Stanotte ho dovuto passare la nottata in bianco perché ho fatto sterilizzare la mia cagnolina e visto che dovevo stare attento che non si strappasse i punti a morsi, ho messo mano al backlog di fumetti (che continua a crescere a dismisura).

Sono partito prima con i primi due numeri della Punisher Collection, tra cui il secondo numero “Bentornato, Frank” consigliatissimo a chiunque, anche chi non è un grande fan del Punitore (anche il primo numero Kingpin non è niente male), ma poi, visto che di dormire non c’era possibilità ho preso in mano l’ultimo lavoro di Zerocalcare: Macerie Prime.

PENSIERI SPARSI

Questo articolo non vuole essere una recensione, anche perché per esaminare il lavoro di Zerocalcare sicuramente ci sono centinaia di persone più adatte di me.

Come conviene in un blog, ho solo voglia di scrivere quello che pensavo e provavo durante la lettura di Macerie Prime.

Ci eravamo lasciati con Kobane Calling, che era stato un bel colpo allo stomaco e, vista la tematica trattata, non poteva essere altrimenti, ma questo Macerie Prime in qualche maniera mi ha emozionato anche di più del precedente lavoro.

Non so dire esattamente il motivo per cui ho provato questa sensazione, magari sarà anche dovuto alla mia fragilità emotiva del momento (chiunque abbia un animale domestico e abbia dovuto seguire il post operatorio potrà capirmi), ma devo dire che a fine lettura, all’incirca le 5 e 30 di notte, ho sentito l’esigenza di mettere nero su bianco quello che pensavo.

Prima o poi si deve crescere

Magari non è il messaggio che Macerie Prime trasmette a tutti, ma è quello che ho fatto mio.

Il problema che a volte mi sento come Zerocalcare nelle sue opere, per niente pronto a questo grande passo e cerco di ritardare quanto più questo evento.

Ma prima o poi quel momento arriva per tutti, il momento in cui la tua vita cambia, in cui devi capire che devi modificare registro per andare avanti.

Può essere il matrimonio del tuo amico “latin-lover” che demolisce alcune delle più solide certezze che avevi, la coppia di amici che sta insieme da sempre ma che non fa il passo successivo, l’ingiustizia del mondo del lavoro o semplicemente l’aver capito di aver fatto una cazzata enorme, contravvenendo alle tue regole, che ti porta a dire basta.

Dovremmo tutti imporci delle regole…e rispettarle

E Zerocalcare ce lo racconta con il suo stile, contornato da personaggi immaginari che rappresentano le nostre paure, sensi di colpa, “accolli“, rendendo tangibile e visibile quello che proviamo ogni giorno.

Ed arriva ad un certo punto il momento in cui tutto cambia, senza quasi accorgertene dovrai dire addio al tuo armadillo personale, il guscio che ci siamo creati fino ad oggi, per abbracciare una nuova filosofia, che non sai dove ti porterà, che può andare dal prendersi le proprie responsabilità al “fregancazzo” di tutto quello che avverrà da oggi in poi.

E qui Macerie Prime colpisce di nuovo.

La sospensione, il cliffhanger, l’attesa.

Infatti l’opera non è autoconclusiva, ma avrà un seguito tra 6 mesi, in cui scopriremo le conseguenze delle scelte dei protagonisti, che avranno avuto anche loro 6 mesi per metabolizzare quanto accaduto e vedere cosa è successo.

Parliamo al plurale perché per la prima volta tutti gli amici di Zerocalcare sono allo stesso livello del suo personaggio e non più semplice comparse delle sue storie.

E quando un libro, un fumetto, un film o qualsiasi altra cosa ti fa desiderare ardentemente che questi 6 mesi passino subito per vedere cosa accade, beh, significa che ha colpito e fatto centro.

E io mi sento molto affondato, perché non voglio ancora cambiare, ma toccherà anche a me.

O forse sono già cambiato, ma ancora non me ne rendo conto e magari tra 6 mesi mi sarà tutto più chiaro.

 

 

 

 

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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