Quando penso ad Assassin’s Creed mi viene in mente il tempo passato dietro a ogni capitolo del brand. Non so se enumerarlo in ore, o giorni, so solo che ogni capitolo della saga mi ha rapito a modo suo, soddisfacendo uno dei bisogni che reputo assolutamente importante all’interno di un gioco: la storia.

Se penso alle vicissitudini che Ubisoft è riuscita a creare intorno ad Assassin’s Creed, ecco, mi sale un sentimento misto ammirazione e tripudio, generato sicuramente dalla mia passione per la storia che spesso si è incontrato con un sistema di gioco che annovero tra i miei preferiti.

Come dimenticare Altair Ibn La-Ahad nelle sue avventure in Terra Santa durante la Terza Crociata oppure come non tirare in ballo ogni corsa o salto spesi in quel di Firenze, o Roma, dove nei panni di un giovane Ezio Auditore abbiamo scoperto ancora più a fondo il conflitto tra Templari e Assassini.

Assassin's Creed Story

Siamo diventati pirati impersonando Edward Kenway durante il periodo di massimo splendore della pirateria, oppure abbiamo vissuto due delle maggiori rivoluzioni per l’indipendenza, la prima in America nei panni di Connor Kenway e la seconda a Parigi in quelli di Arno Dorian. Così tante storie, così tante peripezie e luoghi storici da esplorare.

Nel corso degli anni Ubisoft ha cercato di prendersi un pezzo di noi scegliendo un palcoscenico storico sempre diverso, dandoci perfino in pasto quella che poteva seriamente essere un’avventura indimenticabile, al netto di capitoli dove la narrazione rischiava di perdersi nella convenzionalità. A me sinceramente sono piaciuti tutti, a modo loro, ma se dovessi stilare una classifica metterei al primo posto Origins, seguito a ruota libera da Assassin’s Creed II e Black Flag.

Tra tutti i capitoli giocati, però, me ne mancava uno: Assassin’s Creed Rogue.

Poteva esistere modo migliore se non quello, di porvi rimedio, grazie all’edizione rimasterizzata uscita di recente?

L’ASSASSINO CHE DIVENNE UN TEMPLARE

La prima cosa che mi è piaciuta di questo gioco è che, a differenza dei precedenti e dei successivi, il format narrativo cambiava radicalmente, raccontando la storia di un assassino che al seguito di particolari eventi (da noi vissuti durante il gioco) cambiava credo, decidendo di passare dall’altra parte della barricata per diventare un templare.

Il problema si nasconde dietro alla dubbia moralità delle azioni della confraternita, che in qualche modo scuotono l’animo di Shay Cormac al punto di fargli mettere in discussione ogni insegnamento ricevuto sino a quel momento. La storia infatti prosegue portandoci al cospetto di diversi personaggi storici importanti, facendoci inoltre incontrare personalità che avevamo conosciuto nei precedenti capitoli.

Assassin's Creed Rogue 01

Le meccaniche di gioco ricordano molto da vicino Black Flag, tant’è che gli ambienti sono divisi tra luoghi terresti e luoghi marini, percorribili grazie alla nave Morrigan, un vascello pirata che il protagonista “confisca” proprio all’inizio del gioco. Sia le battaglie a terra, che quelle navali, sono infatti fotocopiate dal capitolo precedente, motivo che fece in qualche modo stizzire anche chi lo provò al tempo.

Guardando il passato paragonandolo a oggi, comunque, emerge purtroppo il difetto più importante dell’opera: il gameplay.

Quando si parla di giochi “invecchiati male” si intende tutti quelli che, volenti o nolenti, mostrano un sistema di gioco troppo antiquato e capzioso per essere apprezzato, anche paragonandolo con le controfferte presenti sul mercato.

Origins ha posto delle nuove basi estremamente solide, munite di un battle system così affascinante e innovativo per la serie al punto che, nostro malgrado, difficilmente riesci a scordartene mentre giochi a Rogue. Questo mood crea quindi una patina difficile da ignorare, un sentimento impercettibile che però ti fa sapere che c’è, lì sotto, a dimostrazione che gli acciacchi del tempo per alcuni si fanno sentire eccome.

La sensazione resta quindi quella di correre dal punto A al punto B tenendo premuto semplicemente un tasto, cambiando all’occorrenza combinazione quando si incappa in un combattimento oppure si effettua un assassinio in stealth. Detto così può sembrare un po’ noioso, ma è importante sottolineare che il gioco ha visto sulla propria pelle un restauro solamente grafico e nulla più.

REMASTERED: SI O NO?

Al netto di un gameplay troppo vecchio per questa stronz… generazione, la qualità del lavoro svolto da Ubisoft per rimasterizzare Assassin’s Creed Rogue è certamente degno di nota, grazie al fatto che la qualità delle texture è stata ravvivata da un nuovo supporto al 4K, necessario a riportare sullo schermo uno spettacolo visivo ineccepibile.

Anche sul semplice Full HD tutto funziona egregiamente, anche se l’unico difetto viene riscontrato sempre e solo nei modelli poligonali degli NPC, che spesso lasciano un po’ a desiderare. Lo svecchiamento resta comunque lodevole nel complesso.

Insomma, tirando un po’ le somme, il capitolo Rogue della saga di Assassin’s Creed ci regala uno scorcio differente da tutti gli altri titoli, non soltanto perché ribalta le fazioni mettendoci tra le fila dei templari, ma anche perché a modo suo ci regala un altro prezioso tassello legato alla storia cominciata da Desmond.

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Pipboy OkPRO: Questa remastered di Assassin’s Creed Rogue può sicuramente fare gola a chi non ha giocato il titolo, non solo perché completa la storia vissuta fino a oggi, ma anche perché l’offerta odierna è stata rimasterizzata con i giusti crismi, ricreando sullo schermo un vero e proprio spettacolo per gli occhi (al netto degli anni passati).

CONTRO: Purtroppo il gioco è invecchiato male, mostrando un gameplay obsoleto se paragonato alle offerte del brand pubblicate ultimamente

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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