Pensi al prossimo horror in uscita nelle sale, scorri le locandine a portata di pollici e intravedi, zitta sul fondo, la locandina del nuovo horror di Jason Zada, intitolato qua da noi Jukai – La Foresta dei Suicidi.

Ok, decido di dargli un’occasione, complice in primis la presenza della bella Natalie Dormer (quella delle scollature furenti ne Il Trono di Spade), ma dopo essere uscito dalla sala mi sono rimasti soltanto il rimpianto e l’amarezza di aver speso dei soldi per vederlo.

Ma andiamo con ordine, che tanto ce ne sta da raccontare.

LA STORIA DIETRO ALLA FORESTA

Pinchi JokaiSotto consiglio del Prof. Pinchiroli ho googlato in giro per la rete ho scoperto che la foresta mostrata nel film è Aokigahara, un luogo alle pendici del Monte Fuji dove la gente decide di andarsi a suicidare. Questa nomea ha radici profonde nel passato, quando molte persone andavano ad abbandonare i membri anziani, o infermi, della propria famiglia all’interno del bosco.

Molti racconti sfociano nell’esoterismo, indicando che gli ubasute (le persone suddette) morivano per poi trasformarsi in Yūrei, essenzialmente dei fantasmi cattivi che possono infestare una zona, o tormentare qualcuno.

Chiarezza vuole che in Jukai, con tanto di riferimenti poco chiari che vedremo poco dopo, gli spiriti non solo appaiono “incazzeti”, ma anche pronti a sviare le persone che si perdono all’interno della foresta fino ad arrivare al punto di farli suicidare.

Sara Price (Natalie Dormer) riceve una chiamata dalla polizia giapponese, dove le viene annunciato che la sorella gemella Jess è morta dopo che si è addentrata nella foresta di Aokigahara. Superata la botta iniziale, Sara decide di partire alla volta del Giappone per cercarla, visto che una parte di lei è convinta che la sorella sia ancora viva.

Arriva lì, tutti le dicono che non è possibile e qualcuno la prende pure in giro. Fatto sta che dopo aver incontrato fortuitamente un giornalista australiano di nome Aiden (Taylor Kinney), il caso vuole che lui conosca un ranger del parco pronto ad accompagnarli il giorno dopo dentro la foresta per cercare ‘sta Jess benedetta. Bene, fin qui nulla di male.

Devo dire che il mio interesse, oltre alla parte esoterica, ha cominciato a trottare in direzione della sorella. Le domande sono le solite: quale trauma infantile può aver avuto? Come influirà sugli spiriti/mostri/demoni/comparsate che potranno apparire in loco? Ecco, tutti i quesiti più genuini che una mente logica poteva partorire sono rimasti praticamente là, per colpa di una storia narrata male e costruita peggio.

CARLETTO FA’ PIU’ PAURA!

Il ranger Michi (Yukiyoshi Ozawa) ci mette pure la goccia filosofica: se è presente anche un solo accenno di tristezza nel vostro cuore mentre entrate nella foresta, questa la userà contro di voi per farvi letteralmente impazzire tentando, come ultima ratio, la via del suicidio.

A parte che adesso qualcuno mi deve spiegare come fanno le selezioni dei ranger, visto che una minima punta di tristezza ce l’ho io pure quando esco dalla fumetteria, ma non ho minimamente compreso il motivo per cui lo stesso Michi fa spallucce dicendo che portarsi una tenda là è pericoloso. Vabbè Michi, vuoi depistarci?

Sono molto incazzeto!

Sono molto incazzeto!

Senza entrare oltre nel dettaglio della trama, sia mai che vi spoilero il finale, quello che non riesce a colpire di Jukai è proprio la componente horror psicologica, troppo snaturata e scollata da quello che dovrebbe essere il concept anima della pellicola. Girando tra gli alberi del bosco non si avverte un minimo trasalimento, manca proprio quel brivido quasi viscerale che ci viene regalato dalla tipica paura del “lupo cattivo” ed anzi, tutto si trasforma in una serie di jump scare poco credibili e ripetitivi.

Tali elementi finiscono per far camminare la storia verso il viale del fallimento, complice probabilmente la perdita di focus verso i personaggi protagonisti, di cui a tutti gli effetti non si capisce poi la vera storia. O almeno, tra illusioni e nachos tirati per aria, l’attenzione un po’ si perde!

Detto questo, almeno per concludere, il film fa tutto tranne che paura. Ed è un peccato, perché anche in passato la stessa location non ha prodotto risultati convincenti neanche con la Foresta dei Sogni, film di Gus Van Sant avente come protagonista Matthew McConaughey. Sarà che magari ‘sta foresta porta davvero sfiga?

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Angry Pip BoyPRO: Natalie Dormer è sempre bella da vedere, sia da bionda che da mora

CONTRO: Un film come Jukai può allietare al massimo il sabato pomeriggio a sconto, ma proprio tirato per le orecchie se non c’è nient’altro!

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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