Ammetto di essermi alzato dalla poltrona dell’anteprima dell’ultima fatica cinematografica targata Marvel con un sorrisino beota che riservo solo a quei film che, oltre a soddisfare i miei gusti, riescono a stupirmi in positivo al di là delle aspettative e vi posso assicurare che nel caso di Black Panther erano decisamente alte.

Dopo l’assaggio che abbiamo avuto in Civil War e prima della royal rumble in uscita ad aprile che risponde al nome di Infinity War, mancava proprio il tassello dedicato al re del Wakanda per completare il viaggio cominciato ormai 10 anni fa dalla Casa delle Idee con il primo Iron Man.

 

E la pellicola comincia proprio dove eravamo rimasti nelle sequenze finali di Civil War.

T’challa sta tornando a casa per le esequie del padre, che ricorderete vittima dell’attentato alle Nazioni Unite ordito da Zemo nel suo piano per distruggere i Vendicatori.

Un regno lo attende, pronto a incoronarlo Re e successore nei panni di Black Panther, protettore del ricco stato africano sin dall’alba dei tempi.

Black Panther, per chi non lo sapesse, è proprio un gran figaccione.

Re, dotato di poteri al limite del divino (grazie al frutto dell’Erba a Foglia di Cuore) e talmente ricco da far passare Iron Man e Batman per due poveracci che faticano a tirare la fine del mese, T’challa è stato creato nel 1966 dalle menti di Stan Lee (EXCELSIOR!) e Jack Kirby (sempre sia lodato).

Membro di spicco dei più importanti supergruppi dell’universo Marvel (dai Vendicatori agli Illuminati), il sovrano del Wakanda è a tutti gli effetti il primo supereroe di colore ideato dalla Casa delle Idee. E proprio la questione razziale è il perno principale su cui ruotano i 134 minuti di pellicola, senza ovviamente dimenticarci che si tratta pur sempre di un film di supereroi con le immancabili scene d’azione a corredo. Se però pensate di andare al cinema per vedere “l’ennesimo film sui supereroi” le vostre aspettative rimarranno sicuramente deluse.

L’UOMO SAGGIO COSTRUISCE PONTI, L’UOMO STOLTO ERIGE MURI

Certo il periodo storico rende l’argomento razziale di grande attualità (e non solo ad Hollywood) ma mai avrei immaginato di vederlo trattato con tale competenza e profondità in quello che poteva essere l’ennesimo film su dei supereroi con tutina.

Venite a visitare il Wakanda!

E’ infatti il Wakanda il vero protagonista della pellicola. Isola felice per centinaia di anni, la terra d’origine di Black Panther viene ritratta in maniera splendida (anche grazie allo spettacolare lavoro di fotografia) nel suo perfetto connubio di tradizione e futuristica tecnologia, dovuta ai numerosi giacimenti di Vibranio, metallo che cresce quasi esclusivamente nelle ricche terre wakandiane.

Per secoli il Wakanda è rimasto chiuso al mondo esterno, sviluppando tecnologie all’avanguardia proprio grazie a questo isolazionismo. Come già anticipato in Civil War, però i tempi stanno cambiando e grandi cambiamenti politici e sociali sono all’orizzonte.

CINECOMIC 2.0

Ed è proprio il sottotesto politico/razziale che fa la parte del leone (anzi della Pantera) nell’ultima fatica del MCU. Un argomento come potete immagine decisamente diverso e più profondo delle scaramucce risolte a cazzotti fra supereroi in tutine sgargianti.

Una scelta se vogliamo coraggiosa, ma mai come oggi terribilmente d’attualità. Ed è qui che il film di Coogler centra in pieno il suo scopo, realizzando un prodotto assolutamente diverso dai cinecomic a cui eravamo abituati, riuscendo a trattare un argomento così delicato in maniera eccellente, riuscendo sia a intrattenere (si tratta pur sempre di supereroi, checcacchio) che a far riflettere. Se Civil War aveva tentato la strada del political drama, Black Panther ci si tuffa in pieno, senza alcun rimpianti e con risultati davvero apprezzabili.

WAKANDA FOREVER

Come anticipato, il protagonista indiscusso della pellicola è il Wakanda e la resa su grande schermo è davvero spettacolare. Dalle guglie di modernissimi palazzi a struggenti tramonti, la terra natia di Black Panther è davvero un gioiello visivo, tripudio di colori e tecnologia, che non lasceranno certo indifferente il pubblico.

Ao, io in Wakanda ci andrei a vivere anche domani!

Certo anche il cast è di tutto rispetto (come ormai le produzioni Marvel ci hanno abituato nel corso degli anni).

Forest Whitaker – Zuri, Daniel Kaluuya – W’Kabi, Michael B. Jordan – Erik Killmonger, Lupita Nyong’o – Nakia, Chadwick Boseman – Black Panther/T’Challa, Angela Bassett – Ramonda, Danai Gurira – Okoye,Letitia Wright – Shuri

Da Angela Basset a Martin Freeman, passando per Danai Gurira (la Michonne di Walking Dead), davvero superba nei panni del generale a capo delle guardie scelte al femminile Dora Milaje, fino ad arrivare al personaggio che più di tutti farà breccia nei cuori dei piccoli spettatori e cioè Shuri, sorella di T’challa, interpretata da una Letitia Wright davvero adorabile, la Marvel conferma piacevolmente la bontà dei casting, con uno stuolo di attori davvero di primordine. In tutto questo forse chi ne risente maggiormente è proprio il protagonista. Il buon Chadwick Boseman, pur continuando a convincermi nei panni neri e attillati di T’challa, sembra patire un pò la grandezza dei comprimari.

Anche il lato “villain” da sempre tallone d’achille di molte produzione targate Marvel, si risolleva soprattutto grazie a Michael B. Jordan, capace di dipingere un Killmonger lontano dallo stereotipo del cattivo monodimensionale a cui purtroppo siamo abituati.

INFINITY WAR INCOMING

Tutto mi sarei aspettato da un film d’origini, che incidentalmente è l’ultimo gradino da superare prima di Infinity War, di un distacco così forte rispetto ai clichè che la Marvel stessa ha canonizzato con la maggior parte delle sue opere. Black Panther non tradisce nel confezionare un prodotto coraggioso che entra direttamente nella mia personale top 5 dei cinecomic di casa Marvel. Uscite di casa, andate al cinema e inchinatevi anche voi a T’challa, Re di Wakanda e Pantera Nera.

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pipboy lovePRO: una storia davvero con i controcazzi che tratta temi tutt’altro che banali, un cast eccezionale condito dalla solita cura Marvel nel realizzare i propri film. Assolutamente un must see!

CONTRO: per molti ma non per tutti, non il vostro amichevole cinecomic di quartiere

 

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Onnivoro fumettofilo. Appassionato di cinema horror e di Hitchcock. Videogiocatore da divano. Gli piaccioni i mostri.

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