Rampage: Furia Animale – Recensione

Quando leggi Dwayne Johnson nel cast di un film, sai già cosa aspettarti. Un po’ come la leggenda della gazzella, che si sveglia ogni mattina con la certezza che dovrà correre più del leone, noi spettatori affamati d’azione e scazzottate senza il minimo senso, sappiamo che Dwayne nel suo film picchierà più forte di qualsiasi altra cosa al mondo.

Sposta i missili a mani nude sul ghiaccio, rompe le ossa di qualche bodyguard vestito da bagnino, diventa Hercules o un G.I. Joe, viene scritturato per diventare un villain della DC Comics e … niente, forse gli manca soltanto di prendere a pugni qualche alieno e chiudiamo il cerchio sulle fantasmagoriche doti di Dwayne “The Rock” Johnson.

Veniamo a oggi. Rampage: Furia Animale è la trasposizione cinematografica di un retrogame risorto dall’era del cabinato, dove un lupo, un gorilla e una lucertola giganti andavano in giro sullo schermo distruggendo palazzi. Riduttivo? Forse, ma probabilmente in quel periodo un videogame senza trama ci bastava, forti del fatto che i gettoni scarseggiavano e i giochi da fare erano tanti.

Rampage Game

Potrebbe non sorprendere quindi che Brad Peyton, lo stesso dietro alla macchina da presa in San Andreas, non sia quindi riuscito a tirarne fuori qualcosa di elaborato. Tre animali che spaccano palazzi cosa c’entrano con Dwayne Johnson?

GENETICAMENTE MODIFICATI

Una stazione spaziale ospita un’equipe di scienziati impegnati su esperimenti di mutazione genetica. Qualcosa va storto, tutto esplode in pochi minuti, ma i campioni di virus si salvano, precipitando poco dopo in diverse regioni degli Stati Uniti.

Mentre due di questi finiscono in zone disabitate, infettando un lupo e un coccodrillo, l’altro precipita direttamente sul posto di lavoro del primatologo Davis Okoye (Dwayne Johnson), infettando un gorilla albino chiamato George.

Il virus non solo cambia le cellule degli ospiti modificandone le funzioni, ma le adatta allo scopo di renderli delle vere e proprie macchine da guerra. Tant’è che i “piccoli” animali cambiano subito non soltanto caratteristiche, ma anche grandezza, diventando subito elementi pericolosi per qualsiasi ecosistema sulla faccia della terra.

Rampage Duetto

La società impegnata nel progetto segreto, guidata dai fratelli Claire (Malin Akerman) e Brett Wyden (Jake Lacy), vuole riprendersi almeno un campione degli animali per continuare le sperimentazioni e quindi accendono un radiofaro, che furboni, per attirare gli animali al centro di Chicago.

Questi due geni del male condannano la città a distruzione certa, ma non avevano certo previsto che The Rock potesse mettersi, col suo sopracciglione, tra loro, i mostri e il resto del mondo. Qui ha praticamente fine la storia, il resto mentre stai seduto in sala già lo capisci dopo i primi venti minuti, tant’è che cominci a farfugliare tra te e te “ma quando se menano?”.

Il risultato di questa aritmia crea quindi una sensazione di inadeguatezza, un ritardo che Peyton sembra non aver calcolato durante la stesura della sceneggiatura (qui scritta da Ryan Engle, quello del recente Uomo sul Treno), al punto che il bottone rosso fa esplodere la bomba troppo tardi, riducendo il livello di testosterone emesso a una ventina di minuti finali o giù di li.

In mezzo a questi mostri giganteschi emerge il braccio di Dwayne Johnson, visibile a occhio nudo dallo spazio, che assiste il suo amico gorilla standogli accanto dall’inizio alla fine. Una parentesi animalista emerge, inutile negarlo, ma non stona con la fattura del film, che appare comunque fine a sé stessa, nonché priva di qualsiasi elemento capace di trasformarlo in qualcosa di diverso da quello che è: tre animali giganti mutanti che distruggono palazzi senza motivo.

Oltre a loro sono menzionabili i due coprotagonisti, ovvero la genetista Kate Caldwell (Naomie Harris) e l’agente Harvey Russel (Jeffrey Dean Morgan), ma proprio come una menzione, o una macchia, fanno la loro parte senza regalare alcun valore aggiunto al prodotto finale.

 

Insomma, per essere più chiaro, Rampage: Furia Animale è un film che puoi andarti a vedere il pomeriggio col cinema a scontro, senza però cercare alcuna coerenza, guizzo di genio o empatia con la sceneggiatura. Il film sembra costruito proprio per essere in linea con il gioco, in cui l’unica variabile impazzita degna di nota è proprio Dwayne Johnson, vero showman di tutto il film.

Poteva andare meglio? Certo, bastava far prendere anche a The Rock il virus, farlo trasformare in un mostro gigante e fargli menare gli animali. Forse in quel caso standing ovation con 92 minuti di applausi.

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Pip boy indifferentePRO: Rampage si lascia guardare dall’inizio alla fine, Dwayne Johnson è praticamente lo show man di tutta la pellicola, E VA BENE COSI’

CONTRO: trattandosi di un blockbuster ammericano, avrei preferito vedere più azione in linea con la tipologia di pellicola, piuttosto che seguire una trama che cerca di acquistare coerenza in modo sconclusionato, d’altronde se andiamo a vedere Rampage, di certo non è per il plot

Autore dell'articolo: Simone Rampazzi

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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