Da quando ho iniziato a scrivere per Playcorner.it, ho cominciato a non pormi più tanti limiti sui miei gusti videoludici, al punto di riuscire ad entrare in contatto con qualsiasi genere di gioco, anche a me sconosciuto, ma mai e poi mai avrei pensato nella mia vita di mettere mani su un prodotto come Pure Farming 2018  della Techland (in versione PS4 per questa recensione), che ci permetterà, armandoci di trattore e tanta pazienza, di vestire i panni dell’imprenditore agricolo.

Come potrete facilmente intuire, non ho mai avuto il “piacere” di provare la concorrenza ed è per questo motivo che questa recensione sarà del tutto incentrata su Pure Farming 2018, evitando quanto più possibili eventuali paragoni, a parte per particolari strettamente necessari.

 

QUI IN MONTANA FACCIAMO LE COSE PER BENE

Per ovviare alla mia ignoranza in materia mi accingo a selezionare la modalità “La mia prima fattoria”, un vero e proprio mega tutorial che consiglio a chiunque voglia intraprendere questa avventura nell’agricoltura digitale.

Se necessitate di un motivo per iniziare la carriera da agricoltore, il gioco ci presenta un vero e proprio incipit narrativo che giustifica la nostra presenza sui campi: la fattoria in cui lavoriamo era di nostro nonno, con cui adoravamo passare il nostro tempo libero fin da bambini. Alla dipartita del caro nonnetto la fattoria necessita di un erede, ma sembra che nessuno dei diretti discendenti voglia prendersene cura che è anche sommersa dai debiti.

Ma noi, da bravi ragazzi del Montana, ci siamo rimboccati le maniche della nostra camicia a quadrettoni di flanella e ci accingiamo a salvare la fattoria, pronti ad onorare la memoria del nostro nonno defunto.

L’editor permette anche bruttezze superiori alla camicia a quadri

Questa modalità tutorial è veramente esaustiva, infatti il gioco ci guida per mano a scoprire ed apprendere tutti i rudimenti necessari per gestire la fattoria.

Si parte dalle operazioni basilari da effettuare sui campi alla ben più complessa gestione finanziaria, che si articola nell’acquisto di nuovi mezzi, attrezzature e via dicendo, seguendo per l’occasione il motto “Make Agricoltura Great Again” (non me ne voglia il presidente Trump se gli rubo l’acronimo).

Il sistema di gioco ci presenterà delle missioni da compiere in maniera sequenziale che ci permetteranno, oltre ad apprendere i rudimenti dell’arte agricola, anche di guadagnare punti esperienza che serviranno a sbloccare nel tempo nuove attrezzature, macchinari e aree di gioco.

Molto interessante anche il fatto che venga riprodotta la possibilità di poter prestare i nostri servizi ai vicini che ci “assumeranno” per eseguire diversi compiti, in cui noi metteremo a disposizione materie prime e forza lavoro in cambio di un compenso che sta a noi capire se sarà più o meno adeguato.

Infatti, parte fondamentale di Pure Farming 2018 è anche la gestione economica dei costi. Dalle sementi alla benzina, passando dalla manutenzione dei mezzi, fino ad arrivare alla fase di vendita del nostro prodotto, il nostro compito è anche calcolare i costi e i ricavi di produzione per capire, detta come va detta, “se ci stiamo dentro”, dandoci quindi il controllo completo su ogni aspetto che riguarda la vita nei campi agricoli.

Da questo punto di vista non posso che ricordare con molta nostalgia i quaderni che i miei nonni conservavano con tutti i dati di carico e scarico di grano prodotto nelle loro terre, nel mezzo del Tavoliere delle Puglie, una delle zone a livello agricolo più importanti di Italia. Senza saperlo, mi sono ritrovato a fare, seppure in maniera digitale, esattamente quello che hanno fatto loro per oltre 60 anni. 

Da segnalare la possibilità di effettuare molte operazioni via tablet in gioco che portano a risparmi di tempo enormi, ma che vedranno maggiorazioni del 20% rispetto al compierle di prima persona, quindi, come al solito, munitevi di calcolatrice o foglio excel per farvi un bel calcolo sui benefici costi/ricavi nel caso vogliate usufruire di questa possibilità.

Dopo una dura giornata di lavoro cosa c’è di meglio che guidare un trattore per andare a comprare una bellissima cisterna per l’acqua?

Al di fuori della modalità tutorial fornita dalla “La mia prima fattoria”, possiamo notare altre due modalità di gioco, da affrontare dopo aver appreso tutti i trucchi del mestiere.

La prima è la “Coltivazione libera“: in questa modalità bisogna semplicemente scegliere la mappa di gioco, il budget iniziale e poi darete via libera alla propria attività imprenditoriale. Questa modalità ha il vantaggio/svantaggio di essere in sostanza senza limiti, dove tutto dipende solo dalla vostra abilità nel tenere in piedi la fattoria e migliorarla quanto più possibile.

La seconda invece è “Sfide di Coltivazione“, dove sostanzialmente ci verranno assegnate missioni da compiere in ambienti già precostruiti. Questa modalità rappresenta invece un modo di affrontare alcune sfide, che potranno risultare utili quando vorremmo dedicarci alla modalità libera.

Come preannunciato, ho evitato quanto più possibile eventuali paragoni con Farming Simulator, ma purtroppo mi trovo a segnalare una mancanza (grave o no, dipende dal gusto del giocatore) di Pure Farming 2018 rispetto al titolo della Giants Software: non esiste la modalità multiplayer.

Questo fattore può rappresentare un grosso limite al successo del gioco, in quanto, proprio sulla modalità multiplayer, il diretto concorrente di Pure Farming 2018 ha costruito molte delle sue fortune: gruppi di amici che ci si incontrano per la gestione cooperativa di più campi, in maniera tale da svolgere in minor tempo compiti lunghi e noiosi. Magari Techland potrebbe ripensarci e aggiungere la modalità in una patch futura, cosa che sarebbe molto gradita ai fan del genere.

PARLIAMO DEL MOTORE…QUELLO GRAFICO, MICA DEL TRATTORE

Pure Farming 2018 si presenta con una visuale di gioco simile a quella che potete vedere in GTA. Tutte le operazioni vengono effettuate dal nostro personaggio in modo diretto (ammetto che più lo guardo e più mi sale l’odio verso le camicie di flanella) e spesso, oltre ad un’esplorazione in stile free-roaming, la maggior parte del tempo viene investita all’interno dei mezzi agricoli.

Ovviamente non ci troviamo di fronte ad un prodotto che potremmo definire lo stato dell’arte videoludica, ma la grafica passa in secondo piano quando si parla di un titolo del genere, l’importante che non renda il gioco ingiocabile, anche se sicuramente si può fare di meglio.

Come potete notare la trebbiatura non è stata proprio precisa.

All’inizio ho avuto un po’ di problemi nella guida dei mezzi, ma con il tempo ci ho fatto il callo  e con il tempo trebbiare il vostro campo è diventato un vero e proprio gioco da ragazzi (per il mio primo campo nel tutorial ho impiegato circa 16 ore di tempo di gioco).

Molto carina la musica dalle sonorità country che ci accompagna durante il gioco, ma alla lunga sentire quel banjo inizia a far saltare le sinapsi e mi sono visto costretto a dover disattivare la traccia musicale, ma magari voi siete fan dello strumento e riuscirete a sopportarla più a lungo.

MAPPE MA NON MOD

Una delle feature più interessanti di Pure Farming 2018 è quella di poter accedere a mappe che ci porteranno in giro per il mondo a scoprire nuove culture ed ecosistemi dove mettere in pratica le nostre arti bucoliche.

Avremo quindi la possibilità di lasciarci alle spalle il Montana e trasferirci in svariate parti del mondo, dove dovremo affrontare nuove sfide. Ad esempio, nella versione che ci è stata fornita in prova, abbiamo avuto la possibilità di esplorare, oltre al Montana, il Giappone, la Colombia (non pensate male) e l’Italia (in terra sicula) che sono di base nel gioco, anche la Germania, dove per esempio ci potremmo dedicare alla coltivazione di colza e allevamento di pecore.

Solitamente queste mappe tendono ad avere alcune accortezze grafiche che cercano di rappresentare al meglio il luogo in cui ci andiamo ad insediare, ma a livello di gameplay le scelte da effettuare su colture e quant’altro sono più limitate rispetto alla mappa originale del Montana (sicuramente la più varia), portandoci a doverci specializzare in un prodotto ben preciso.

In questa schermata sembra veramente di giocare a  GTA e non a Pure Farming 2018.

A questo punto, ritornando alla mancanza della mappa del mio amato Tavoliere, devo notare come non esiste la possibilità di moddare il gioco (presente in Farming Simulator), eliminando di fatto una delle feature che portano questo tipo di giochi a crescere anche senza il supporto della casa madre. Infatti per gli utenti non sarà possibile nè creare mappe personalizzate nè aggiungere o modificare mezzi e attrezzature presenti nel gioco. Anche in questo caso la scelta fatta da Techland non convince al 100%.

VOGLIO ANDARE A VIVERE IN CAMPAGNA…O FORSE NO

Pure Farming 2018 è un gioco che va preso con le pinze.

E’ ovvio che è stato creato per una nicchia di giocatori che ama questo genere e quindi non posso assolutamente consigliarlo a chiunque.

Per chi invece ha la voglia di impegnarsi (e non poco) in un titolo simulativo/gestionale, Pure Farming 2018 risulta essere un prodotto più che sufficiente, anche se con alcune lacune che Techland magari potrebbe (e dovrebbe) correggere in futuro.

Devo ammettere di essermi divertito molto più di quanto avrei potuto immaginare.

Il gioco, oltre che PS4 (versione che abbiamo avuto modo di provare), è disponibile dal 13 Marzo sia su PC che su XBox One.

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Pipboy OkPRO: la vita in agricoltura non è facile e Pure Farming 2018 ce lo fa capire molto bene. La modalità tutorial è esaustiva e la possibilità di affrontare mappe diverse aggiunge longevità al gioco.

CONTRO: manca il multiplayer e la possibilità di modding, feature che rendono le community che si avvicinano a questo genere di giochi, attive e fidelizzate al prodotto.

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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