Quando si parla del Professor Layton, è facile andare sul sicuro. L’emulo cartoonesco di Sherlock Holmes, archeologo & gentiluomo, torna dopo quattro anni su mobile e console… o forse no? A deliziarci con nuovi enigmi è questa volta  Katrielle Layton, figlia d’arte e alla sua prima esperienza investigativa. Dopo un tiepido lancio su mobile e senza il suo leggendario enigmista Akira Tago alla guida, può Layton’s Mystery Journey: Katrielle e il Complotto dei Milionari essere all’altezza degli scorsi sei capitoli?


Scomparso il duo di Layon e Luke, la formula “sherlockiana” della serie rimane invariata con il passaggio del testimone a Katrielle e il suo giovane spasimante/assistente Ernest Greeves, intenti ad aprire la propria nuova agenzia investigativa Il tocco fantastico di Level- 5 traspare fin dagli inizi del gioco quando il primo cliente a bussare alla porta dell’agenzia è niente di meno che un bassotto parlante, afflitto da amnesia e da una vena polemica non da poco -presto adottato come mascotte dell’agenzia sotto il nome di “Sherl O.C. Kholmes” e incorporato in quello che promette di essere -il- trio su cui la serie andrà ad investire d’ora in avanti.

Karielle, Sherl e Ernest si troveranno nel corso del gioco a dover risolvere 12 casi in lungo e in largo per una Londra caratterizzata da personaggi buffi e enigmi ad ogni angolo; se tuttavia la qualità dei dialoghi e del doppiaggio rimane di buonissimo livello con il tipico fascino e stile del resto della serie, non altrettanto si può dire per quanto riguarda la qualità della narrazione e degli enigmi -i pilastri portanti che hanno fatto di Layton uno dei brand di successo del portatile Nintendo.

I due misteri introdotti dai primi minuti, ovvero le origini di Sherl e cosa sia accaduto al padre di Katrielle, vengono ad esempio lasciati in sospeso (presumibilmente, da risolversi nei sequel) e sostituiti da una trama piuttosto generica e suddivisa in episodi, in cui Katrielle si troverà a ingaggiata da sette uomini d’affari londinesi, appartenenti al gruppo dei “Sette Draghi”.

Nonostante il setup e un titolo altisonante, la trama non decolla grazie alle tipologie dei compiti affidati a Katrielle (spesso più compiti da segretaria o fattorino che veri e propri misteri), e alla qualità generale degli enigmi -forse i peggiori mai visti nella serie, caratterizzati da gabole, sottintesi e pensiero laterale spesso fino al punto da rendere la risposta giusta quasi una questione di fortuna.

Può capitare, ad esempio, che un enigma che chieda quanti pezzi di un orologio sia necessario toccare per fargli segnare mezzanotte abbia come risposta “zero” -perchè prima o poi arriverà a segnare la mezzanotte da solo.

Il tutto, nella versione italiana, viene ulteriormente peggiorato da una descrizione degli enigmi vaga e poco chiara. Insomma, anni luce dalla classica formula di Layton, improntata alla semplicità e alla logica.

Per quanto riguarda i controlli, il gioco soffre moltissimo la sua progettazione originale per mobile -funzionando solamente attraverso l’uso del touch screen, rinunciando completamente all’uso di qualsiasi pulsante (e persino del circle pad) e prediligendo una interfaccia a menù continuamente sovrapposti -probabilmente pensata per l’agile pressione del tasto “Indietro” di un cellulare.


Angry Pip BoyPRO: Eccellente caratterizzazione dei personaggi e doppiaggio italiano.

CONTRO: L’assenza di una trama centrale e l’ampio, ampissimo spazio concesso ai momenti di pura lettura potrebbero non piacere agli appassionati della serie di Layton -così come la generale tendenza dei puzzle a distanziarsi da logica e matematica e prediligere invece creatività e  pensiero laterale. Il sistema di controlli risente della sua natura originaria di gioco per smartphone.

CONSIGLIO: Un ottimo capitolo entry-level per bambini e bambine, a metà fra un cartone animato e una gara di indovinelli. I fan di lungo corso faranno meglio ad avvicinarsi a Layton’s Mystery Journey: Katrielle e il Complotto dei Milionari con molta attenzione, mentre i curiosi della serie potrebbero apprezzare maggiormente titoli come Il Professor Layton e il Futuro Perduto o Il Professor Layton vs. Phoenix Wright: Ace Attorney

 

 

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Milanese, classe '84 - una generazione a metà fra due mondi, dai pixel agli Oculus Rift, dalla "vergogna" di essere il nerd della classe al piacere di sapere che oggi c'è un videogioco per tutti. Nostalgico degli anni '90, composto al 30% di RPG e al 70% di ricordi (fra cui il prezzo dei primi ATARI e il lancio dello SNES in Europa), vive la sua vita un quarto di d20 alla volta, tentando di scrivere con serietà di un settore fatto di meme, sequel e reboot.

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