Qualche mese fa ho comprato Kingdomino (qui trova la recensione) e me ne sono innamorato, quindi, quando è stato annunciato Queendomino, l’hype è salito a livelli stratosferici e non appena ho avuto l’occasione di metterci le mani sopra, l’ho acquistato.

Sono stato così precipitoso che non mi sono accorto di aver ordinato la versione tedesca ed infatti, quando ho aperto il pacco e ho preso in mano il regolamento questa è stata la mia reazione.

PROVA SU STRADA

Per quanto abbia studiato tedesco a scuola, non lo rispolvero da almeno 15 anni e quindi mi sono affidato al classico Boardgamegeek.com per recuperare un regolamento in inglese, lingua che mastico sicuramente meglio (forse anche più dell’italiano ormai).

Come già detto l’attesa per Queendomino era altissima e aprendo la scatola mi sono trovato un pò spiazzato: che ci fa la torre reggi-carte di Dungeon Fighter in questa scatola?

Sarà un pò inutile, ma è bella resistente!

Scavando tra gli altri prezzi, oltre le classiche 48 tessere di gioco e ai segnalini colorati per i giocatori, anche 4 nuovi tipi di meeple: cavalieri, torri, Regina (sennò che Queendomino era?) e Drago, come nella miglior tradizione fantasy. A completare il tutto una plancia di costruzione, 32 segnalini costruzione e monete di cartone di vario taglio, oltre ad un pratico blocchettino segnapunti.

Il tutto per un aumento considerevole del materiale presente nella scatola, ma anche con un costo d’acquisto sensibilmente maggiore.

Lo scopo del gioco in Queendomino è quella di piazzare le tessere in un “regno” 5×5 o 7×7 (a seconda del numero di giocatori e delle regole che si utilizzando) cercando di fare più punti possibile.

Queendomino riprende ovviamente le basi di gioco di Kingdomino, che non sto qui a rispiegare, ma che potete leggere tranquillamente nella recensione linkata ad inizio articolo, ma con alcune modifiche che invece andremo a vedere insieme.

LO STESSO, MA NON PROPRIO

Se è vero che Queendomino non discosta molto dal regolamento base di Kingdomino, è altrettanto vero che le novità presenti in questo titolo (che ricordate potete giocare tranquillamente come stand-alone, senza aver bisogno del gioco precedente) modificano, e non di poco, le strategie e la profondità del titolo.

In primis abbiamo un nuovo tipo di “terreno”, dal colore rosso, che rappresenta zona di costruzione. A differenza dei “terreni” classici, che danno punti in maniera diretta, i terreni di costruzione permettono di accedere alla plancia di costruzione.

La plancia di costruzione, come potete vedere in figura, ha 5 slot liberi su cui verranno piazzati in maniera sequenziale i segnalini costruzioni dalla pila a sinistra, ognuno dei quali avrà dei bonus indicati sopra. A seconda su quale slot andranno a finire, i vari segnalini avranno un costo che varia da 0 a 5 monete (appena vista la meccanica non mi è non potuto venire in mente Suburbia) e ogni fine turno, dopo che tutti i giocatori avranno piazzato le loro tessere e comprato le eventuali costruzioni, i segnalini scorreranno verso destra ricompattandosi e dando lo spazio a nuovi segnalini dalla pila per poter essere inseriti sulla plancia, andando ad occupare gli slot di maggiore costo.

Ogni giocatore inizia la partita con 7 monete d’oro e 1 Cavaliere che in realtà scopriamo essere un esattore delle tasse. Infatti, appena piazzato la nostra tessere, abbiamo la possibilità di giocare fino a 2 Cavalieri in un turno (uno per lato della tessera), incassando monete pari al numero di quadrati connessi dello stesso tipo sul quale abbiamo piazzato il meeple.

Per acquisire nuovi cavalieri l’unica maniera possibile sarà quella di erigere costruzioni che li forniscano come bonus.

Ritornando alle tessere di costruzione, ognuna di esse potrà fornire o dei bonus immediati (come per esempio il poter piazzare una torre o avere un cavaliere aggiuntivo) o dei bonus a fine partita, nella conta dei punti, sulla falsa riga delle carte “gilda” della terza era di 7 Wonders (quelle viola per intenderci).

Come potete ben immaginare, avere tessere che forniscono bonus particolari su territori particolari, “costringono” e permettono ai giocatori di studiare ed applicare strategie molto più complesse rispetto a Kingdomino, dovendo anche tenere conto dei costi di costruzione non fissati e quindi mutevoli da partita a partita.

Le torri acquisibili tramite questi bonus, oltre a poter dare punti a fine partita tramite alcune delle tessere di costruzione, hanno un’altra abilità: quella di poter decidere in quale regno “vive” la Regina.

Infatti, nel momento stesso in cui un giocatore avrà più torri in gioco (anche a pari merito con un altro giocatore), prenderà il meeple Regina.

Quando un giocatore “ospita” la Regina, avrà i costi di costruzione scontati di 1 (con un minimo di zero), ma soprattutto il giocatore che finirà la partita con la Regina nel suo regno, la piazzerà nel suo territorio più vasto e conterà come una corona extra (e via con partite da mille mila punti…).

La Regina sul territorio Giallo conta come terza corona permettendo di realizzare 30 punti!

L’ultima aggiunta rispetto al regolamento di Kingdomino è la possibilità di utilizzare il Drago: se non ospitata la Regina e il Drago è ancora nella sua caverna (a sinistra della plancia di costruzione), pagando 1 moneta potete rimuovere un segnalino costruzione, rimpiazzandolo fino alla fine del turno con il meeple Drago. Questa mossa è necessaria per bloccare il piano di gioco dei nostri avversari e quindi va usata nel momento giusto per mantenere il vantaggio già accumulato o non permettere a qualcuno di fare il vuoto dietro di sé, completando una costruzione per loro molto vantaggiosa in quel momento.

MESCOLIAMO TUTTO INSIEME!

Ricordando ancora una volta che Queendomino è un gioco completamente stand-alone, bisogna però segnalare la possibilità di integrarlo con il suo illustre predecessore, dando vita a 3 nuove modalità di gioco:

  1. Modalità 3-4 giocatori: al posto di doversi mantenere nei confini del regno 5×5, con il maggior numero di tessere a disposizione, il nostro regno sarà ampliato ad un quadrato 7×7, similarmente alla modalità a 2 giocatori di Kingdomino.
  2. Modalità 5-6 giocatori: sicuramente il valore aggiunto nel possedere tutte e due i giochi è quello di poter giocare oltre le 4 persone arrivando fino a 6 giocatori. In questo caso si ritorna ai regni 5×5, con la differenza che al posto di avere 4 tessere piazzate per volta, ne avremo 8, aumentando anche qui la profondità strategica del titolo, visto che avremo maggiore scelta in fase di selezione, ma in questa maniera 2 o 3 tessere ogni turno verranno bruciate. Teoricamente è possibile giocare anche in 7 o 8 con la stessa modalità, ma il creatore del gioco, Bruno Cathala, consiglia la modalità successiva per gruppi superiori a 6 giocatori.
  3. Modalità a 6 o 8 giocatori: al posto di giocare in maniera individuale ci si organizza in squadre da 2 (quindi 3 o 4 squadre). Ogni coppia avrà a disposizione 1 castello, 1 cavaliere, 7 monete ed ogni giocatori della squadra avrà il proprio meeple Re del colore adeguato. Verranno piazzate 8 tessere a turno e, sebbene i compagni di squadra possano consultarsi in ogni momento, ogni giocatore può scegliere in completa autonomia cosa fare ogni turno (con tanto di insulti gratuiti alla propria persona in caso di errori madornali).

In tutte e tre le modalità con i due giochi integrati, l’unica accortezza è quella di usare prima le tessere di Queendomino e poi quelle di Kingdomino.

Sicuramente la possibilità di aumentare il numero di giocatori fino a 8 permette di dare nuova linfa ad un titolo che spesso non si può tirare fuori dalla nostra collezione perchè al tavolo siamo in troppi.

BENE MA NON BENISSIMO

Sia ben chiaro, personalmente sono entusiasta di Queendomino, ma non ai livelli di Kingdomino.

Il motivo è che nel suo tentativo di fare un passo in avanti, il gioco perde quella che era la sua caratteristica principale, ossia la semplicità e la velocità che contraddistinguevano Kingdomino.

Se da una parte il giocatore più esperto può apprezzare questo tentativo di dare più profondità al titolo, il neofita o il giocatore che magari vuole fare una partita veloce, può trovare Queendomino un prodotto non adatto alle sue esigenze.

Tolto questo particolare, Queendomino è un buon gioco sia in modalità stand-alone, anche se non rapido e accattivante come il predecessore fin da subito, ma diventa sicuramente ottimo quando viene integrato con Kingdomino.

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Pipboy OkPRO: l’integrazione con Kingdomino è fantastica, soprattutto per la possibilità di giocare con più di 4 giocatori. Inoltre per il giocatore più esperto, la maggiore profondità strategica è un fattore sicuramente di interesse.

CONTRO: la ricerca di questa maggiore profondità strategia toglie a Queendomino quell’immediatezza e velocità che hanno reso Kingdomino, a ragione, uno dei migliori giochi degli ultimi anni. Inoltre reputo il prezzo leggermente alto.

 

 

 

 

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