Per uno che segue South Park da una vita, immaginarsi l’ennesimo gioco sul brand, ha riportato alla memoria fallimenti, più o meno pallidi, arrivati dalle precedenti generazioni.

Per fortuna il mio primo hands-on su South Park: il Bastone della Verità mi dimostrò quanto mi stessi sbagliando e mi ritrovai con un prodotto che, sebbene presentasse qualche difetto anche rilevante, mi esaltò non poco.

Ubisoft, andando a prendere il posto di Obsidian Entertainment, non si è lasciata sfuggire l’occasione di cavalcare l’onda di successo, sia di critica che di pubblico, annunciando che avrebbe prodotto un sequel.

Anche se con svariati ritardi sulla tabella di marcia, con tanto di inside joke all’interno del gioco stesso in cui si fa riferimento ad un autobus che doveva passare a dicembre, prima data prevista di lancio del gioco, finalmente vede la luce South Park: Scontri Di-Retti

 

QUESTIONE DI PETI

Abbandoniamo le atmosfere fantasy del primo capitolo e catapultiamoci nella nuova ambientazione di South Park: Scontri Di-Retti.

Questa volta ci tocca dissacrare il mondo dei supereroi, mettendo in atto una vera e propria “Civil War“. Infatti Eric Cartman nelle vesti del Procione, suo alter-ego supereroistico, con chiaro riferimento a Wolverine della Marvel, ha messo in piedi una squadra per fronteggiare in popolarità la formazione avversaria dei “Amici della Libertà“, capeggiata dal Professor Chaos.

L’oggetto del contendere non è il dovere di registrarsi per far sapere al mondo le identità dietro le maschere, ma un annuncio di smarrimento di un gatto con tanto di ricompensa di 100 dollari, che diventerà il punto focale della strategia di Cartman/Procione per diventare il gruppo di supereroi più cazzuto e seguito di South Park, con la speranza futura di diventare un franchise di successo in maniera tale da vendere il proprio marchi con tanto di serie TV, film e gadget.

Per quanto la demenzialità e l’irriverenza siano caratteri fondamentali del titolo, bisogna analizzare South Park: Scontri Di-Retti per il suo gameplay nudo e crudo, come se fosse un gioco “normale” e bisogna dire che questo sequel funziona benissimo.

Prendendo spunto dagli RPG tattici, i combattimenti si svolgeranno su una griglia, mai di dimensioni esagerate, quindi scordatevi mappe immense, come alcune viste in Fire Emblem o Disgaea, e a turno i nostri personaggi potranno muoversi e utilizzare le proprie abilità.

Come è ben chiaro fin dal titolo, il deretano e le flatulenze saranno elemento fondamentale, ma se pensavate di aver visto tutto, in South Park: Scontri Di-Retti si va ben oltre l’immaginabile.

Oltre alla possibilità di disgustare ogni NPC con i nostri peti, il nostro potere “scorregifero” sarà talmente potente da poter distorcere il tessuto spazio-temporale, imitando molto da questo punto di vista i rewind visti in Life is Strange, annullando di fatto le ultime azioni effettuate tramite la pressione contemporanea di L2 ed R2.

Il party, composto massimo da 4 elementi, selezionabili dai personaggi giocabili sbloccati fino a quel momento, avranno tutti 3 abilità più una speciale che a differenza delle altre che possono avere un cooldown più o meno lungo, sarà utilizzabile solo quando la barra in alto durante il fight sarà riempita, con effetti solitamente devastanti.

Se i personaggi che troviamo hanno delle abilità fisse, il nostro eroe invece potrà essere “buildato” come più ci aggrada. All’inizio avremo a disposizione solo 3 classi tra cui scegliere (Brutalista, Velocista e Blaster), ma fin dalle prime battute del gioco sarà subito disponibile l’opzione di avere una doppia classe attiva, oltre a sbloccare nuove classi, ampliando la scelta della abilità a disposizione, permettendoci di customizzare come meglio vogliamo il nostro personaggio.

Sebbene i combattimenti avvengano, come già detto, in griglie abbastanza limitate come spazi, il gioco presenta, soprattutto nelle boss fight, una discreta profondità strategica, considerando che non si hanno semplicemente abilità di danno a disposizione, ma sarà possibile creare party con personaggi specializzati in vari ruoli, dal tank  ai support sia healer che buffer/debuff, fino ad arrivare ai semplici dps melee e ranged.

E’ vero che rispetto al primo capitolo, questa scelta rallenta un pò il ritmo del gioco, ma è anche vero che risulta sicuramente più completo ed interessante, donando una profondità strategica che solo l’RPG tattico può dare.

#FOLLOWXFOLLOW

Nel mondo di South Park: Scontri Di-Retti i personaggi sono “schiavi” dei social network, come purtroppo molti di noi nel mondo reale, e in questo caso sarà il corrispettivo in game di Instagram a fare da padrone.

Infatti, considerando il dichiarato fine di Cartman di creare un grande franchise di supereroi, scopo del nostro eroe sarà quello di raccattare quanti più seguaci e sviluppare le abilità da influencer a discapito del gruppo rivale degli “Amici della Libertà“.

Anche i protagonisti di South Park: Scontri Di-Retti vivono perennemente con uno smartphone tra le mani, che in questo casofungerà da menù di gioco, dal quale potremmo accedere a varie sezioni che vanno dal Procistagram a quelle più classiche come l’inventario o la gestione dell’equipaggiamento.

Come potete vedere la sezione del menù è impostata per funzionare come le app di un qualsiasi cellulare.

Con la app poteri potrete gestire le abilità da assegnare al vostro personaggio,  mentre con quella alleati selezionare, di volta in volta, il vostro party da portare in combattimento, fermo restando alcune sezioni del gioco in cui avrete dei team prestabiliti dall’avventura in quello specifico momento.

Fondamentale è la sezione dedicata alla creazione di nuovi oggetti e proprio durante le prime battute del gioco, l’incontro con il grande Morgan Freeman ci permetterà di sbloccare un menù di produzione dal quale poter creare svariate tipologie di item.

Ogni volta che creeremo un item, guadagneremo punti creazione che aumenteranno il nostro livello di creazione, che ci permetterà di accedere a

THE FRACTURED BUT WHOLE

Il titolo originale inglese “The Fractured But Whole” (letteralmente “Il rotto ma intero”), non è stata la prima scelta dei creatori Parker e Stone.

Infatti, secondo la loro idea originale, il gioco si sarebbe dovuto chiamare “The Butthole of Time“, ma visto che Ubisoft si rifiutava di pubblicare un gioco con la parola butthole a caratteri cubitali sulla copertina, gli autori si sono dovuti scervellare e alla fine, anche se non “graficamente” presente sulla copertina, sono riusciti a mantenere il suono della parola a loro tanto cara.

Ovviamente, tutto questo nella localizzazione italiana è andato perso, così come tanti giochi di parole o battute con riferimenti alla cultura americana, portando a volte a traduzioni fin troppo forzate che risultano a volte non essere del tutto comprensibili, anche se bisogna dire che il doppiaggio in italiano è sicuramente di pregevole fattura.

Pur comprendendo le esigenze di un publisher di coprire la maggior fetta di mercato con le localizzazioni, a volte l’idea di lasciare tutto in lingua originale sarebbe la migliore, permettendoci di goderci il prodotto esattamente come i creatori l’hanno pensato.

Per fortuna che tutto sia facilmente risolvibile scegliendo la lingua originale dal menù iniziale, cosa che consiglio vivamente di fare per chi si vuole godere in maniera completa l’avventura.

SI’ O NO

E’ ovvio che di fronte alla dissacrante comicità di South Park: Scontri Di-Retti, si possa ignorare quanto di buono questo titolo ha da offrire dal lato puramente “tecnico”.

Come già detto ci ritroviamo un RPG tattico ben studiato, con una storia altrettanto ben scritta, anche se a volte paga eccessivamente la forzatura della traduzione in alcuni punti.

Il gioco è abbastanza longevo, superando tranquillamente le 20 ore di gioco, con tante sidequest da affrontare che sicuramente strapperanno un sorriso, come la ricerca di tutti i manifesti Yaoi sparsi in città o il cercare di fare la miglior “seduta di evacuazione” possibile su tutti i gabinetti che troveremo durante la nostra avventura.

Molto scalpore ha suscitato la scelta degli sviluppatori sulla modalità di selezione di difficoltà del gioco. Infatti, a seconda del colore della pelle che si sceglierà, il gioco sarà più difficile, ma non per quanto riguarda i combattimenti, che rimangono sempre uguali, ma piuttosto per la facilità di trovare denaro e interazioni per sviluppare il lato social del gioco.

D’altro canto se qualcuno si aspettava qualcosa di anche lontanamente “politically correct”, mi sa che non ha mai avuto a che fare con il duo Stone/Parker.

Forse l’eccessiva lentezza nei combattimenti e il grado di sfida non eccelso non permettono di far fare quel salto di qualità necessario per ergersi a titolo di primissima fascia, ma sicuramente South Park: Scontri Di-Retti rimane un buon acquisto per chi ama la serie TV e il genere.

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PRO: South Park: Scontri Di-Retti è un RPG tattico di buona qualità, contornato da un’ambientazione dissacrante che ormai ci accompagna da quasi 20 anni. Per chi ama la serie non rimarrà assolutamente deluso.

CONTRO: Talvolta risulta lento in alcuni passaggi e, per chi non apprezza l’humor di questo genere, risulta essere troppo pesante da digerire. Inoltre la traduzione, sebbene il doppiaggio sia fatto bene, tende ad essere non soddisfacente per problemi legati ai giochi di parole e riferimenti specifici.

 

 

 

 

Potete trovare South Park: Scontri Di-Retti su Quintadimensione.it

 

About Author

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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