The Mighty Thor (o di come Jane Foster ha spaccato culi, ma soprattutto cuori)

Va bene, lo ammetto sono un coglione.

E che bella novità direte voi, non serviva certo un post sul blog per ribadire l’ovvio, ma in questo caso era più che doveroso.

L’argomento della coglionaggine non è mica roba da due soldi e riguarda la (nuova?) testata di Thor, proprio quella senza l’amato biondone che fa pubblicità all’Oreal, rimpiazzato da Jane Foster dopo i fatti della mediocre saga Original Sin.

Un sussurro era bastato per rendere impotente Odinson, incapace di sollevare il fedele Mjolnir, compagno di innumerevoli battaglie.
Un sussurro che poteva finire nel dimenticatoio delle storie a fumetti ma che è stato invece artefice di un nuovo corso, nuovo spunto per la run diretta da Jason Aaron che prende Thor e tutta la mitologia asgardiana e la modella, plasmandola in una nuova creatura, come mai si era vista.

Ma torniamo al coglione di cui sopra (sempre io).

Come un novello Mezcal che non dimentica, proprio in occasione dell’uscita del numero 705 di Mighty Thor in America (penultimo numero della run di Jane Foster), Facebook ci tiene a ricordarmi un commento alquanto indignato che feci a proposito della scelta di un personaggio femminile per prendere i panni del Dio del Tuono.

Non mi sono strappato i capelli perchè a quello ci ha già pensato madre Frey… Natura anni or sono ma la scelta diciamo mi sembrò infelice (che bell’eufemismo!)

Ma i fumetti si sa, vanno sempre letti prima di criticarli (avete capito cari detrattori di Capitan America versione Hydra?) e così, con una certa sufficienza e superiorità ovviamente immotivate, mi sono affacciato sul mondo della nuova Thor e indovinate un pò? Ero stato davvero un coglione!

Il buon Aaron, che già avevo apprezzato sul Punitore, ha estratto dal cilindro una saga che va ben oltre l’epico.

Coadiuvato dalle splendide tavole di Dauterman, vero e proprio orgasmo per i lettori, lo sceneggiatore statunitense ha confezionato quella che per me è in assoluto la miglior saga supereroistica degli ultimi 5 anni (almeno…)

In Mighty Thor c’è tutto quello che si potrebbe desiderare da un fumetto. Oltre alla già citata maestria grafica, che aiuta ma da sola non è mai sufficiente, nei numeri passati in compagnia di Jane Foster vengono esaltati  tutti i sentimenti che fanno grande un’opera artistica.

Gioia, tristezza, paura, amore e soprattutto una inaspettata empatia con quella che a tutti gli effetti è una vera e propria divinità.

Mi sono divertito, emozionato e ho perso il conto di quanti brividi mi sono saliti lungo la schiena in questi mesi passati in compagnia della dottoressa Foster, e con l’ultimo numero ho anche consumato un buon numero di fazzoletti per asciugarmi le lacrime…

Adesso resta solo l’attesa per il prossimo numero, ma già so che Jane mi mancherà, come pochi personaggi dei fumetti mi sono mancati nella mia carriera di lettore.

Ma questo sfogo alla fine a cosa serve? A farvi muovere il culo perchè se non state leggendo Mighty Thor vi state perdendo qualcosa di davvero grande, qualcosa che fra una decina d’anni verrà consigliata come lettura obbligata per qualunque fan dei supereroi, da mettere di fianco al Ritorno del Cavaliere Oscuro, Watchmen, Born Again e qualsiasi altro masterpiece vi possa venire in mente.

Se non ci credete, ci vediamo fra una decina d’anni, io vi aspetto li, insieme a Jane Foster e Jason Aaron

Autore dell'articolo: Luca Pinchiroli

Onnivoro fumettofilo. Appassionato di cinema horror e di Hitchcock. Videogiocatore da divano. Gli piaccioni i mostri.

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