Nella recensione del primo capitolo di Before the Storm ho tentato di tenere sotto controllo l’hype ed i sentimentalismo -ma in barba ad ogni cautela dopo aver assaggiato questo secondo capitolo posso asciugare le lacrime e gridare (se non al “capolavoro”), almeno al “prodotto di un certo livello”.

Ma prima di tutto, occorre premettere una cosa: Before the Storm è sempre stato e continua a proseguire come episodio apocrifo, non un semplice seguito ma un fillerino tutto da gustare -e questo capitolo ne conferma tutte le caratteristiche. Lontano dal voler trattare i temi sottili di catastrofe e predestinazione della serie originale, Un Nuovo Mondo continua a raccontare di una Chloe tanto sbandata e punk quando dolce e vulnerabile, fornendo ampio spazio alla caratterizzazione delle protagoniste in ogni piccolo scorcio e scegliendo di lasciare il proseguire della storia centellinato ed essenziale.

“COME IMPARAI A NON SEGUIRE LA TRAMA E AD AMARE I PERSONAGGI”

Le questioni seminate nel primo capitolo, infatti (come l’identità della donna avvistata con il padre di Rachel -che, garantisco, troverà la loro risposta proprio in questo capitolo) appaiono come parentesi all’interno di una storia più personale: gli attimi e le scene migliori di Un Nuovo Mondo arrivano infatti nelle scelte -scelte semplici, quasi modeste al confronto della nominale tempesta, ma che che pesano come pietre miliari nello sviluppo della coscienza di un adolescente e che finalmente danno la sensazione di essere di fronte a dei veri dilemmi sui temi di amicizia e responsabilità.

Before the Storm

Non esiste infatti alcun flash forward, alcun canovaccio narrativo o morale, che possa guidare il giocatore in certe scelte tipiche (come accettare o meno che sia un altro ad assumersi la responsabilità di una bravata al posto proprio) -ed è esattamente questa vasta zona di grigio a rendere la formula pienamente funzionale contribuendo a rendere il tutto molto più intimo e meno agonistico. Al giocatore non è permesso scegliere -se- Chloe rimarrà una ragazza ribelle e sboccata, ma è concesso gestire attimo dopo attimo l’angoscioso rapporto di fiducia con i genitori; è permesso arrendersi e mostrare il medio, essere arroganti e scontrosi, è permesso essere (persino davanti a grossolane violazione di privacy e fiducia) essere ancora capace di fidarsi, e di provare.

Sappiamo benissimo come andrà a finire, e forse anche questa è una parte voluta di questa allegoria adolescenziale. Se Before the Storm non è esattamente come lo vogliamo o come ci saremmo aspettati, è anche perchè sceglie di raccontare una soffocante storia di frustrazione. Deck Nine si è assunta un grosso, grossissimo rischio nel proporre una simile formula -lontana anni luce dalla suspance di scuola hitchcockiana- scegliendo di prediligere i momenti di intimità e bildungsroman piuttosto che gli attimi e le scene più story-driven. La paura non è solo che non si riesca a concludere, arrivando al sodo alla conclusione che noi tutti già conosciamo (manca, d’altra parte, un solo capitolo -tre ore di gioco), ma che l’intera impalcatura possa non soddisfare i fan della serie.

Questo secondo episodio di Life is Strange: Before The Storm morde in profondità la storia e le emozioni dietro gli ultimi giorni fra Chloe e Rachel, rendendo il giocatore uno spettatore e costruendo nel frattempo una empatia straordinaria con personaggi consolidati.


PRO: La formula di Before the Storm prosegue dritta e senza sbavature seguendo i canoni del filler: i giocatori più interessati agli scorci di Arcadia Bay che ad una storia incalzante non andranno delusi.
CONTRO: Se proprio dobbiamo andare a cercare un difetto in questo secondo episodio possono risultare frustranti alcuni momenti “fetch quest”.

 

About Author

Milanese, classe '84 - una generazione a metà fra due mondi, dai pixel agli Oculus Rift, dalla "vergogna" di essere il nerd della classe al piacere di sapere che oggi c'è un videogioco per tutti. Nostalgico degli anni '90, composto al 30% di RPG e al 70% di ricordi (fra cui il prezzo dei primi ATARI e il lancio dello SNES in Europa), vive la sua vita un quarto di d20 alla volta, tentando di scrivere con serietà di un settore fatto di meme, sequel e reboot.

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