Con “Sleeper Hit” si intende un successo (di critica o commerciale, meglio se entrambi) completamente inaspettato fino alla sua uscita. Nel mondo del cinema l’ultimo film a cui forse è possibile assegnare questa etichetta è Kingsman, tratto dalla miniserie “The Secret Service” di Mark Millar (autore tra l’altro di Wanted e Kick-ass, giusto per citarne un paio).

Forti del successo del primo film, è stato deciso di realizzare un sequel e come ogni volta che si passa al “numero 2” il rischio di fallire miseramente è sempre dietro l’angolo.

LA CLASSE PRIMA DI TUTTO

Kingsman – Il cerchio d’oro è un film d’azione, commedia e spionaggio del 2017 diretto da Matthew Vaughn, con un cast d’eccezione che riprende alcuni degli attori del primo film tra cui ovviamente Colin Firth, Taron Egerton e Mark Strong, ma aggiunge alcuni nomi altisonanti come Julianne Moore, Halle Berry, Channing Tatum, Jeff Bridges , senza dimenticarci della presenza di un’icona della musica mondiale, Sir Elton John.

I sequel rappresentano, senza ombra di dubbio, un desiderio dei fan di rivedere all’opera i protagonisti di un film terminato quasi bruscamente dando l’impressione di necessitare di un maggiore approfondimento.
Allo stesso tempo i “numero 2”  sono sempre, come già detto, sotto la lente d’ingrandimento della critica per trarre principalmente tre conclusioni: ritrovarci davanti ai nostri occhi del materiale già esaminato precedentemente, rimpiangere la prima opera cinematografica oppure premiare la capacità del regista di dare in modo intelligente continuità ad un marchio destinato quasi sicuramente a diventare una saga.
Kingsman – Il cerchio d’oro è qualcosa di più che segnare con una croce la risposta esatta perché vanno fatte importanti considerazioni su quello che vi aspetta con ovviamente i lati positivi e negativi.

Gary “Eggsy” Unwin (Taron Egerton) è cresciuto nella doppia vita che conduce ed a farne le spese è stato il suo mentore con cui ha imparato tutto quello che c’era da sapere per mantenere la pace nel mondo (in primis come vestire come un vero “gentleman”).

Kingsman Classy

Manca solo Neil Patrick Harris in questo film!

Egli si prepara a fare un grande passo nella vita privata e a gestire le solite problematiche che un agente segreto della Kingsman è tenuto a sbrogliare con la massima discrezione.

Tuttavia la tranquillità viene bruscamente interrotta dal villain di turno ed una vecchia conoscenza del passato interessati rispettivamente a cambiare radicalmente la legge e a vendicarsi di un presunto torto subito.
Ed è qui che entriamo soprattutto nella croce e delizia di un film che mantiene da una parte lo spirito d’azione attraverso scontri epici annaffiati da commenti musicali impareggiabili, una buona sceneggiatura ravvivata con l’ingresso del misterioso Whiskey (Pedro Pascal) e della guest star Elton John ed apre le porte per il ritorno di un pezzo da novanta in stile fan service su cui possiamo chiudere entrambi gli occhi.

Dall’altra, però, abbiamo un calo vistoso di qualità per via di una storia di droga (gestita da un boss con caratteristiche caratteriali molto simili a Leonard Snart) paragonabile ai primi cartoni animati costituiti da un malvagio signore disposto a tiranneggiare “scordando” di motivare le ragioni, un presidente degli Stati Uniti D’America ridotto tristemente ad un opportunista che si nasconde dietro alla scusa del I have to do the best for business ed una crudeltà abbastanza fuori luogo per uno spy movie costruito per non prendersi troppo sul serio con la conseguenza di rimarcare superficialmente la differenza tra buoni e cattivi (ma d’altronde non si pretende di avere un film alla 007, ma di mantenere quell’impronta fumettistica da cui Kingsman prende ispirazione)

Pecche non di poco conto che riescono parzialmente ad essere “censurate” dal coinvolgimento sentimentale e spettacolare delle ultime scene grazie ad un irresistibile duo pronto a diventare ancora una volta la carta vincente quasi sconosciuta ai piani alti, ma alla fine estremamente efficace per ripristinare l’ordine.

Un secondo capitolo  che naviga tra la sufficienza e qualcosa di più. Dove poteva andar peggio, ma poteva anche andar meglio se l’attenzione fosse stata incentrata anche sul contenuto dell’avventura diversamente poliziesca (ma questi sono gusti strettamente personali).

Di certo le basi per trasformarsi in “saga” ci sono tutte, l’importante è che gli sceneggiatori, produttori e regista si devono ricordare di rimanere fedeli al format creato (quindi un film d’azione con parti anche volutamente esagerate), ma di dover alzare l’asticella ad ogni nuova uscita, per non finire nel dimenticatoio molto in fretta.

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PRO: l’intrattenimento, quando il gioco si fa duro, ha lo stesso folle e spettacolare livello che abbiamo ammirato in The Secret Service.

CONTRO: questa volta la minaccia al pianeta Terra assomiglia è dettata esclusivamente dalla voglia di far del male e mi viene in mente un mascalzone di medio livello destinato a soccombere, dopo una piccola resistenza, ai cento pugni di Ken Shiro.

CONSIGLIO: ovviamente se non avete visto il primo Kingsman recuperatelo immediatamente, inoltre più che consigliare degli spy movie classici come possono essere i 007 o un Mission Impossible, meglio puntare su titoli tratti sempre da opere di Millar come per l’appunto Wanted e Kick-Ass. E se magari recuperare in edicola la collection di Kick-Ass male non fate!

 

 

 

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