Avete mai giocato a Hand of Fate? No? Nemmeno io.

Ma l’offerta a seguito dell’uscita era così ghiotta, insieme alla sua descrizione, che ho pensato di comprarlo al fine di condividere con voi le mie impressioni a riguardo.

Il risultato è entusiasmante, il titolo ha un retrogusto piacevole quanto infame a tempi alterni, motivo che mi permette di consigliarlo a tutti coloro che amano i dungeon crawler narrativi vicini, per stile, ai giochi da tavolo.

Anche se il tavolo è cambiato, la posta in gioco è rimasta sempre la stessa. Un mondo fantasy è in pericolo e noi, impavidi eroi, veniamo richiamati da un mazziere composto da carte speciali, ognuna contenente eventi leggendari pronti a scrivere la nostra storia.

Anche se il racconto può sembrare estrapolato dal bancone di uno stand qualunque posizionato alla fiera della porchetta, quello di Hand of Fate 2 si presenta con un valore aggiunto, ovvero quello di riuscire a fondere sapientemente le meccaniche di un dungeon crawler insieme a quelle di un gioco da tavolo, munito di carte, dadi, ruote della fortuna e molto altro ancora.

Il mazziere mistico dal volto putrescente ci invita a prendere posto su questo tavolo magico, dove man mano ci viene narrata una storia scandita da 22 sfide. Il ruolo del narratore, però, è bivalente, visto che il mazziere non farà altro che distribuire un numero preciso di carte che saremo noi a fornirgli, componendo un mazzo adatto al background proposto dalla sfida.

Dimenticatevi quindi i percorsi dal punto A al punto B, o le missioni che ormai scandiscono qualsivoglia gioco di ruolo, ma cominciate piuttosto ad armarvi di sana pazienza, poiché ogni percorso verrà scandito da una serie di sani e proverbiali colpi di cu…fortuna!

SCEGLI IL TUO MAZZO!

Partiamo dalle basi. Una volta lanciato il gioco il mazziere ci propone la prima sfida di basso livello, scandita da eventi relativamente semplici che mirano a comporre una sorta di tutorial, dove il giocatore può apprendere gradualmente le regole che compongono il gioco.

Una volta posizionate le carte sul tavolo, il nostro alter-ego viene rappresentato da un meeple dorato, che muoveremo sopra ogni carta al fine di scoprirne il contenuto nascosto. Che si tratti di un incontro con dei feroci banditi, della richiesta di soccorso di un giovane bimbo sperduto o, peggio, di una tempesta di neve pronta a rovinarci le ferie estive, ogni carta segue uno schema accompagnato da una narrazione incalzante, forse al pari di un libro game ben scritto.

Hand of Fate 2 Carte

Evento dopo evento il nostro alter ego cerca di sciogliere il bandolo della matassa, dovendo però fare attenzione alla succitata casualità. Tradotto in soldoni, una carta bufera infligge danni al nostro personaggio e, subito dopo, ci impone di scegliere tra quattro carte diverse, ognuna rappresentante una possibilità di successo o fallimento. Questa metodologia da un lato rende il gioco più imprevedibile, mentre dall’altro si fa tirare dietro una serie di imprecazioni edulcorate che è meglio non citare per rispetto a voi lettori.

Finendo la disamina della parte dedicata alla gestione della sfida, ho trovato molto interessante anche il sistema dedicato alla composizione del mazzo. In pratica il gioco può fornirci diverse tipologie di carte: incontro, equipaggiamento, seguace. Ed ognuna di queste può essere scelta a inizio sfida per un numero limitato, gestito poi dal mazziere che le disporrà a faccia coperta sul tavolo da gioco.

Alcune carte posseggono un pin bonus che, qualora rispettati i criteri dello scenario impostato dalla carta, verrà consegnato al giocatore sbloccando ricompense extra a fine sfida. Ricordatevi che la costruzione del mazzo, a seconda della sfida che andrete a disputare, può determinare la differenza tra una spiacevole disfatta e una lodevole riuscita!

OLTRE ALLE CARTE C’E’ DI PIU’

Poco sopra vi avevo spiegato che Hand of Fate 2 ha un’anima bivalente.

Da un lato abbiamo il gioco strategico, composto da carte, dadi e tutto il resto, dall’altra abbiamo invece un action in terza persona dove il nostro alter ego deve disputare dei combattimenti con gruppi prestabiliti di nemici.

A livello di gameplay parliamo quindi della tipica configurazione WASD per il movimento, che va ad accompagnarsi con i due tasti del mouse per gli attacchi (leggero e pesante) insieme a un sistema di parate e schivate, ognuna effettuabile premendo il tasto E oppure la barra spaziatrice.

Richiamando l’inventario prima dello scontro, il giocatore può equipaggiare armi, scudi, anelli e armature, scegliendo chiaramente il possibile loot tra le carte droppate alla fine dell’avventura precedente. Il combattimento è interessante, soprattutto perché i nemici si diversificano per pattern di attacco differenti: un fromboliere può tirarci le sue bolas per imprigionarci, mentre un berserker può effettuare un attacco potente imparabile che, con una buona dose di riflessi, ci costringe forzatamente a schivarlo.

Hand of Fate 2 Combattimento

Nel corso delle sfide troveremo oggetti più potenti, equipaggiabili ottenendo magari un maggior punteggio di fama. Parlando un momento anche dell’interfaccia, il gioco fa affidamento su quattro diversi valori: vita, cibo, monete d’oro e fama.

Chiaramente il nostro obbiettivo è quello di evitare di scendere a zero con tutte e quattro, pena diversi malus durante lo scontro che possono veramente (ma veramente eh) mettervi in serio pericolo determinando la vostra morte e, conseguentemente, il riavvio dell’intera sfida. Eh già, non esistono checkpoint intermedi, pertanto dovrete armarvi di pazienza e cercare di finire sani e salvi l’avventura senza morire prematuramente.

La struttura di Hand of Fate 2 è completa e particolare, non annoia praticamente mai e permette ai giocatori di divertirsi seguendo una narrazione lodevole, ben doppiata in lingua originale ma soprattutto –udite uditecompletamente localizzata in lingua italiana. Questo privilegio concede ai giocatori la possibilità di seguire il corso degli eventi senza troppi scivoloni, dando anche la dovuta importanza a quelle sotto trame (legate ai seguaci per esempio) che regalano un valore aggiunto all’intera struttura del gioco.

Unica pecca?! Diciamo che il sistema di input comandi non è molto reattivo e ogni tanto, complici alcuni fatti inspiegabili, il nostro personaggio può andare a vuoto con le parate. Niente a che vedere con i seguaci, che sembrano meno utili di un manichino buttato in un fiume.

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PRO: Non ho avuto il piacere di provare il primo Hand of Fate ma questo titolo, al netto della novità e delle piccole imperfezioni, mi è sembrato veramente ricco di spunti e contenuti, che me l’hanno fatto piacere sin dalle prime battute. Il lavoro certosino sulla narrazione è degno di nota, pertanto vi invito a farci un pensierino se siete amanti del genere!

CONTRO: Come dicevo poco sopra, ogni tanto i comandi fanno cilecca ed è un peccato constatare che il tool di creazione personaggio è veramente molto povero di caratteristiche.

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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