Oggi i videogame sono uno dei media più potenti in circolazione. Non importa in quale salsa vengano programmati, o in quale universo parallelo vogliano condurti, sta di fatto che la stragrande maggioranza delle persone ne fa un uso giornaliero costante e metodico. Se in più ci aggiungiamo che i supporti sono alla portata di tutti, posso affermare che ormai si ha la possibilità di vivere qualsivoglia avventura praticamente ovunque.

Ma esisteva un tempo in cui questa “semplificazione” era ancora ai primordi, fattore che quindi spingeva la maggior parte di noi a ricercare uno sfogo dentro i libri. Occhio, con questo non voglio dire che oggi non se ne faccia uso, piuttosto ammetto che una grande fetta della torta preferisce vivere un’avventura montata su un’impalcatura già pronta.

La premessa serve allo scopo, oltre che a un buono spunto di riflessione, se non altro perché il titolo che ho avuto tra le mani in questi giorni mi ha fatto tornare al periodo in cui fagocitavo pagine su carta, immaginando di essere un eroe solitario contro i signori delle tenebre in quel del Magnamund.

Parentesi malinconica a parte, Omen Exitio: Plague è un gioco sviluppato dal piccolo studio di sviluppo italiano Tiny Bull Studios, e ci propone di rivivere l’emozione del libro game ambientando la propria storia nell’universo orrorifico creato da H.P. Lovecraft. Ho ottenuto la vostra attenzione?

Omen Pannello Personaggio

L’ORRORE È SOLO L’INIZIO

Le prime pagine della nostra avventura ci conducono nella Zanzibar del 1896, dove procederemo vestendo i panni di Jake Huntington, arruolatosi nell’esercito per dimenticare la perdita della moglie. Ma qualcosa di oscuro, peggiore della morte stessa, sta per tormentare l’anima del dottore, conducendolo suo malgrado in luoghi dove la morte si muove sul sottile confine che separa la realtà dal mondo onirico.

Una terrificante malattia simile alla peste sembra pronta a sterminare il genere umano, ma gli intrighi e le macchinazioni che hanno assestato ogni tassello in questo enorme puzzle rappresentano solo l’inizio di una tela intricata, pronta a far perdere la ragione a chiunque ci sia intrappolato dentro.

Insomma, non è l’inizio migliore del mondo. Tra l’altro non abbiamo a disposizione combinazioni di tasti segrete pronte a farci stendere il buttafuori Biff con un solo colpo, pertanto dobbiamo armarci di ingegno e pazienza con l’intenzione di seguire pazientemente ciò che la storia ha da offrirci.

Per chi non conoscesse il genere, con Omen Exitio: Plague si parla di libro game digitale condito da piccoli elementi ruolistici. Tradotto in pillole, il nostro Jake ha la possibilità di andare avanti scrivendo la propria storia grazie alla scelta di alcune strade, guidate da cinque parametri presenti sulla scheda del personaggio: Combattimento, Osservazione, Medicina, Agilità e Carisma.Omen Pagina

Ogni azione, o scelta, chiaramente influenza l’andamento dell’avventura, motivo per cui è risultato spesso opportuno ragionare sul tipo di “carattere” che si vuole applicare al personaggio. Potete decidere di essere degli agili medici sul campo, votati in maggior misura a scegliere strade più ragionate, oppure optare per essere combattenti carismatici, pronti a risolvere ogni disputa scegliendo i cazzotti o le parole. Chiaramente ogni scelta comporta uno “stile di lettura” singolare, motivo per cui il consiglio è quello di seguire una linea unica piuttosto che variare troppo, proprio perché il gioco da un certo momento in poi richiede di specializzarsi maggiormente al fine di portare a termine con successo le prove proposte.

Al netto delle possibilità presenti nel titolo, il sistema permette ai giocatori di effettuare delle scelte che potranno essere portate a termine con successo soltanto se avrete l’abilità sufficientemente alta. È importante considerare che le scelte multiple possono condurre a diversi finali, conditi da achievement sbloccabili anche in fasi differenti del gioco.

Per curiosità mi sono fatto tre run impostando il carattere del mio personaggio su diversi punteggi caratteristica e le storie che sono uscite fuori, al netto di qualche forzatura che ho fatto io per restare in tema con le scelte, mi ha permesso di scoprire diversi finali.

OLTRE ALLA STORIA

Dal punto di vista puramente tecnico Omen Exitio propone un’interfaccia basilare, dove ci viene data la possibilità di sfogliare un libro virtuale supportato da immagini statiche, il tutto piacevolmente accompagnato da una colonna sonora in linea con il genere proposto. Ok, forse le tracce presentano una lieve monotonia, come i disegni inseriti pagina dopo pagina, ma sinceramente le vedo come piccolezze all’interno di un gioco come questo.

Considerato il traguardo ottenuto con la campagna Kickstarter è chiaro che si poteva fare di più, ma sono certo che anche con i pochi mezzi a disposizione della società torinese si è ottenuto un traguardo da definire oltremodo entusiasmante.

Omen Exitio possiede una sua anima non verbale unica nel suo genere, una caratteristica che mi ha messo da subito la scimmia addosso non soltanto per l’ambientazione (che ammetto, conosco pochissimo purtroppo) ma anche per le potenzialità che il titolo potrebbe esprimere con un supporto più convinto. Si vede che c’è passione e questa caratteristica, al di là di tutte le possibili obiezioni in merito, è quello che vale la pena considerare di fronte a un prodotto indie.

Una partenza in salita, sicuramente, che però già ci fa ben sperare sulla natura dei possibili sequel in produzione (sì, gli sviluppatori ci hanno assicurato che Plague sarà solo l’inizio).

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pipboy lovePRO: Il libro game come deve essere, piacevole da leggere e bellissimo da vivere. Fatevi un regalo, se amate l’universo lovecraftiano Omen Exitio fa al caso vostro!

CONTRO: Ci sono alcuni difetti tecnici, ma niente che possa impensierire un acquisto. Tra l’altro su Steam si trova a 12€, una spesa irrisoria di fronte al viaggio che il gioco è pronto ad offrirvi.

About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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