Era il 23 Marzo del 1974 e il contadino di nome Yang Zhifa divenne, a sua insaputa, lo scopritore di uno dei reperti storici  più importanti nella storia dell’intera Cina. Una testa, una punta di freccia di bronzo e solo successivamente delle braccia e del corpo.  I primi reperti di quello che ad oggi è conosciuto come: l’Esercito di Terracotta.

 

Senza esagerare posso tranquillamente affermare che l’Esercito di Terracotta è indubbiamente una delle scoperte archeologiche più affascinanti dell’intera storia umana. 7000 statue di terracotta armate in maniera differente e in alcuni casi dotate di cavalli e addirittura carri da guerra.

E se vi dicessi che è possibile sedersi al tavolo trasformandosi in funzionari dell’Imperatore Ying Zheng, col mandato costruire il famoso esercito? Curiosi vero? Allora sedetevi con me al tavolo di Xi’An – L’Esercito di Terracotta.

IL DURO LAVORO DEL FUNZIONARIO

Il gioco ideato da Francesco Testini e Marco Legato (distribuito da Pendragon Game Studio), è un euro-game per 2-4 giocatori dalla durata di circa 60 minuti. Il giocatore, nei panni di un alto funzionario dell’Imperatore, dovrà gestire una forza lavoro – rappresentata da un mazzo di carte – con lo scopo di modellare, pigmentare e armare le famose statue, ottenendo così più punti prestigio e venire dichiarato vincitore.

Il primo incontro con questo gioco risale a svariati mesi fa; una divertente partita con uno degli autori (Marco Legato), con un prototipo molto avanzato. Una partita da un’ora e mezza (compresa spiegazione) che mi ha permesso di percepire, sin da subito,  le potenzialità di questo euro-game che unisce una difficoltà di apprendimento medio-bassa, ad un grado di profondità delle meccaniche estremamente soddisfacente per coloro che sono particolarmente avvezzi e scafati attorno ad un tavolo.

XI'AN

Avendo avuto modo di testare la versione finale per circa 9 partite (10 se contiamo quella con il prototipo!) posso finalmente sbilanciarmi dicendo che, al netto di un’ambientazione che si riesce a sentire dall’inizio alla fine della partita, il titolo del duo italiano è uno di quei giochi che parte incuriosendoti e, dopo svariate partite, ti conquista definitivamente. Ma andiamo con ordine. 

PAROLA D’ORDINE: OTTIMIZZAZIONE!

In sei turni di gioco, scanditi al loro interno da due round, i giocatori si alternano nel compiere azioni lavoratori (poteri dati dalle carte) e azioni edificio (utilizzo dei capomastro sulla plancia di gioco). Ad ogni turno tutti pescano quattro carte e, tra quelle selezionate (con una possibilità di mulligan nel primo turno!), sono costretti a formare due coppie sovrapponendole tra la loro. Ogni carta ha un potere principale (risorse, pigmenti, monete) o bonus che rimangono attivi per il resto della partita; inoltre è sempre presente un numero di iniziativa nell’angolo in alto a destra che va a determinare l’ordine di turno in cui si attivano i giocatori al tavolo.

Già in questa fase si scorgono alcuni dei tratti distintivi di Xi’An che, senza neanche nasconderlo troppo, obbliga spesso il giocatore a pensare nel turno, ottimizzando nel miglior modo possibile le carte che ha in mano, potendosi permettere ragionamenti che non vanno oltre il il round o il turno successivo. Usare una carta per l’iniziativa e una per il potere disegnato ( in questo modo si forma la coppia) di fatto rendono interessante sin da subito il gioco, mettendo il giocatore nella condizione di fare “il meglio possibile”. Cosa sacrificare per l’iniziativa e cosa giocare come potere? Una domanda che rimbalzerà costantemente nella vostra testa!

Iniziativa che torna utile anche nella seconda fase di ogni round che, a differenza della prima, rappresenta più comunemente quella di un classico piazzamento lavorati. Potremo piazzare un capomastro all’interno degli edifici che ci permetteranno di compiere svariate azioni tra cui: costruire nuove statue, colorarle, comprare armi da applicarle successivamente alle sculture e infine avanzare sul tracciato del palazzo. Quest’ultima mossa utile per guadagnare dei vantaggi in caso di parità, e delle tile con poteri one shot, in alcuni casi davvero molto utili.

Ancora più importante sarà invece dove andremo a costruire o colorare le varie statue di terracotta. Al centro del tabellone sono posizionate tre griglie divise in settori: A,B,C (queste sono modulari e cambiano di partita in partita, aumentando la longevità!). Andando a costruire una statua si guadagneranno immediatamente le risorse o i punti stampati, mentre andandola a dipingere si guadagnerà una piccola somma di punti immediati, ma soprattutto, si andrà a concorre per i punti di maggioranza della zona a fine partita. Un ulteriore meccanica che al posto di appesantire il flusso di gioco, lo rende ancora più profondo e interessanti nell’evoluzione dei vari turni. Alla fine del sesto round, colui che avrà fatto meglio, sarà il vincitore.

PROMOSSO O BOCCIATO? 

Maggioranze, gestione della mano di carte, set collection e persino piazzamento lavoratori. Quando un gioco sfrutta tutte queste meccaniche è spesso facile trovare degli elementi che vadano ad incrinare la qualità del flusso di gioco. In Xi’An, a mio modo di vedere, questo non avviene, ma al contrario, il tutto viene esaltato all’interno di un tempo di gioco ristretto che richiede sempre di pensare in maniera proficua ad ogni singola mossa.

Questa forte sensazione di ottimizzazione che riveste l’esperienza di gioco potrebbe risultare forse un po’ indigesta a coloro che non sono ancora avvezzi al gioco da tavolo moderno, ma ripeto, tempo di gioco e fluidità del regolamento sono indubbiamente due assi nella manica che Xi’An può calare per far breccia nel cuore di molti giocatori. Dategli un paio di partite, e vi conquisterà.

Parlando dei materiali devo dire che la qualità è generalmente buona. Le statue in plastica, una volta in gioco, fanno la loro figura; le carte sono un po’ leggere ma di buona qualità, così come tutto il cartone presente all’interno della confezione. Unico neo sono le time riguardanti il palazzo, un po’ troppo leggere. Nel complesso comunque è decisamente promosso.

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Pipboy OkPRO: Veloce da intavolare e dalla forte ambientazione tematica. Xi’An è un gioco in grado di soddisfare i palati di più giocatori contemporaneamente. Le meccaniche implementate nel flusso di gioco funzionano alla grade e più si gioca, più si riesce a padroneggiare meglio la forte necessità di ottimizzazione.

CONTRO: Sulla lunga distanza il mazzo di carte predefinito, e la variabilità minima degli spot su cui piazzare le statue potrebbero renderlo un po’ ripetitivo. Sensazione che però può affiorare solamente dopo tante partite.

Vi ricordiamo che, come sempre, potete acquistare il gioco a questo direttamente dallo shop online di Quinta Dimensione.

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Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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