne un paio al mese, spesso capita che in uno stesso periodo escano almeno 5 o 6 titoli tutti validi che vogliamo assolutamente giocare fin da subito..

Gennaio 2018 è stato un mese “terribile” per chi poteva acquistare solo un gioco.

Inutile che pensiate che un videogiocatore incallito sia abbastanza paziente da aspettare l’usato, il price drop o qualche offerta per giocare ad un titolo dopo il Day One. Anche perché, l’operazione successiva è quella di far sapere a tutti che ci stiamo giocando, entrare in una cerchia di giocatori di elite che sono sempre sul pezzo su qualsiasi titolo, praticamente un po’ di sano esibizionismo.

E poi alla fine vi è un’ultima categoria, quella dei videogiocatori a cui ispira un titolo, ma non sono convinti dell’acquisto. Diciamo che questa movitazione può essere una sottocategoria della prima, visto che il dubbio per il giocatore è quello di spendere una cifra considerevole (ripeto, la qualità del prodotto non influisce sul prezzo iniziale, quindi sempre 60-70 euro dovremo spendere per un Day One) per un gioco che potrebbe deluderli e lasciarli con il portafoglio vuoto, una console senza gioco nuovo da completare (difficilmente quando un gioco ci delude ci impegniamo ad esplorarlo al 100%) e tanta frustrazione per la scelta sbagliata.

FAZIONE DEL NO

Uno mi potrebbe tranquillamente dire che dopo le 3 motivazioni (facciamo 2 e mezzo) che ho presentato, non esiste spazio per dire che non è conveniente ed utile crackare una console.

Ma incredibilmente, ho elaborato anche alcuni punti che spingono, almeno il sottoscritto, a dire no a questa pratica.

In primis, inutile ricordarlo, è illegale. Non tanto crackare la console, quanto usare software contraffatto. Potete vederla come volete, che i giochi costano tanto e non è giusto, ma rimane il fatto che stiamo commettendo un reato e, anche quando la legge non ci aggrada, bisogna rispettarla.

In secondo luogo, e credo che valga per molti giocatori, crackare un gioco molto probabilmente porterà ad eliminare la componente online dallo stesso. Potete anche farla franca su giochi single player, ma se volete confrontarvi con altre persone, mettere alla prova le vostre capacità e primeggiare in qualche gioco multiplayer, difficilmente sarà possibile farlo con del software contraffatto.

Non sono un grande fan della saga, ma non credo possiate giocarci con una versione piratata

Considerando anche quanto sia forte la spinta verso il multiplayer da parte delle Software House sui titoli di recente uscita, capite benissimo da soli che avere una console e i giochi crackati risulterebbe una scelta sbagliata.

Ma la motivazione principale, almeno personalmente, è proprio quella diametralmente opposta alla fazione del sì che vuole giocare a tutto e subito.

Penso che avere la possibilità di giocare a qualsiasi gioco uscito ci porta a non godere di nessun gioco completamente.

Avendo a disposizione qualsiasi cosa sotto mano ci porterebbe a spendere 5-10 ore, forse anche qualcosa in più, ma irrimediabilmente c’era qualcos’altro dopo che ci aspettava e ci “costringeva” a cambiare gioco.

Tutto a scapito del lavoro fatto dagli sviluppatori che magari avevano progettato il loro gioco con seconde e terze run con il NG+ o comunque tante sidequest segrete o particolarmente impegnative che in run come quelle appena descritte non sono possibili.

A maggior ragione oggi, che di tempo ne ho meno di quando ero più giovane, preferisco dedicarmi ad un gioco alla volta. Preferisco investire i miei soldi su un titolo che mi possa tenere attaccato allo schermo il più a lungo possibile e, scusate se sono un po’ materiale ma la mia natura da economista prevale, sentire di averli spesi per qualcosa che ho ammortizzato impegnando il mio tempo su di esso.

CONCLUSIONI FINALI

Ripetendo fino allo stremo che giocare con software contraffatto è illegale (ancora non sia ben chiaro dal mio articolo), personalmente consiglio a chiunque di non effettuare il crack della console.

E’ vero che nel breve termine sarete felicissimi di poter giocare a qualsiasi cosa vi capiti sotto mano senza spenderci un euro, ma alla lunga vi accorgerete che, forse, avete commesso un errore.

Perderete la passione nel platinare i giochi (non mi sovviene quale sia il corrispettivo sulle altre piattaforme, ma penso sia chiaro il concetto), non darete il giusto tempo per capire fino in fondo un gioco (ripeto, pensate ai giochi che richiedono almeno una partita con l’NG+ per essere apprezzati come si deve), ma soprattutto perderete anche il gusto dell’attesa di un titolo, visto che tanto potete averli tutti.

Certo, se i giochi costassero meno sarebbe meglio per tutti, ma d’altronde fino a quando la pirateria sarà così presente nel mondo del videogioco (e non solo, pensiamo ai film), i prezzi penso saranno destinati a rimanere così alti se non aumentare in futuro, per un malsano circolo vizioso in cui il cane continua a mordersi la coda.

 

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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