L’amore per le cose belle è un sentimento che non passa mai. Se poi ci aggiungi quella carriola di feels, legati chiaramente al contesto in cui hai provato determinate sensazioni, chiudi un cerchio costellato interamente da bellissimi ricordi.

Duriel Diablo 2Di storie da raccontare ne ho veramente tante. Mentre tutti stappavano le bottiglie di spumante nel capodanno del 2000, io e due miei amici stavamo collegati in LAN a casa mia per sconfiggere Duriel.

Stessa cosa con tutti i capitoli di Baldur’s Gate.

Quanti pomeriggi passati in casa a litigarci il mouse, mentre prendevamo avidamente appunti segnando ogni possibile informazione, notizia o relazione necessaria per finire una missione.

Insomma, c’è stato un tempo in cui il gioco creava un fenomeno di aggregazione diverso da quello di oggi. Un tempo in cui farti anche qualche chilometro, rigorosamente a piedi, valeva la pena di stare in compagnia degli amici. Se poi riuscivi a finire un gioco, nel frattempo, collezionavi i migliori achievement della tua adolescenza.

Siamo partiti dalle avventure grafiche, abbiamo mangiato pane e insulti pirati a colazione, arrivando poi all’ora di pranzo con l’acquolina in bocca, solamente indecisi sul viaggio da intraprendere o su quale piattaforma accendere.

Ed è qui che mi torna in mente Neverwinter Nights: il successore spirituale di Baldur’s Gate, quello che a tutti gli effetti segnò il passaggio dalla grafica 2D a quella 3D, quello che ci costrinse a leggere tonnellate di caratteri digitali, insomma, quello che occupò interi nostri pomeriggi per mesi.

Ok, forse non aveva una campagna degna di un Oscar per la sceneggiatura, ma Neverwinter Nights era qualcosa di più. Era l’inizio di un’era.

Neverwinter Nights Beholder

POTEVAMO CHIEDERE DI PIU’?

Traendo completa ispirazione dalle campagne più classiche di Dungeons & Dragons, il titolo sviluppato da BioWare ci proponeva di vivere una piacevole avventura in quel del Faerun, dove una terribile epidemia ha colpito la popolazione mietendo numerosissime vittime.

Trattandosi di un gioco di stampo classico, il ritmo viene dettato dalle fasi tipiche di questo genere videoludico: si crea un personaggio, scegliendo classe e punteggi caratteristica consoni al ruolo, e poi si entra nel mondo di gioco, consapevoli del fatto che passeremo la maggior parte del tempo a leggere tonnellate di dialoghi, senza disdegnare qualche combattimento qua e là.

Quello che ci ricordava il gioco, traendo ispirazione proprio dai suoi genitori putativi, era che ogni passaggio dell’avventura doveva necessariamente essere scandito da una tattica, poiché senza era molto difficile sconfiggere qualsivoglia nemico, soprattutto giocando alla difficoltà più alta.

Ogni elemento del gioco segue le regole di Dungeons & Dragons, elemento che imposta un sistema di progressione che segue una logica duale. Una faccia della medaglia segue la tattica, il piazzamento dei compagni e l’utilizzo di abilità adatte a sfruttare le debolezze dei nemici, l’altra invece segue completamente la casualità, visto e considerato che critici, attacchi d’opportunità e fallimenti sono scanditi dal tiro virtuale di un dado.

Neverwinter Nights Drago

Il tutto viene piacevolmente arricchito dalle scelte morali, o per meglio dire, dalla possibilità di poter instaurare un rapporto con i propri compagni di squadra, così da poter intavolare relazioni più consone all’allineamento scelto in fase di creazione.

PASSANO GLI ANNI, MA CI PENSA BEAMDOG

A distanza di 15 anni dalla sua uscita ufficiale, Neverwinter Nights si posiziona nuovamente sugli scaffali videoludici grazie a Beamdog, una casa di sviluppo specializzata nei restauri dei giochi di ruolo vecchio stampo.

È grazie a questi ragazzi che oggi possiamo giocare titoli come Baldur’s Gate, IceWind Dale o Planescape Torment, ognuno restaurato per l’occasione dal punto di vista prettamente tecnico al fine di poter girare senza problemi sui computer di nuova generazione.

Parlo di restauro perché non c’è un vero e proprio remake, ma piuttosto una linea di lavoro che cerca semplicemente di adattare il motore grafico al giorno d’oggi, cambiando quindi risoluzione, effetti grafici e texture, al fine di rendere quantomeno piacevole questo ritorno alle origini. Ogni elemento è stato ammodernato per rendere meno duro il passaggio visivo, che per l’occasione viene abbellito con pixel-shader e anti-aliasing, utili per gestire ogni cosa al meglio.

Neverwinter Nights Combattimento

L’unico neo da questo punto di vista emerge sull’interfaccia di gioco, che può essere adattata allo schermo seguendo soltanto due regolazioni. Questo aspetto complica un po’ la visualizzazione degli elementi sugli schermi meno generosi (17 pollici), dove il passaggio da normale a ingrandita non è proprio gradevole da vedere. Mi è dispiaciuto non assistere a un ammodernamento di alcuni menù in gioco, dove si poteva semplificare la consultazione eliminando qualche passaggio (come il tasto destro nella consultazione delle caratteristiche oggetto).

La cosa bella da constatare è che la community è attivissima riguardo al supporto del gioco, tant’è che a pochi giorni dall’uscita del titolo (assimilabile alla Diamond Edition passata per contenuti) già hanno popolato il workshop di Steam con mod, avventure e molto altro ancora. Tra l’altro il gioco permette di giocare con i vecchi salvataggi, aprendo inoltre la compatibilità con tutti i moduli usciti sino a oggi.

Neverwinter Nights, anche nel 2018, è un titolo che equivale a un atto d’amore nei confronti dei videogiochi di ruolo. Chi lo acquista, chi lo gioca, chi pensa anche solo minimamente di entrarci in contatto deve sapere che quello che andrà a giocare segue delle regole, dei ritmi, degli accorgimenti che possono risultare capziosi nella loro esposizione.

Nulla in grado di scoraggiare un animo avventuroso, sia ben chiaro, ma è giusto farne menzione soprattutto per chi non è mai entrato in contatto con questa tipologia di gioco.

 

———————————————————————————————————————————————————-

pipboy lovePRO: Neverwinter Nights fa ritorno sul mercato grazie ai ragazzi di Beamdog e lo fa in grande stile, riportando in auge quello che hai tempi è stato veramente un grandissimo gioco.

CONTRO: Alcuni elementi dell’interfaccia non sono stati ammodernati a dovere, peccato!

About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

Parlane con Playcorner!