Final Fantasy è certamente una saga che ha saputo ritagliarsi un posto di rilevanza nel panorama videoludico. Gli autori dei vari capitoli appartenenti al brand hanno saputo, infatti, scrivere delle storie entusiasmanti da farci vivere, coadiuvate infine dall’ottima caratterizzazione dei personaggi che ne fanno parte.

Tolti i capitoli di punta, tra l’altro, la serie ha accolto nella sua famiglia una serie di spin-off legati a diversi generi, tra cui spicca Dissidia Final Fantasy. Uscito il 18 dicembre del 2008 nella terra del Sol Levante, il titolo si proponeva ai giocatori come un picchiaduro 1vs1, dove i personaggi più importanti della serie partecipavano al conflitto tra due potenti entità: Cosmos e Chaos.

Dopo una serie di peripezie gli eroi affrontarono il nemico nel suo stesso covo, lo sconfissero e posero fine al ciclo eterno di lotte, creando un nuovo equilibrio universale.

NON SI FINISCE MAI DI COMBATTERE

Passano gli anni ma i problemi non cambiano. Dopo aver affrontato enormi peripezie, gli eroi sono stati nuovamente convocati nel mondo dei combattimenti, scoprendo che una nuova dea si è autoproclamata protettrice dell’ordine ed è pronta a scontrarsi contro Spiritus, un dio caotico nato dai frammenti dimensionali delle battaglie passate.

L’inizio di questa nuova avventura permette agli eroi di Final Fantasy di scendere nuovamente sul campo, pronti a scontrarsi direttamente contro le proprie nemesi, al fine di sconfiggere il nuovo signore del caos e tornare a casa nella loro dimensione.

La storyline tenta di rispecchiare il format riprodotto nei precedenti capitoli, ma viene presentata in un modo che trovo particolarmente fastidioso da digerire. I cristalli, o nodi, presenti tra gli oltre cinquanta eventi narrativi possono essere sbloccati soltanto mediante l’uso della Memoriae, in pratica una moneta virtuale che può essere ottenuta soltanto facendo salire di grado i propri personaggi.

Volete scoprire la storia? FARMATE!

Tradotto in soldoni (senza diritto di replica aggiungerei!) questa moneta può essere quindi farmata esclusivamente giocando partite online e offline. Detto fra noi, mi fa piacere che gli sviluppatori vogliano puntare a far brillare il titolo nel panorama competitivo, ma costringere i giocatori a cimentarsi in questi scontri mi è sembrato leggermente forzato.

La fatica spesa per racimolare i Memoriae giustifica in parte il plot, riservato alla necessità di combattere per tenere in piedi il mondo, ma si traduce poi in una campagna lievemente sottotono, che sembra più un piacevole contorno solamente dedicato ai fan della saga (tra l’altro i personaggi si riconoscono, poiché hanno mantenuto la memoria dei momenti condivisi in passato).

IL CAOS REGNA!

Se state pensando di acquistare il gioco, sappiate che Dissidia NT è cambiato radicalmente a differenza delle sue precedenti incarnazioni. Quello che ci troviamo di fronte oggi è un titolo frenetico, che ha trasformato il combat system in una macchina infernale pronta a punirvi qualora facciate le cose senza aver imparato i fondamentali.

I personaggi a disposizione nel roster, composto da ventotto volti tra buoni e cattivi, sono divisi per tipologie: Assaltatori, Tiratori, Velocisti e Specialisti. Com’è chiaro già dalla loro descrizione, tali etichette identificano non soltanto il ruolo del personaggio, ma anche tutta la serie di bonus e malus che quest’ultimo dovrà tenere in considerazione al fine di evitare la sconfitta.

Il giocatore può quindi scegliere tre personaggi per comporre una squadra, facendo appunto attenzione che ognuno dei membri possa ricoprire i difetti dei compagni. Un assaltatore vanta una enorme potenza fisica e difensiva, ma si muove fin troppo lentamente nell’arena di gioco, mentre un velocista predilige appunto la velocità, risultando però veramente fragili nel corpo a corpo. I tiratori funzionano alla grande dalla distanza, soprattutto per imporre status alterati ai nemici, mentre gli specialisti sfruttano le loro abilità uniche per infliggere grossi danni.

Ogni eroe dispone di due diverse tipologie di attacco, una che va semplicemente a svuotare la barra vitale del nemico e l’altra, più particolare, invece si occupa di rubare l’Audacia, che una volta esaurita manda in shock l’avversario, rendendolo praticamente vulnerabile a qualsiasi tipo di attacco.

Trattandosi di un gioco in arena 3vs3, il giusto compromesso risulta essere quello di alternare le due tipologie di colpi, caricando abbastanza la barra per usufruire delle tre diverse tecniche EX, cercando di portare a casa lo scontro in men che non si dica. In questa formula già molto tecnica viene inserita l’immancabile variabile delle Evocazioni, che possono essere richiamate sul campo distruggendo i nuclei cristallini.

Ho parlato di caos a inizio capitolo perché Dissidia NT, al netto della sua grafica piacevolmente dettagliata, riporta su schermo durante i combattimenti una serie incalcolabile di effetti, capaci più che altro di distrarre il giocatore. La telecamera infatti è particolarmente instabile e ci porta, la maggior parte delle volte, a non riuscire più di tanto a seguire i movimenti del nostro alter-ego o dell’avversario.

Durante i combattimenti tutte quelle linee danno oggettivamente fastidio

Le modalità proposte in Dissidia NT sono un po’ ridotte all’osso, dato che alla fine lo scopo sembra essere essenzialmente quello di combattere senza sosta per grindare le risorse nei match 3vs3 (classificati o meno), oppure giocando alle mappe di Caccia al Nucleo.

Grandi assenti le modalità multigiocatore in locale, oppure le battaglie 1vs1 che hanno caratterizzato l’anima del brand sino ad oggi. Insomma, non ci troviamo di fronte a un prodotto perfetto e spero vivamente che gli sviluppatori mettano riparo ai difetti evidenziati, magari sistemando anche il matchmaking ballerino che mi ha portato spesso a scontrarmi contro mostri sacri senza che io ne fossi minimamente all’altezza.


Pip boy indifferentePRO: Stiamo pur sempre parlando di Final Fantasy e, con tutti i difetti, il gameplay ha comunque delle qualità per poter emergere anche nel campo competitivo

CONTRO: Troppo caotico su schermo, fattore che farà sicuramente storcere il naso ai neofiti del genere. Inoltre troppo incentrato sulla modalità competitiva online, tralasciando quasi completamente la modalità single player.

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About Author

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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