Animal Crossing: Pocket Camp, nuovo capitolo della saga, ci mette a capo di un campeggio, con il compito di gestirlo, abbellirlo e invitare i vari NPC che troveremo a stabilircisi. Il gioco è stato rilasciato da Nintendo il 22 settembre 2017 per Android e iOS.

BENVENUTO CAMPEGGIATORE!

Una volta avviato il gioco e creato il personaggio incontreremo Fuffi: una cagnolina che ci introdurrà alle meccaniche di gestione del campeggio. Vi saranno quattro stili tra cui scegliere: naturale, spavaldo, sportivo e sbarazzino. Ciò cambierà il tipo di arredamento iniziale ed il primo campeggiatore che incontreremo e che potremo invitare, ma non avrà grandi ripercussioni sul gameplay successivo.

Il fulcro del gioco è acquisire risorse, come frutta, pesci e insetti, e consegnarle ai vari NPC – i classici animali antropomorfi tipici della saga – che ci ricompenseranno con materie da costruzione quali acciaio, legna e essenze con cui costruire i vari arredamenti. Essi appariranno a turno nelle quattro aree di gioco (una spiaggia, un’isola, una valle alberata e un fiume), dove sarà possibile incontrarli e interagirci. Bisognerà quindi aspettare, di volta in volta, che l’NPC che ci interessa arrivi sulla mappa per poi consegnargli le risorse. Così facendo aumenteremo il Livello Amicizia tra lui/lei e il nostro personaggio. Una volta raggiunto un Livello abbastanza elevato, ed aver arredato il campeggio con i mobili da lui/lei richiesti, potremo chiedere all’animaletto in questione di trasferirsi da noi.

Incrementare il Livello Amicizia farà anche salire il livello del nostro personaggio, permettendoci di sbloccare nuovi arredamenti e NPC.

Riassumendo in poche parole: il gioco è un susseguirsi di fetch quests.

COME LO VUOLE? ROSSO, VERDE O BLU?

Un aspetto cardine della serie di Animal Crossing è sempre stato la personalizzazione di casa – o campeggio in questo caso –  e personaggio.

La personalizzazione del campeggio segue due linee guida: il nostro gusto personale ed i prerequisiti degli NPC che vorremmo invitare. Fortunatamente sarà possibile rimuovere i mobili richiesti dai nostri ospiti una volta che si saranno trasferiti da noi… e dico fortunatamente perché avere un tavolo verde, un letto giallo ed un divano blu ammassati in due metri quadrati è non solo confusionario, ma a dir poco di pessimo gusto.

Per quanto riguarda il nostro campeggiatore la customizzazione è limitata ai tratti del viso, selezionabili all’inizio della partita, e al vestiario che sarà possibile acquistare a Piazza Mercato. A rotazione vi saranno due negozi che venderanno maglioni, calze, scarpe, cappelli, occhiali ecc. È presente anche una sezione di crafting per i vestiti, al momento non ancora utilizzabile.

Per ultimo sarà possibile personalizzare il camper, sia internamente, ingrandendolo ed arredandolo, che esternamente, verniciandolo. Ciò sarà fattibile alla OkMotors, dove i tre fratelli Amper, Giorvo e Corvanni (nomi a dir poco GENIALI) eseguiranno le nostre richieste.

A QUESTO CAMPEGGIO MANCA QUALCOSA.

Il feeling di Animal Crossing c’è. Musica rilassante, NPC simpatici dalla voce sparata a diecimila decibel e ambienti immersi nella natura. Un’esperienza che riflette l’opera originale ma risulta, rispetto ad essa, limitata. In Animal Crossing: Pocket Camp mancano degli aspetti, presenti nei capitoli “canonici”, che offrivano al giocatore uno scopo da raggiungere: il debito da saldare a Tom Nook, l’espansione sempre maggiore della casa e – tra i miei preferiti – il completamento del museo.

Anche la componente multiplayer risulta ridotta. Negli altri giochi per DS e 3DS potevamo visitare il villaggio dei nostri amici e eseguire insieme a loro le varie attività in tempo reale. In Animal Crossing: Pocket Camp il multiplayer è limitato a visitare il campeggio dei nostri amici, far loro i complimenti, comprare oggetti dalle loro bancarelle o chiedere loro aiuto per esplorare la Cava Spalaspala. Quest’ultima è accessibile anche pagando 20 Biglietti Foglia – valuta del gioco acquistabile con denaro reale – e consiste in un mini gioco dove dovremo rompere delle rocce con una pala. Avremo cinque tentativi a disposizione, ed i minerali che troveremo li potremo vendere per ottenere Stelline – la valuta base del gioco -.

Manca il multiplayer in tempo reale, ed è una grossa pecca del titolo.

IL CARO NEGOZIO DI TOM NOOK.

Passiamo alla dovuta, seppur breve, analisi allo shop di Animal Crossing: Pocket Camp.

Pagando valuta reale si potranno acquistare Biglietti Foglia, che potranno essere usati in vari modi: acquistare arredamenti e verniciature particolari, velocizzare le costruzioni, aggiungere slot per avere più mobili in costruzione contemporaneamente o, come detto poco fa, entrare nella Cava Spalaspala eccetera.

Potremo anche acquistare oggetti particolari per velocizzare la raccolta di risorse, come ad esempio reti da pesca, miele per attirare insetti e fertilizzante.

I Biglietti Foglia saranno ottenibili però anche in altri due modi. Il primo è salire di livello, stringendo amicizia con i vari NPC. Il secondo completando le sfide giornaliere che ci verranno assegnate. Ovviamente però la quantità di biglietti che ci verranno consegnati così sarà molto minore rispetto a quelli acquistati.

AL BARETTO

Ed eccoci di nuovo al baretto a chiacchierare. Animal Crossing: Pocket Camp, al suo annuncio, mi aveva incuriosito e creato aspettative. Pensavo già a organizzarmi con gli amici e collaborare. Il prodotto che però mi sono trovato davanti mi ha stancato dopo non molte ore di gioco.

Trovo le aree claustrofobiche, le quest dopo poco sono molto ripetitive e sento tanto la mancanza dell’aspetto collezionistico del museo – e dei fossili -. Senza contare la mancanza di interazione diretta con gli altri giocatori.

TORNANDO DAL CAMPEGGIO.

Animal Crossing: Pocket Camp è un gioco adatto ai momenti morti della giornata, ora come ora. I timer per il cambio personaggi e la crescita di alcune risorse non lo rendono adatto a sessioni prolungate e il gameplay può risultare ripetitivo dopo poco. Sarà interessante vedere però cosa Nintendo aggiungerà in futuro.

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Pip boy indifferentePRO: l’atmosfera di Animal Crossing è presente, richiamata da musiche e ambientazioni; la personalizzazione di personaggio, campo e camper.

CONTRO: ripetitivo, fatto di solo di quest di raccolta; aree ristrette e quasi claustrofobiche; no multiplayer in tempo reale.

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Videogiocatore nato nel '96, cresciuto nell'era della sesta generazione ma troppo giovane per apprezzarla in profondità. Apprezza questo mondo per molti aspetti, dagli e-sport allo speedrunning. Giocatore di GDR cartacei e amante del magico mondo dell'Internet.

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