Correva l’anno 1993 e noi sbarbatelli, che di computer vedevamo solo i videogiochi, vivevamo la Golden Age delle avventure grafiche punta e clicca.

Per chi non lo sapesse, era il periodo dei mostri sacri come Monkey Island, Day of the Tentacle, Sam & Max (quando la LucasArts era padrona del mondo videoludico) ma non dimentichiamoci degli svariati giochi della Sierra, come Leisure Suit Larry o tutte le saghe “Quest“”.

Ad intrufolarsi in questo panorama compostodi giganti c’èun giovane maghetto di nome Simon, protagonista dell’omonimo Simon The Sorcerer.

A quell’epoca non possedevo ancora un PC ma un glorioso Amiga 1200 (ancora oggi in mio possesso) e non mi perdevo neanche un gioco appartenente a questo genere. Preso dalla mia frenzy da avventura grafica mi sono seduto,più di una volta e spesso, di fronte allo schermo per seguire le avventure di Simon.

Posso serenamente dire che, dopo Monkey Island 2 e Indiana Jones and the Fate of Atlantis (e solo successivamente Beneath a Steel Sky), Simon the Sorcerer è di gran lunga una delle avventure grafiche a cui mi sono affezionato nel corso della mia adolescenza.

Ambientato in un mondo fantasy estremamente classico, che prende piacevolmente ispirazione dagli scritti di Tolkien, Simon the Sorcerer divertiva e ammaliava grazie al suo irriverente humour inglese che trasudava nelle battute,o nelle azioni a volte no sense, del nostro eroe.

Se, come me, siete cresciuti con le follie dei Monty Python, potrete sicuramente apprezzare lo stile unico con cui si presenta il gioco.

Sebbene il plot non sia assolutamente da premio oscar per la sceneggiatura e i puzzle da risolvere, a volte, fossero un po’ fuori contesto o comunque non troppo impegnativi, a livello grafico e sonoro ci trovavamo davanti a un prodotto veramente fantastico.

Arriviamo a oggi.

Come spesso accade negli ultimi tempi, alcuni dei giochi più iconici del passato vengono passati al rispolvero, presentandosi con quella che viene definita un’edizione restaurata nella veste grafica, nonché compatibile con i nuovi sistemi in circolazione.

Purtroppo l’edizione presentata per questo 25esimo anniversario, disponibile da inizio aprile, non rende assolutamente giustizia a quello che è stato Simon the Sorcerer per la nostra generazione.Perché?

Chi ha curato questa riedizione, ossia la MojoTouch, si è limitato ad utilizzare una versione leggermente modificata dello ScummVM (programma creato per giocare a tutte le avventure grafiche di quei tempi), modificare la grafica del gioco applicandogli un banale filtro che dovrebbe fungere da “enhancer” e poi…basta, finita qui!

Simon The Sorcerer fare meglio

Aldo, Giovanni e Giacomo rappresentano perfettamente il mio sdegno.

Quanto vale il prezzo perlanostra nostalgia?La bellezza di 9 eurotonanti (che sarebbero meno delle 30 mila lire di cui sopra, ma è il principio che conta!)

Non sono contrario alle riedizioni, ma per favore, non prendete in giro la nostra intelligenza e il nostro amore per i videogiochi!!!

Un lieto fine comunque ci sta. Grazie a questa riedizione ho potuto rispolverare la mia Amiga 1200 e riaccenderla…

 

 

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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