Coimbra – Hands on

Buongiorno amici, in questa nuova puntata di Playdiscovery vi parlerò di Coimbra, ridente città portoghese famosa per la sua università e per la suddivisione in città alta (inizialmente popolata da nobili, clero e altolocati) e città bassa (dove abita il popolo e si viveva l’anima del commercio).

Ma prima di tutto: sigla!

Ok, possiamo smetterla qui.

Scherzi a parte, questo simpatico preambolo mi è servito per introdurre un titolo che, guarda caso, ha proprio il nome della città portoghese come nome, e sto ovviamente parlando di: COIMBRA!

Grazie a Plan-B (fusasi con Eggertspiele) e a Ghenos Games ho avuto modo di poter tenere nelle mie bramose mani la versione (semi) definitiva di questo prodotto. Fatto provare in quel di Modena Play ai lettori di ioGioco, il boardgame creato dalla coppia Flaminia Brasini e Virginio Gigli è piaciuto moltissimo, soprattutto per una innovativa meccanica di utilizzo dei dadi che vi racconto in questo hands on.

DADI AL POTERE

Nel gioco da 2 a 4 giocatori si troveranno a impersonare i patriarchi (o matriarche) di una delle più importanti famiglie della città portoghese a cavallo tra il 15esimo e il 16esimo secolo, nel pieno dell’era delle scoperte. Il loro compito sarà quello di acquisire forza e ricchezze per finanziare spedizioni, creare relazioni tra i monasteri che circondando la città e, più in generale, cercare di raccogliere il maggior numero di punti prestigio nell’arco di quattro turni.

Coimbra Cards
Quanta nobiltà tutta insieme

Dopo svariate partite posso tranquillamente affermare che il titolo si posiziona sempre troppa fatica all’interno di quel filone di gestione dadi, che la scuola italiana ha iniziato a rendere sempre più interessante grazie a titoli come Sulle Tracce di Marco Polo, Lorenzo il Magnifico e Grand Austria Hotel (giusto per citare gli ultimi).

Si tratta di un euro-game estremamente lineare nello svolgersi del turno, distribuito su varie fasi che contengo azioni da svolgere a turno tra tutti i partecipanti alla partita. Tuttavia, Coimbra ha una grande particolarità che non solo lo rende estremamente intrigante, ma offre al titolo una componente di strategia e profondità non indifferente.

Il pool di dadi che all’inizio di ogni turno viene lanciato dal primo giocatore, è infatti il cuore pulsante dell’esperienza di gioco. Ci sono tre dadi per quattro colori (grigio, arancio, viola e verde) più uno jolly in total white, e ad ogni tris di questi dadi corrisponde una track che gestisce un particolare elemento del gioco: soldi, guardie (che come i soldi rappresenta una moneta di scambio a tutti gli effetti), movimenti per i pellegrini e punti vittoria secchi.

L’associazione del colore del dado alla track non è ovviamente una casualità o un vezzo artistico, ma serve a regalare al piazzamento del dado scelto (che avviene nella seconda fase del turno, a giro, fino a quando tutti non hanno scelto tre dadi) una duplice funzione: nella fase di piazzamento si guarda il suo valore, nella fase di produzione si verifica invece il colore per la produzione sulla track relativa.

Coimbra Dice Holder
Ecco i famosi “dice-holder” di Coimbra

Vista l’importanza del dado, gli autori del gioco hanno pensato di inserire dei simpatici dice holder che permettono ad ogni giocare di avere sempre sotto gli occhi la loro scelta.

Non voglio addentrarmi oltre nella spiegazione delle regole perché aspetto di fare altre partite e offrirvi una visione più completa su questo interessante prodotto, ma qualche considerazione – a margine delle partite effettuate – ve la voglio condividere.

PENSARE E AGIRE

Coimbra mi ha sorpreso per svariati motivi, in primis la già citata profondità di gioco.

Durante la preparazione di ogni turno, sulla plancia si posizionano quattro carte personaggio a fianco ad ogni zona della città; personaggi che offrono bonus (immediati, di produzione , di fine partita o dopo aver svolto relative azioni) e influenza immediata sulle track che vi ho citato prima.

La città è divisa in quattro zone: mura, città alta, città bassa e porto, e ognuna di queste zone viene risolta esattamente nell’ordine che vi ho elencato.

Il modo in cui queste zone vengono risolte è molto semplice: sulle mura si risolvono i dadi piazzati dai giocatori in ordine crescente (qui niente carte e niente pagamenti, si ottengono dei bonus one shot), mentre nelle tre restanti zone in ordine decrescente.

Da qui capite l’importanza non solo del “dice-holder”, ma anche e soprattutto della scelta del dado sia per il colore che per il valore. Un dado alto vi permetterà di acquisire prima degli altri giocatori ma vi costerà anche di più!!

Coimbra Dice Choice
Acquistare prima pagando tanto o aspettare per risparmiare? Scelte, scelte, scelte…

Perché? Beh qui c’è il primo twist interessante del gioco. Il valore del dado determina infatti il costo della carta che volete acquisire in monete o scudi (in base al simbolo riportato sulla carta). Volete giocare prima? pagate di più la carta!

Come se non bastasse, non sarà solo il valore del dado a dovervi attrarre, ma anche il suo colore.

Poche righe sopra vi dicevo di come il colore del dado andasse ad influenzare la produzione. Di fatto, dopo la risoluzione di tutte le zone della città e l’acquisizione delle relative carte, e stabilito il nuovo ordine di turno, i giocatori faranno produrre i loro dadi.

Ecco che qui tornano in gioco le famose track di cui vi parlavo.

Coimbra Scoring Points
It’s a long way to the top…

Ogni dado farà infatti produrre la track del rispettivo colore, nella quantità raggiunta dal nostro cerchio sul relativo tracciato. Se ad esempio possedete due dadi verdi (punti vittoria secchi) e un arancione (monete), produrrete due volte PV e una denaro sonante, nella quantità della posizione raggiunta sul tracciato.

Infine, come se non bastasse, prima dell’inizio di un nuovo turno potrete finanziare delle spedizioni oltre oceano, che nel gioco rappresentano condizioni di fine partita che vi possono portare punti prestigio ulteriori.

E QUINDI?

E quindi cari amici, non posso che restare colpito in positivo da questo Coimbra.

Sebbene raccontato possa sembrare complesso, vi posso assicurare che il gioco gira che è una bellezza, e solamente nelle prime partite, quando ancora non si comprende bene la (tanta) simbologia, vi capiterà di interpellare il manuale per capire cosa quella carta che non riuscite a decifrare.

Coimbra Simboli
A volte bisogna consultare il manuale per ricordare bene i simboli a cosa corrispondono

Esclusa questa banale eventualità, il gioco offre una profondità davvero invidiabile, e una pianificazione che deve tenere conto di tanti elementi. L’interazione, essendoci un pool di dadi comune, è presente ma mai invasiva; qualche alternativa da fare c’è sempre.

Unico dubbio su alcune carte che vanno a penalizzare in maniera i giocatori sottraendo  punti, scudi o monete, ma una volta che si è a conoscenza della presenza di queste carte, il loro impatto diventa meno snervante per i giocatori.

Insomma, la mia curiosità è stata appagata e ha fatto nascere davvero tanta voglia di giocare al prodotto finale. I porta dadi in plastica sono davvero geniali e, all’interno di meccaniche già viste, si può comunque percepire quel tocco di genialità e innovazione.

Tenetelo d’occhio questo Coimbra, potrebbe davvero regalarvi molte soddisfazioni.

Coimbra Meeple
Ovviamente presenti anche i nostri amati Meeple

 

Autore dell'articolo: Roberto Vicario

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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