Quello tra me e Samus è sempre stato un rapporto difficile, sin dai tempi del Super Nintendo e di Super Metroid.

No, non sono assolutamente nella cerchia di quei folli che hanno qualcosa da ridere alla serie (oddio, forse il capitolo su Wii, ma vabbè), ma devo ammettere che i Metroid sono sempre stati una vera e propria nemesi.

Metroid Samus Returns Federico Buffa

Lo so che lo state leggendo con la voce di Buffa degli Autogol.

UN TUFFO NEL PASSATO, MA SENZA NOSTALGIA!

Ecco, rivedere Samus e Metroid II su Nintedo 3DS è stata per me una sfida da dover accettare.

Una sfida che, a conti fatti, è stata estremamente piacevole da portare a temine. Un obbligo morale nei confronti del mio passato videoludico, tirato però a lucido da Mercury Steam (un team spagnolo che ha avuto il piacere e la fortuna di lavorare a due saghe iconiche come Castlevania e Metroid).   

Metroid Samus Returns non differisce più di tanto nella struttura ludica ma la arricchisce, unendo ad una rinnovata espressione visiva, anche una serie di elementi di gameplay che rendono discretamente fresca l’offerta ludica anche per coloro che hanno già affrontato le avventure di Samus.

Parlo ad esempio dei poteri Aeion,nuove abilità (quattro in totale) che verranno sbloccate nel corso della storia. Scopo del gioco è quello ovviamente di recuperare campioni di Metroid, ma vi posso assicurare che non sarà una passeggiata di salute.

In questo remake c’è infatti l’essenza di quei giochi che richiedevano al giocatore delle skill; elementi che si sviluppavano solamente giocando e prendendo dimestichezza con l’ambiente di gioco e la sua struttura. C’è una sorta di counter che aiuta a studiare il timing, ma ancora una volta sarà importantissimo esplorare, migliorare la tuta di Samus e rende la strada verso la fine dell’avventura, più semplice.

 

Ovviamente vista la natura del gioco è difficile non sottolineare l’importanza del backtracking. Fondamentale per scoprire tutto il necessario, ma spesso agevolato da dei portali del teletrasporto che abbreviano in parte la strada.

Per il resto, nonostante la sviluppo su 3DS non permette al titolo di esprimersi al massimo sotto l’aspetto puramente visivo, la mossa commerciale è importante non solo per rivivere – o vivere per la prima volta – questa avventura, ma per rimettere sotto i riflettori l’amata Samus Aran, in attesa dell’ormai annunciato nuovo capitolo di Metroid Prime.

C’è poi la questione Amiibo, che non va trascurata. Molti si sono lamentati della presenza di contenuti sui due nuovi personaggi della collezione. Si tratta di elementi non importanti ai fini dell’esperienza di gioco, ma è comunque giusto sottolineare la presenza di questi due elementi in più.

Prendere o non prendere questo Metroid Samus Returns? Bè a mio modo di vedere sì. I compromessi richiesti non sono pochi, soprattutto sotto l’aspetto tecnico, ma nel complesso è un’esperienza che vale davvero la pena giocare per la sua qualità intrinseca. Adesso scusate, ho un appuntamento con il mio passato.

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PRO: Metroid Samus Returns è un’esperienza che riporta in auge una delle serie più importanti di Nintendo, con uno dei giochi più amati. Non ci si è limitati ad un banale remake, ma si è lavorato per offrire dei nuovi elementi ludici.

CONTRO: sotto l’aspetto tecnico c’è davvero un’esperienza limitata. Su Switch avrebbe avuto molto più senso.

 

 

 

 

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Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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