Parti con l’intenzione di far svoltare la serata guardandoti un bel film horror e la scelta ricade su La vedova Winchester, ma torni a casa per l’ennesima volta mangiando un kebab mentre sputi sentenze a causa dell’insensatezza di quello che hai appena visto. Purtroppo questo mood mi accompagna da parecchio tempo e non riesco a capirne il motivo: o sono diventato cinico e pragmatico, o i registi di Hollywood non riescono a trovare nuovi espedienti per fartela fare letteralmente nelle mutande.

Devo ammettere però che il mio background videoludico non aiuta, anche perché dopo aver superato una notte in compagnia di Outlast e affini diventa difficile lasciarsi spaventare da quattro spettri in cerca di vendetta. Ops! Forse vi ho già detto tutto.

Ma andiamo con ordine.

 

La vedova Winchester è il nuovo film dei gemelli Michael e Peter Spierig, i due alle spalle di Daybreakers, Predestination e Saw: Legacy (l’ultimo non l’ho ancora visto), e romanza ovviamente l’ultima parte della vita di Sarah Winchester (Helen Mirren), quella in cui lei ha acquistato una fattoria a San Jose per poi trasformarla in un labirinto, dove accogliere le anime dei defunti uccisi dal fucile inventato dalla famiglia del marito.

delicatissimaChiaramente la società non vuole avere a che fare con una pazza e quindi decide di rivolgersi a Eric Price (Jason Clarke), un noto psicologo assuefatto di laudano che combatte con i fantasmi del proprio passato. Oltre ai due big e qualche comparsa tra maggiordomi e braccianti compare anche la famiglia Marriott composta da Marian (Sarah Snook) e Henry.

A conti fatti si parla di fantasmi e di come quest’ultimi tormentano la vita della povera vecchia, mentre lei cerca bonariamente di condurli alla redenzione.

Fantasmi, casa di fantasmi, stanze occupate dai fantasmi, tredici chiodi per isolarli. Insomma, i cliché alle spalle di questo genere ormai praticamente visto in millemila salse ci ha ormai sfasciato così tanto i panzerotti, anche se a livello di premesse potevamo pure starci grazie al cast bonario che i registi erano riusciti ad accaparrarsi.

Anche se Helen Mirren è spesso sinonimo di bravura, la sceneggiatura scritta dai due gemelli non riesce a creare il pathos necessario per far immedesimare lo spettatore nella scena, creando piuttosto una sequela di fotogrammi fini a sé stessi che spesso si risolvono in jump scare immotivati e prevedibili.

E questo mi dispiace, perché a conti fatti la struttura della casa con i suoi labirinti, corridoi senza uscita e stanze arredate con un dubbio gusto potevano servire per creare un vero e proprio stato d’ansia. Non è tanto il mostro dietro la porta a farti paura, anche perché un po’ te lo aspetti, ma è l’inaspettato particolare fuori posto a farti perdere piano piano sicurezza in te stesso.

Ecco, credo che questo debba essere il motto da appendere al muro mentre si effettua la stesura di un film horror come sarebbe dovuto essere La vedova Winchester. Dal mio punto di vista, purtroppo, credo che questo poster motivazionale non fosse appeso nella camera degli Spierig, tant’è che infatti troviamo veramente pochi spunti realmente spaventosi nel film. Ogni piccolo spunto viene seppellito dalla presenza ingombrante dello spirito furibondo che occupa la casa, fattore che si fa sentire particolarmente verso il finale, dove tutto si risolve nel solito brodo di giuggiole condito da sentimenti e perbenismi.

Mozione di sfiducia anche per le interpretazioni. Se Helen Mirren mantiene il suo carisma british tirando fuori le sue tipiche entrate in scena ad effetto, senza però tirare fuori un reale coinvolgimento legato alla storia della vedova, alla perdita della famiglia e via dicendo. Lo stesso non si può dire per l’australiano Jason Clarke, tirato in ballo malamente e troppo concentrato sui rimorsi del passato. Ok, fa parte del personaggio, ma dai. La lista può chiudersi con la Snook buttata in un angolo a fare la madre impensierita, mentre il piccolo rosso malpelo di cui non ho nemmeno cercato il nome serve solo da bambolotto posseduto (pure male).

Tra l’altro se andate a vederlo vi godrete una scena sul finale che farà impazzire i vostri sensi di ragno, ricordatevelo!

—————————————————————————————————————————————————————————————————————–

Angry Pip BoyPRO: Purtroppo La vedova Winchester non presenta particolari pregi degni di nota. Forse il messaggio subliminale legato all’uso incontrollato delle armi può essere buono, ma non credo che una nota simile può venir colta dallo spettatore comune in sala.

CONTRO: Un film che dovrebbe far paura, ma paura non fa.

About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

Parlane con Playcorner!