Giocare da tavolo è senza dubbio un momento di aggregazione, di condivisione di bei momenti per un periodo variabile e che, solitamente, grazie all’immedesimazione trasporta i partecipanti in altri luoghi.

Se questo accade, se davvero ci sentiamo così partecipi e connessi fra noi, vuol dire che siamo entrati nello spirito del gioco, che ci siamo messi sulla stessa frequenza d’onda dell’autore.

CHE ROMBINO I MOTORI

Un paio di settimane fa mi trovavo alle porte di Las Vegas, in uno dei più famosi circuiti NASCAR degli Stati uniti, pronto a scendere in pista con la mia Formula 8. Una gara anomala, eravamo soltanto quattro piloti, tutti novellini alle nostra prima gara, ma ognuno di noi, anche se per poco, pronto a vivere il proprio momento di gloria.

Vektorace è il nuovo gioco di Spartaco Albertarelli, poliedrico autore dalla decennale esperienza, capace di sdoganare il Gioco Da Tavolo in contesti anche molto distanti dal consueto salotto di casa. Di recente, giusto per capirci, è riuscito a portare la sua ultima fatica alla Triennale di Milano!

Ma come si fa? Beh indubbiamente ci vuole bravura, fortuna e carisma, ma non basta, bisogna avere in mano il progetto giusto.

Ecco appunto, Vektorace.

Un gioco di corse dal setup immediato e sempre diverso, adatto a tutti e che porta via non più di cinque minuti di spiegazione.

L’idea è geniale, si tratta di creare una pista posizionando sul tavolo una linea di partenza e degli ottagoni di cartoncino, le auto dovranno competere fra loro girando attorno a questi, simulando una gara a circuito chiuso.

La libertà di esecuzione delle manovre è vincolata da tiles di diversa lunghezza che rappresentano le marce. Ad ogni turno, dopo aver effettuato la tua mossa, devi scegliere e mostrare la marcia che userai, così che chi è dopo di te possa agire di conseguenza.

Il fulcro del gioco è la capacità di tracciare i movimenti della nostra auto, cercando di non farsi superare dai nostri avversari e non farsi chiudere nelle curve.

Ponderare la scelta delle marce, perché scalando troppo repentinamente bruciamo risorse limitate, ovvero le gomme rappresentate da dei cubetti neri, mentre passando ad una marcia superiore in maniera brusca, bruciamo benzina, altra risorsa limitata rappresentata da dei cubetti gialli.

Nessuna paura perché, al termine di ogni giro, al passaggio sulla linea del traguardo, effettueremo un pit-stop per ricaricare le nostre preziose risorse.

BANDIERA A SCACCHI

La semplicità del gioco è uno dei punti forti, lo rende accessibile anche ai giocatori più giovani, ma la cosa che più mi ha colpito, sebbene non si tratti ancora del prodotto finale, è la bellezza e la qualità dei materiali.

Le automobili sagomate in cartoncino e gli altri componenti uniscono praticità a una grafica accattivante, davvero un prodotto eccellente che mi auguro venga mantenuto immutato.

Prossimamente distribuito in Italia dalla Ghenos Games, con molta probabilità in concomitanza della fiera di Essen, Vektorace vanta già fin da ora una nutrita schiera di appassionati, pronti a sostenere il progetto con idee e consigli, trepidanti all’idea di tornare in pista.

Sono all’ultima curva, tutto si decide nei prossimi secondi, il primo posto è ormai un miraggio e, pessima notizia, ho terminato la mia benzina. Ho dovuto far affidamento alle mie gomme, dando una lunga staccata per cercare di passare all’interno, ma non sono riuscito a chiudere l’auto alla mia destra. Ho dato tutto me stesso, ma vengo inesorabilmente sorpassato a pochi metri dal traguardo e come ulteriore beffa anche l’auto dietro di me, sfruttando la mia scia, riesce ad avere la meglio.

Fuori dal podio, nessun applauso per chi è arrivato ultimo, nessuna coppa e nessuna medaglia, ma una volta sceso dalla mia monoposto strette di mano e tanti sorrisi. Ora sono un pilota di Formula 8 e non vedo l’ora di tornare in pista.

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