I pomeriggi al cinema dove vai a guardare un film solo per il gusto di farlo. Capitano anche queste cose, ogni tanto, soprattutto quando la settimana cinematografica ti offre un film horror dignitoso sulla carta, che vuoi andare a vedere, ma che poi viene puntualmente denigrato dalle frequentazioni femminili per godersi un po’ di “sano” testosterone su schermo.

Non sarà certo un heist movie indimenticabile, non andrà a calcare il podio vincendo premiazioni per una sceneggiatura brillante ricca di colpi di scena, ma Den of Thieves, ribattezzato qui da noi Nella Tana dei Lupi (che non si sa da dove sono usciti), mi ha regalato un’oretta piacevole con persino qualche risata di contorno.

In che modo? Semplice, senza avere troppe pretese.

NOI SIAMO I POLIZIOTTI CON LE CANOTTE E I TATUAGGI

Los Angeles. Una delle città americane più famose, soprattutto se si contano il numero di rapine in banca compiute durante l’anno solare. Qui si intreccia la storia di due gruppi diversi tra loro: da una parte ci sono i poliziotti cattivi, quelli che hanno i tatuaggi e ammazzano la gente, mentre dall’altra troviamo una famigerata gang di ladri che pianifica da tempo un colpo alla Federal Reserve Bank. Una di quelle banche dove girano fantastiliardi di dollari ogni giorno.

I poliziotti sono guidati da Nick O’Brien (Gerard Butler), burbero e cinico poliziotto che usa ogni mezzo pur di risolvere i suoi casi, mentre la gang identifica il suo leader in Ray Merrimen (Pablo Schreiber) un ladro appena uscito di prigione dopo aver scontato una pena di sei anni, pronto a giocarsi il tutto per tutto pur di fare jackpot e andare finalmente in pensione.

I due gruppi sono più simili di quanto si possa immaginare, tant’è che sono pronti a tutto pur di raggiungere il loro scopo. I due leader guidano i rispettivi gruppi senza tener conto delle regole, scontrandosi anche diverse volte in un tira e molla fatto di provocazioni gratuite.

A unire le due fazioni sul filo di lana ci pensa Donnie (O’Shea Jackson Jr.), un barista apparentemente anonimo che ben presto entrerà nelle grazie di entrambi. I primi pronti a interrogarlo per carpire informazioni sul prossimo colpo, mentre gli altri cercano di avvalersi delle sue doti di pilota utili a fuggire dopo la rapina.

Non mancano altri volti famosi nel cast, come 50 Cent e Brian Van Holt, ma alla fine si può dire che la macchina da presa viene completamente occupata dalla coppia Butler e Schreiber, al punto che i personaggi comprimari finiscono per diventare macchiette o poco più.

NON CHIAMATELO HEIST MOVIE

Christian Gudegast passa dalla sceneggiatura alla macchina da presa, dirigendo un film che fa il suo lavoro eccedendo soltanto in lunghezza, complice una narrazione degli eventi poco incalzante che fa leva unicamente sul colpo, ben orchestrato e seguito da un twist finale.

Nella Tana dei Lupi Coprotagonisti

Il discorso è molto semplice. Il film sembra creato apposta per chi è alla ricerca di un intrattenimento fine a sé stesso, scevro di qualsiasi tipo di impegno cervellotico. Basti pensare che lo stesso Gudegast e la produzione sembrano credere molto nel progetto, proprio perché hanno annunciato che potrebbero lavorare a un sequel.

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Pip boy indifferentePRO: Il film si lascia guardare senza troppo impegno, regalando una piacevole alternativa alle uscite di questa settimana. Se avete la pazienza di aspettare la settimana prossima, magari riuscite anche ad andare a vederlo con i biglietti scontati.

CONTRO: Se cercate il successore di Heist, però, avete sbagliato sala!

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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