Non è la prima volta (e non sarà l’ultima) che un gioco “perduto” del passato vedesse la luce dopo decine di anni e oggi tocca a Donkey Kong.

LA STORIA

Agli inizi degli anni 80, quindi nella preistoria del videogioco, la Nintendo ha ceduto la licenza di alcuni suoi prodotti allo sviluppatore Hudson Soft.

Sebbene la maggior parte dei titoli in questione sono stati rilasciati nel tempo su Internet (giocabili via emulatore), Donkey Kong 3: The Great Counterattack è rimasto nel limbo per oltre 30 anni.

Nel dicembre scorso, un gruppo di appassionati ha deciso di fare una colletta per acquistare per la “modica” cifra di 415 dollari un dischetto che conteneva la versione per Sharp X1 del suddetto gioco.

Dopo un delicato lavoro di estrazione dati, sono riusciti a creare un’immagine del gioco che può essere giocata su un emulatore di X1, che ammetto, da beato ignorante, non sapevo neanche cosa fosse prima di essermi imbattuto in questa storia.

IL GIOCO

Il gioco è vagamente basato sul gioco originale Donkey Kong 3, soprattutto dovuto al fatto che i computer dell’epoca non erano in grado di gestire i design di alcuni arcade game.

Donkey Kong 3 si svolgeva all’interno di alcune serre, dove il protagonista Stanley The Bugman doveva saltare su diverse piattaforme per respingere gli insetti e soprattutto tenere lontano Donkey Kong da lui, spruzzando insetticida direttamente sulle sue chiappe.
The Great Counterattack invece si svolge su una singola piattaforma alla base dello schermo e piuttosto che muoversi su dei viticci, Donkey Kong sfrutta dei palloncini per muoversi nello schermo (devono contenere molto elio per poter sorreggere il peso di un gorilla così grande). Inoltre non saremo più all’interno di serre, ma affronteremo Donkey Kong in tutto l’universo!
Il gioco dovrebbe comprendere 20 livelli, ma la difficoltà è abbastanza elevata (Cuphead ci fa un baffo), così bisognerà aspettare un po’ di tempo prima di vedere un gameplay completo in giro (ma conoscendo i malati che ci sono sul web penso che entro stasera si vedrà già qualcosa).
Pare che ci siano altre due versioni di questo gioco in giro per il mondo che di tanto in tanto fanno capolino sui siti di aste online. Volete essere voi il prossimo “archeologo del videogioco” a riportare in vita un gioco “perduto”?
Se volete leggere tutto il processo di dumping del gioco potete trovare l’articolo qui 
(Fonte articolo: Kotaku)

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