Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, avrà visto o sentito parlare del film Bodyguard. Aspettate però, non parlo di quella mezza cacata uscita nel 2000 con protagonisti De Sica, Boldi e Izzo, ma quello un po’ più serioso del 1992 dove uno sbarbato Frank Farmer (Kevin Costner) doveva preoccuparsi di proteggere la pop-star Rachel Marron (Whitney Houston) dalle pericolose lettere minatorie di un ammiratore sconosciuto.

Bodyguard movie

 

Ce l’avete presente? Ecco, adesso cercate in questo stesso istante di focalizzare una delle scene più cult del cinema, quella dove il buon Costner supera ogni malore dovuto alla sciatica per condurre la bella Whitney fuori da un locale pieno zeppo di bulli (e ne prende anche a calci qualcuno con totale nonchalance).

come ti ammazzo il bodyguard

Ora che avete chiaro il quadro, cambiate la coppia Costner/Houston con Reynolds/Jackson e avete tra le mani il nuovo film di Patrick Hughes, intitolato qui da noi Come ti Ammazzo il Bodyguard.

TIC, TAC FIGLIO DI PUT*&%#A!

Michael Bryce (Ryan Reynolds) è una perfetta guardia del corpo, il suo lavoro encomiabile va a gonfie vele, almeno fino a quando il suo ultimo prestigioso cliente viene ucciso brutalmente dal colpo di un cecchino.

Qualcuno diceva che la vita può cambiare in un baleno, no? Dalle auto di lusso alle utilitarie, passando per un declino inevitabile anche nel tipo di clientela da proteggere, Bryce continua imperterrito a fare quello che gli viene meglio, almeno fino a quando viene contattato dalla sua vecchia compagna Amelia Roussel (Élodie Yung) che lo ingaggia per un lavoro completamente fuori dagli schemi.

Bryce deve infatti proteggere una sua vecchia conoscenza, tale Darius Kincaid (Samuel L. Jackson), un sicario pentito pronto a testimoniare contro le atrocità compiute dal dittatore Vladislav Dukhovich (Gary Oldman) facendo però i conti con i loro trascorsi passati.

Le premesse ci sono, il rapporto burrascoso tra i due protagonisti viene sviscerato nel corso dell’intera pellicola, occupando l’intero palcoscenico con il largo uso di un numero esagerato di gag che cercano, fondamentalmente, di fare una cosa sola: divertire.

Non c’è infatti una trama complessa, la sceneggiatura scritta da Tom O’Connor è straordinariamente lineare nella sua narrazione, tant’è che pure il villain scelto per l’occasione occupa soltanto un ruolo prettamente marginale, utile unicamente a lanciare contro i protagonisti sicari senza scrupoli da fare uccidere nei modi più assurdi e spettacolari.

Sangue e violenza vengono intervallati dai continui botta e risposta della coppia Reynolds/Jackson, che ricordano molto da vicino il format utilizzato in passato da pellicole più famose (vedi tipo Rush Hour o 48 Ore).

Jackson, oltre a dire figlio di putt*&%#a un numero inenarrabile di volte, cerca anche di insegnare qualche valore morale al più freddo e calcolatore Reynolds, tirando in ballo tematiche molto cheap che cercano di accompagnare la storia con qualche elemento in più.

Che poi, parliamone, non che la cosa possa dispiacere oh!? È infatti importante catalogare il prodotto per quello che è, in sostanza un prodotto di intrattenimento fine a sé stesso che vuole soltanto farvi passare un paio d’ore in completa e totale allegria.

Si poteva fare di più? Forse, come sempre. Ma il regista azzecca il mood, mischiando una comicità già vista in prodotti simili con una buona dose di leggerezza tutta sentimentale. D’altronde i protagonisti fanno quello che fanno per le donne che amano, ma come biasimarli, visto che dall’altra parte troviamo i volti di Salma Hayek e Élodie Yung.

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Pip boy indifferentePRO: Come ti ammazzo il bodyguard è un film leggero da vedere al cinema con l’intenzione di farsi quattro risate in compagnia di Reynolds e Jackson. Il primo riprende in parte lo stile visto su Deadpool, il secondo invece tiene fede alla sua giostra di interpretazioni corali che ormai lo hanno reso praticamente intramontabile.

CONTRO: Al boxoffice americano non ha brillato per incassi, attestandosi con un ottimo “peggior weekend estivo”, mentre qui in Italia trova invece un avversario troppo ostico da battere come Blade Runner, rischiando di finire completamente nel dimenticatoio.

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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