“Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”

Quando sono uscito dalla sala dopo aver visto Thor: Ragnarok questa è la prima fase che mi è venuta in mente.

Quel “lor” è riferito ai puristi del fumetto che ovviamente si stracceranno le vesti dopo aver visto questa pellicola e non posso che dolermi per loro, visto che ancora non hanno capito che il percorso del MCU (Marvel Cinecomic Universe) prende spunto dagli albi che tanto amano, ma ha una sua precisa identità che non sempre, anzi quasi mai, coincide con quella a cui siamo abituati.

BOTTE DA ORBI

A parte il prologo, forse un pochino polemico, bisogna dire cosa funziona e cosa non funziona in questo Thor: Ragnarok.

Prima di tutto bisogna precisare che lo stesso regista, Taika Waititi (che si è ritagliato un piccolo ruolo all’interno del film interpretando Korg), ha dichiarato che questo Thor: Ragnarok deve essere preso come uno stand-alone che si distacca dai primi due capitoli della saga, rappresentando un nuovo inizio e magari una svolta ad un personaggio che non ha completamente convinto nei suoi film in solitaria.

Con questo escamotage Waititi ha avuto la possibilità di dare una nuova identità a Thor o meglio, definire quella che si era già intravista in parte nei primi due film, mostrandolo come il giovane dio arrogante e sfacciato, che non ha paura di niente e nessuno (come si può ben capire dalle scene iniziali).

Molti potrebbero vedere questa versione di Thor come una macchietta comica, ma in realtà fanno trasparire il personaggio che si può “apprezzare” in molte delle saghe giovanili dedicate al giovane dio del tuono, forse un pelino esasperate con alcune battute forzate, ma bisogna considerare pure le esigenze cinematografiche.

Nel corso della pellicola però avviene una maturazione del personaggio (e per chi ha letto la saga di Aaron può capire cosa intendo) che quasi sfugge all’occhio dello spettatore, perchè durante il corso del film capisce quale sia il suo vero ruolo, di dover prendere il peso delle responsabilità che da erede al trono di Asgard gli spettano, arrivando a compiere una scelta quasi impossibile, pur di salvare chi si era ripromesso di proteggere con la sua vita.

Bisogna anche dire, che in seguito al trailer che è stato mostrato in svariate salse negli ultimi messi, in molti non aspettavano altro che l’arrivo dell’altro grande protagonista della pellicola, ossia Hulk.

 

Hulk è un personaggio che ha avuto mille sfaccettature nelle saghe fumettistiche, ma che qui ritroviamo nella sua versione più ingenua, una specie di bambinone arrabbiato perchè nessuno lo accetta, cercando di dimostrare al mondo che lui è pur sempre “il più forte che c’è”, ottimo modo per farsi amare dal pubblico di Sakaar, che adora le sue abilità come gladiatore (riprendendo le tematiche, anche se un pò riviste, viste in Planet Hulk).

Lo scontro fra i due “giganti” del mondo Marvel non delude (per l’appunto sono botte da orbi) e come ogni volta che i due si sono affrontati nei fumetti, anche questa volta rimane non certa di chi sia la vittoria (se volete farvi una cultura cercate Le grandi Battaglie: Thor vs. Hulk), in maniera tale da mantenere sempre viva questa contesa fra i due “colleghi di lavoro”.

NON SOLO THOR E HULK

Sebbene in molti si accontenterebbero di avere solo questi due personaggi sullo schermo, in Thor: Ragnarok abbiamo anche altri 3 personaggi che hanno molto spazio.

Il primo è Loki, interpretato da un Tom Hiddleston che ormai veste i panni del dio dell’inganno come una seconda pelle. Vendetta, tradimento, illusioni, Loki mostra tutto il pacchetto completo delle sue abilità, ma il tutto questa volta verrà finalizzato a salvare il regno di Asgard dal villain della pellicola, Hela.

Hela è un personaggio creato per catturare la scena, grazie anche ad una fantastica Cate Blanchett. Alla soglia dei quasi 50 anni (48 per la precisione) l’attrice australiana risulta splendida e molto convincente nei panni della dea della morte. La cattivona di turno ci mostra per tutto il film la sua superiorità rispetto ai suoi avversari e per la prima volta possiamo dire che un villain in un film Marvel esce vittorioso dallo scontro contro le forze del Bene.

Thor: Ragnarok Hela

Mamma mia quanta roba….MAMMA MIA

Invece chi non mi convince è il personaggio di Valchiria, interpretato da Tessa Thompon (già vista in serie che ho adorato come Veronica Mars e Heroes in passato), completamente snaturato da quello che ho imparato a conoscere tramite le mie letture supereroistiche. Se per Thor o Loki forse si può eccepire che siano stati esasperati certi caratteri del personaggio, con il personaggio di Valchiria abbiamo una vera e propria riscrittura che non mi ha completamente convinto.

Nota di merito per Jeff Goldblum che non interpreta il Gran Maestro, come il casting vorrebbe farci credere, ma semplicemente è sè stesso nei panni di uno strano tizio vestito in maniera eccentrica, il cui ruolo all’interno del film è quello di collante tra Thor e Hulk per metterli l’uno contro l’altro nell’arena di Sakaar (e per far nascere il team-up più rissoso della storia dei film Marvel).

Special Guest: Benedict Cumberbatch riprende i panni del Dr. Strange e in 5 minuti dimostra perchè è lo Stregone Supremo della Terra, divertendosi anche un pò ad umiliare Loki.

LA DISNEY CI HA MESSO LO ZAMPINO

Per chi si aspettava un film che continuasse il tono più cupo visto in gran parte di Thor: Dark World, si dovrà ricredere perchè la Disney ha deciso di rendere più elettrizzante e divertente (sfociando a volte nel comico/demenziale) il personaggio di Thor. Ma non per questo Thor: Ragnarok risulta essere brutto, anzi, per chi riesce a discernere il mondo fumettistico da quello cinematografico, si ritrova davanti ad una pellicola che ti accompagna per 2 ore di sano divertimento (magari la pecca è che a volte cerca di essere forzatamente divertente in alcuni passaggi), con un finale dal gusto lievemente tragico che porterà ad avere probabilmente un nuovo dio del tuono pronto ad affrontare la grande minaccia di Thanos in Infinity War.

CONSIGLI PER LA LETTURA

Come vi ho già scritto durante l’articolo, ci sono alcune saghe che vengono richiamate durante la pellicola che uno spettatore potrebbe trovare interessante recuperare.

Thor: Dio del Tuono:  di Aaron e Ribic. Forse la saga più bella da quando è nato Marvel Now! dove possiamo conoscere il dio del tuono nelle sue mille sfaccettature.

Ultimo Ragnarok: di Oeming e Di Vito. Importante per capire al meglio la scelta di Thor.

Planet Hulk: di Pak e Sotomayor. Una delle serie più importanti degli ultimi anni dedicate al Golia Verde, prologo di World War Hulk

Loki Triumphant: di Rodi e Ribic. Questa miniserie (contenuta all’interno di questo Dark Side) ci racconta la storia di Loki vista dal punto di vista del dio dell’inganno e pare sia il materiale che sia stato consegnato a Hiddleston per preparare al meglio il suo personaggio.

Thor Vs Hulk: autori vari. Una raccolta dei migliori scontri fra i due eroi del mondo Marvel.

Thor: di Straczynski e Coipel. Racconta gli eventi post Ragnarok che forse vedremo nel mondo Marvel?

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PRO: Thor: Ragnarok è un film divertente, . Inoltre il villain di questo film, Hela, risulta essere convincente e quando il cattivo funziona, anche il film funziona.

CONTRO: a volte si esagera alla ricerca della battuta per strappare una risata allo spettatore. I puristi del fumetto odieranno questo film con tutto il loro cuore.

 

 

 

 

 

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3 commenti

    • Giuseppe "Siral" De Luca on

      Ovvio che se ti aspetti il Thor eroico e nobile sei scontento, ma è Thor insieme a Hulk…che ci si voleva aspettare? Ma secondo me non è così male

    • Giuseppe Siral De Luca on

      Allora, se vuoi rimanere fedele al 100% ai personaggi dei fumetti, nessun film Marvel potrà soddisfare lo spettatore. Certo, forse hanno un pò esagerato in qualche passaggio “comico”, ma il film non è per niente male.

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