Se qualcuno dovesse chiedervi, così a bruciapelo, quale secondo voi è una delle serie più longeve della storia, voi forse tirereste in ballo i Pokèmon. Dopo aver praticamente toccato tutti i media possibili, dal merchandising agli anime, passando ovviamente dai videogames, questi coloratissimi esserini hanno calcato i palcoscenici per lungo tempo, ritagliandosi un enorme fetta di fan in giro per il globo.

Di giochi Pokèmon ne abbiamo visti in tutte le salse. Abbiamo giocato a flipper, card game, dungeon crawler e chissà che altro, ma sinceramente mi mancava un titolo dove Pikachu diventava un detective, per lo più munito di una sua propria voce simile a quella di un adulto.

Avete capito bene! Il proverbiale <Pi-ka-chu!> è stato sostituito da una voce vera e propria, udibile solamente da Tim Goodman, un ragazzo che cerca di ritrovare il padre misteriosamente scomparso. Non è un caso che Tim può udire la voce di Pikachu, e le strade di Rhyme City vi daranno la possibilità di scoprirne il motivo nel corso dei nove capitoli scritti per l’occasione, in cui noi e il piccolo Pokèmon dovremo risolvere dei casi.

ELEMENTARE, PIKACHU!

La storia di Detective Pikachu non brilla certamente per complessità di trama o plot twist degni di un giallo di tutto rispetto, ma ovviamente cerca di mettere in scena una trama passabile che, prima di ogni cosa, cerca di accontentare il pubblico di tutte le età.

Tim fa la conoscenza di Pikachu in modo casuale, ma tra loro si instaura subito un legame speciale, condito chiaramente dal fatto che il ragazzo sembra essere l’unico in grado a comprendere le sue parole. L’universo dei Pokèmon crea quindi un ponte adatto a ispirare gli sviluppatori di Creatures, che hanno quindi messo in atto una storia tutto sommato convincente, dove il gameplay viene alternato da cutscene animate, doppiate in inglese e sottotitolate in italiano.

Detective Pikachu Coppia

Lo scorrere degli eventi sembra dipanarsi come in un piccolo filler, dove i momenti salienti animati vengono intervallati dalle fasi di gameplay puro, dove noi guidiamo Tim alla ricerca di indizi utili a risolvere il caso del momento. Lo sviluppatore nipponico si è concentrato sul rendere Pikachu credibile nei panni dell’investigatore, affibbiandogli perfino quell’aria saccente che stona completamente con l’immaginario a cui siamo stati abituati fino a oggi.

E se la gestualità del personaggio già sorprende, per movenze e interventi, lo fa ancor di più la sua voce. Bassa, adulta, quasi quella di una persona anziana. In tutti gli anni in cui ho sentito parlare dei Pokèmon, ricordo soltanto che alcuni di loro (in particolare quelli psichici, ma potrei sbagliarmi) fossero in grado di parlare. Tipo Mewtwo nel primo film o Meowth in tutta la serie animata, tanto per intenderci, ma ce ne saranno sicuramente altri che ignoro, anche perché i film non li ho mai visti.

Il nostro dialogare con lui accompagna praticamente tutte le fasi del gioco, in cui è lo stesso Pikachu (inoltre) a tradurre il linguaggio di tutti gli altri Pokèmon, che invece rispettano la loro forma di dialogo standard.

FATTO APPOSTA PER I PIU’ GIOVANI

Un elemento che salta subito all’occhio, giocando il titolo, è il suo essere ideato appositamente per i più giovani. Anche se all’inizio ci viene richiesto di scegliere tra una modalità facilitata, e una normale, il gioco risulta praticamente teleguidato, tant’è che anche quando non si riesce a unire gli indizi è lo stesso Pikachu a fornirci la risposta seguendo uno schema di dialogo allusivo ma limpido come un cielo d’agosto.

Detective Pikachu GameplayTutto si svolge essenzialmente in questo modo. Tim va in giro a intervistare i personaggi non giocanti, cercando il maggior numero di informazioni da annotare nel taccuino, poi insieme a Pikachu vengono formulate delle ipotesi, dove il giocatore deve unire gli indizi. Non esiste possibilità di fallimento, ragion per cui anche il giocatore meno volenteroso può arrivare alla soluzione semplicemente unendo i puntini tentativo dopo tentativo.

Ecco, forse questo aspetto può snaturare il livello di sfida del gioco per noi adulti, ma sicuramente va incontro a tutto quel sottobosco di ragazzini che non amano particolarmente le dinamiche di trial & error. Tutto viene infatti giocato liberamente, al punto che sembra di assistere più a un’avventura interattiva che a un vero e proprio gioco in sé e per sé.

Detective Pikachu Gameplay 2Chiaramente questo fattore rappresenta il lato forte e debole allo stesso tempo, in un panorama dove le produzioni videoludiche tendono certo a favorire un approccio semplificato ai giovani, ma mai così diretto e poco articolato. Senza contare che per portare a termine un’indagine, purtroppo, serve trovare per forza tutti gli indizi presenti nel capitolo.

Insomma, Detective Pikachu non brilla certamente per originalità e grado di difficoltà, tentando piuttosto di affacciarsi al mondo videoludico dei Pokèmon come un filler e niente più. Peccato, perché se avesse apportato un livello di difficoltà maggiore, magari selezionabile all’inizio, insieme a una storia più arzigogolata, magari sarebbe piaciuto anche ai più grandi.

Esiste infine una funzione di compatibilità con gli amiibo, fattore che non ho potuto testare perchè non ne sono in possesso. Da quanto scritto sul sito Nintendo, comunque, se siete in possesso dell’amiibo di Detective Pikachu potete accedere a tutte le scene del personaggio presenti nei capitoli completati.

Detective Pikachu Amiibo

Funziona essenzialmente come una sorta di goodie, utile a conoscere informazioni extra sul personaggio.

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PRO: Detective Pikachu è un gioco pensato per i più piccoli, fattore che lo mette nella posizione di farcelo regalare a qualche nipote amante dei Pokèmon per fargli passare un pomeriggio in allegria

CONTRO: Forse fin troppo teleguidato e semplificato, soprattutto per un pubblico al di sopra dei dieci anni

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About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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