Supereroi e cinema. Un binomio che al giorno d’oggi, seguendo le dovute precauzioni, ha preso così tanto piede da creare un vero e proprio trend, largamente ricco di sfaccettature e contraddizioni. Il caso dei film dedicati al mondo fumettistico DC ha sempre attirato una grossa fetta di vaffa, complici i capezzoli di Batman sul costume indossato da Clooney seguiti dal “caso Martha”, quello che ormai viene utilizzato per sedare le conversazioni più animate.

Il DC Extended Universe è partito proponendoci una versione di Superman non proprio da buttare, anche se a dirvelo è una persona che –purtroppo– si è limitata solo a seguirne l’evoluzione in tv o al cinema. Ma poi qualcosa si è incrinato, Batman V Superman ha tirato fuori l’apoteosi del nonsense, seguito a piedi uniti da una Suicide Squad forse troppo fuori dagli schemi per essere ben giudicata.

Complici probabilmente le sceneggiature, scritte soltanto con l’intenzione di mettere su schermo il caos canticchiando il motivetto “uno su mille ce la fa!”. Ecco, diciamo che dal mio punto di vista nessuno di loro ha meritato un podio nel mio cuoricino arido.

Ma veniamo al punto cruciale, l’evoluzione in positivo che ha trasformato l’oscuro mondo DC in qualcosa di più leggero, quasi tendente al comico. Arriva Wonder Woman, supereroina amata dal pubblico di tutte le età (ne abbiamo parlato qui, ricordate?) che, guidata alla regia da Patty Jenkins, ci ha proposto una Gal Gadot esplosiva, convincente e, soprattutto, per niente pallosa. Arrivati quindi quest’oggi a Justice League, cosa dobbiamo aspettarci dalla proiezione in sala?

 

SIAMO LA LEGA DELLA GIUSTIZIA!

Dove eravamo? Superman è morto e gli eroi rimasti devono affrontare i drammi di tutti i giorni, continuando a combattere il crimine al meglio delle loro possibilità. Anche se i tempi dove i criminali facevano esplodere bombe-pinguino sono finiti, il cattivo di Justice League viene da una dimensione non nota con l’intenzione di recuperare tre potenti artefatti malauguratamente lasciati sulla Terra secoli fa.

Steppenwolf, da non confondere col gruppo musicale, agisce in maniera efferata al fine di preparare un’invasione in piena regola, motivo per cui Batman (Ben Affleck) e Wonder Woman (Gal Gadot) sono costretti a reclutare nuovi eroi per fronteggiare il problema.

Justice League Batman Wonder

L’impassibilità di Ben Affleck al fianco della Gadot è encomiabile

Da questo momento in poi comincia la carrellata “coatta” di presentazione dei personaggi, che segue chiaramente i fotogrammi mostrati nel trailer aggiungendo pochissime informazioni a corredo. Anzi, in realtà ci sono tantissime comparse, che però non trovano una loro precisa collocazione nella trama, dandoci quindi effettivamente in pasto una semplice motivazione plausibile per cui il personaggio X va a fare Y (o viceversa).

Questo aspetto in parte esce fuori dal passaggio di mani avvenuto durante la stesura della sceneggiatura, che ha subito moltissime modifiche nel corso degli anni di sviluppo (si è partiti dal 2013) arrivando a un taglio cinematografico necessario deciso a monte dopo l’accoglienza negativa ricevuta da Batman V Superman. Siate pur certi che un occhio attento, di fronte a certi particolari, noterà subito l’impronta di Joss Whedon nella scrittura della sceneggiatura.

Tra slow motion a palate e momenti semi divertenti, Justice League scorre comunque piacevole nei suoi 120 minuti, regalandoci uno spettacolo dignitoso e, fortunatamente, migliore dei prodotti passati. Questo nuovo punto di partenza, se mantenuto con le dovute accortezze, potrebbe portare a piacevoli risvolti anche per eroi che, non sempre, hanno ricevuto una degna trasposizione nel mondo cinematografico.

CHE VUOL DIRE ESSERE UN EROE?

Se Superman e Wonder Woman, contestualizzati al DCEU, hanno avuto il loro background formativo grazie alla presenza di un film individuale, lo stesso non si può dire per gli altri eroi, che invece vengono presentati con le attenzioni del caso in maniera –forse- troppo superficiale.

Mi spiego meglio. Se Batman vive il suo mito rimanendo l’uomo che sfida gli dei a discapito della sua stessa mortalità, anche se con la faccia del mitico Ben, gli altri vengono inseriti come elementi di contorno senza un vero e proprio scopo.

Aquaman è il bifolco dei mari, si breve una bottiglia di whisky alla faccia nostra ma non ha una sua storia, una sua integrità o altro, ci viene solo abbozzata una sua irriverenza nei confronti dei potenti di Atlantide che viene subito raddrizzata da Mera (comparsona) quando lo intima ad andare a combattere per salvare il mondo.

Sei grosso con l’armatura. Ma senza quella che cosa sei?

Tutti hanno un problema. Persino Flash e Cyborg, solo che il primo viene utilizzato per stemperare scene più pesanti con le sue battute di spirito, mentre il secondo si limita a muovere le sue chiappe robotiche per interagire con l’arma cercata da Steppenwolf. Cioè, dai su.

Grande assente Lanterna Verde, anche se in qualche fotogramma legato a una grande battaglia avvenuta nel passato si intravedono già i semi di una sua comparsa nel sequel, considerato che appare anche uno dei personaggi appartenente al corpo dei protettori dell’universo.

Questa superficialità porta, per forza di cose, a un finale altrettanto superficiale e prevedibile. Ok, è vero che il bene deve vincere sul male, ma almeno che lo faccia combattendo con dignità.

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Justice League Sad BatmanPRO: Justice League lascia i toni cupi di Batman V Superman, ricreando un’atmosfera più piacevole condivisibile serenamente anche con i più piccoli

CONTRO: L’esposizione usata per presentare i personaggi, e farli interagire tra loro, non sempre ha funzionato come doveva, tirando fuori delle scene sicuramente divertenti ma … basta finito così! Ezra salvatore della patria, comunque!

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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