Oggi è San Valentino e quale miglior giorno da passare con una fantastica waifu come Bayonetta?

Bellissima, conturbante, ma soprattutto “badass to the bone“, Bayonetta 2 torna ad allietarci con le sue grazie sugli schermi di Nintendo Switch, con una doppietta niente male.

Wanna be my Valentine?

LET’S DANCE, BOYS!

Per i pochi che non conoscono ancora Bayonetta, stiamo parlando di un adventure hack’n’slash dai ritmi frenetici.

Parlo di adventure perchè la trama di questo gioco non è assolutamente un elemento di secondo piano e quindi non risulta essere una semplice scusa per menare mani (e piedi, oltre che a sparare all’impazzata).

Ci ritroviamo qualche mese dopo la fine degli eventi del primo capitolo, con Bayonetta intenta a fare shopping, accompagnata dal fidato Enzo, il suo informatore di fiducia, nonchè facchino/autista/schiavetto personale all’occorrenza.

Da italiano ciccione mi sento un po’ offeso, ma Bayonetta può tranquillamente offendermi tutto il tempo che vuole.

Raggiunta da Jeanne, sua “collega”, viene avvisata che qualcosa non va né di sopra (Paradiso) che di sotto (Inferno) ed infatti inizia un combattimento, veramente adrenalinico, su aeroplani dirottati dalle forze angeliche.

Per porre fine allo scontro, Bayonetta si ritrova ad evocare uno dei demoni dell’inferno, Gomorrah, che, una volta sbarazzatosi dell’avversario, riesce a liberarsi dal controllo della strega e ferire mortalmente Jeanne.

Anche Jeanne è una discreta gnocca (cit. Enzo)

Rodin, lo “spacciatore” di oggetti di Bayonetta, avvisa che qualcosa effettivamente non funziona come dovrebbe se ha perso il controllo di un demone come Gomorrah e che se vuole salvare Jeanne, la nostra “eroina” ha solo un giorno di tempo prima che la sua anima venga definitivamente dannata; a questo punto, come una novella Orfeo, Bayonetta intraprende un viaggio verso glii Inferi per salvarla.

Ovviamente la trama non è assolutamente così lineare come ve la sto presentando, ma mica posso rovinarvi il gusto della sorpresa?

TOUCH ME EVERYWHERE

Pronunciare queste parole pensando al personaggio di Bayonetta potrebbe farvi credere che io sia un pervertito, ma in realtà quello di cui sto parlando è il sistema di comandi che Platinum Games ha riportato dalla WII U su Nintendo Switch.

Sfruttando le capacità del touch screen della console, infatti sarà possibile comandare il personaggio di Bayonetta attraverso il tocco diretto su schermo, come era possibile fare sul pad della WII U.

Sebbene sia interessante come modalità, all’atto pratico risulta molto scomodo muovere il personaggio in questa maniera, mentre invece funziona molto meglio per assestare le combo sui nostri nemici.

Il problema che giocare in maniera ibrida, ossia muoversi con il controller analogico e usare gli attacchi con il touch screen, seppur possibile, è praticamente impossibile, portando praticamente sempre, a preferire i controlli classici rispetto a questo nuovo sistema.

Per il resto il gioco non presenta novità in questo porting rispetto al passato: il nostro scopo sarà quello di sconfiggere tutto quello che si muove su schermo attraverso l’uso sapiente delle combo (che potete sperimentare nella modalità Pratica) e la schivata.

Certo che le pose con le pistole ricordano il Gun Kata di Equilibrium

Soprattutto quest’ultima è fondamentale ai fini del gioco in quanto, se effettuata con il giusto timing, attiva il “Sabbat Temporale“, breve periodo di tempo in cui i nostri avversari sono rallentati, durante il quale ci sarà possibile colpire più facilmente i nostri nemici, ottenendo anche un bonus al punteggio delle combo.

Le combo caricano una barra magica che, una volta riempita, ci permette di utilizzare attacchi devastanti, utili per infliggere danni ingenti ai boss che affronteremo.

Alla fine di ogni sessione di combattimento, in base ai danni inflitti e a quelli subiti, avremo una valutazione (che va dal bronzo al platino), che ci permette, alla fine di ogni capitolo, di ricevere un trofeo di diverso valore (e un premio in Aureole, la currency del gioco), dato dalla media delle sessioni di ogni capitolo.

Le Aureole (omaggio in realtà ai ring di Sonic, visto che il gioco è della Sega) sono per l’appunto la moneta del gioco e sarà possibile utilizzarle ogni qual volta che faremo visita a Rodin, nel suo locale, il “Gates of Hell“.

Tra i vari oggetti che potremo acquistare vanno segnalati alcuni costumi particolari legati al marchio Nintendo. La particolarità di questi costumi sta nel fatto che andranno a modificare anche l’aspetto degli attacchi e alcune altre feature del gioco (come le Aureole che si trasforma in Rupie quando indossiamo il costume di Link).

Da apprezzare che i costumi possono essere sbloccati in maniera immediata se si hanno particolari Amiibo a disposizione oppure semplicemente giocando e farmando Aureole, non precludendo a nessuno la possibilità di “vestire” Bayonetta come più gli aggrada.

QUANTO BEL VEDERE

Parlando di Bayonetta, è tutto un bel vedere: il suo character design sfonda lo schermo e i programmatori non si sono lesinati in momenti di fan service puro durante il gioco.

Graficamente il gioco rende benissimo su Switch, senza dare mai nessun problema di rallentamento, pur avendoci giocato praticamente sempre in modalità portatile.

Diciamo che Bayonetta ti fa venire voglia di scattare screenshot ogni 5 secondi

In modalità docked i 60 FPS sono finalmente realtà (a 720p), mentre in modalità portatile qualcosa si deve cedere, ma non per questo rovinando l’esperienza di gioco, ma chi ha comprato Switch sa benissimo che non è questo il punto di forza di questa console.

L’audio è tutto in inglese (o giapponese per i fan sfegatati del Sol Levante), ma per fortuna vengono in aiuto dei meni anglofoni, i sottotitoli in italiano, che ci permettono di seguire la storia senza problemi, oltre a darci la possibilità di goderci alcune simpatiche gag, soprattutto quando c’è Enzo di mezzo.

TWO IS MEGLIO CHE UAN

Come recitava una vecchia pubblicità, due è meglio di uno e in questo caso Bayonetta 2 vi verrà fornito insieme ad un codice che vi permetterà di scaricare anche il primo capitolo. Sebbene rispetto al suo sequel presenti qualche caratteristica in meno, il primo capitolo merita di essere giocato soprattutto per esplorare la storia di Bayonetta.

Gli Easter Eggs belli

Se giocherete il primo capitolo, ed in seguito finirete anche il secondo, potrete notare una continuità tra il finale di quest’ultimo e il logo iniziale del primo Bayonetta. Piccole chicche da apprezzare!!!

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E parlando di due meglio di uno, da segnalare anche la presenza delle modalità multiplayer all’interno di Bayonetta 2. Avremo la possibilità di giocare sia online, che in locale, con amici o anche insieme alla CPU, in arene contro i nemici fino a quel momento incontrati.

Purtroppo non è supportata la modalità split screen e quindi saranno sempre necessarie due copie del gioco, a differenza di quello che era possibile fare su Wii U.

All’inizio di ogni combattimento sarà possibile scommettere un determinate numero di Aureole e maggiore sarà l’importo scommessa e maggiore sarà la difficoltà e, ovviamente, maggiore il reward.

E QUINDI?

Se non avete mai giocato a Bayonetta 2 prima di oggi, scendete di casa il 16 febbraio ed andate nel primo negozio ad acquistarlo (o se siete pigri compratelo sul Nintendo eShop). Al prezzo di un solo gioco vi ritrovate con due titoli che vi delizieranno per svariate ore, senza mai annoiare.

Il gioco nelle modalità facile e normale, non rappresenta una grossa sfida, ma a modalità difficile è un bell’osso duro, pronto a punirti ad ogni minima distrazione. La possibilità di rigiocare qualsiasi capitolo a qualsiasi difficoltà rappresenta un’ottima soluzione per poter collezionare tutti gli item nascosti che magari potremmo aver saltato precedentemente.

Per chi invece ha già giocato e sviscerato Bayonetta 2 a lungo in passato, non posso che dire che il porting su Switch è stato fatto in maniera eccezionale, ma purtroppo non vi è nulla di nuovo, se non la possibilità del multiplayer locale.

Ma poi guardi queste pose e come fai a dirle di no?

Vi posso assicurare che questo screenshot è tra i più pudici che ho fatto!

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pipboy lovePRO: due titoli al prezzo di uno, con un porting di ottimo livello. Sul gioco è stato già detto quello che doveva essere detto ormai da anni, e per la maggior parte, son solo cose belle.

CONTRO: il sistema di comandi tattili è onestamente un po’ fallimentare e dopo qualche minuto di utilizzo si ritorna subito a quello tradizionale. Si poteva provare qualcosa di nuovo per Switch, ma è giusto per trovare il pelo nell’uovo.

 

 

 

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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