Cars 3 è un film d’animazione diretto da Brian Free, distribuito dalla Walt Disney Studios Motion Pictures, al cinema dal 14 Settembre 2017.

Nell’ambito sportivo i bei tempi, gli anni di spensieratezza o se preferite i momenti di massima gloria sono destinati a finire per tutti gli atleti. E nella testa di ognuno di loro, man mano che l’acqua passa sotto ai ponti, si insidia pericolosamente ed insistentemente la parola ritiro per poi venire spesso rigettata completamente a mare alla stregua di un pescatore ritrovatosi nell’amo una misera scarpa rotta invece di un pesce.
La paura di appendere agli scarpini al chiodo è una sfida ostica che vorremmo evitare per il resto dei nostri giorni, ma come disse saggiamente Samuel Parrish, nel celebre film Jumanji, “un avversario prima o poi va affrontato” e Saetta McQueen si prepara a far tramontare la propria leggenda dopo aver appurato di non essere più ormai di primo pelo.

 

UN TERZO CAPITOLO ALL’INSEGNA DEL NEVER GIVE-UP O QUASI

La strada verso l’inizio della fine si discosta abbastanza dai precedenti capitoli soprattutto per la serietà con cui vengono descritti gli ultimi sussurri di carriera di un fuoriclasse che, come il grande Rocky Balboa, è intenzionato ad utilizzare le ultime energie a disposizione per ricevere un’ultima standing ovation aldilà del risultato della gara.

Man mano che andiamo avanti con l’avventura, ho percepito questa sensazione di ansia, pressione e voglia di chiudere in bellezza di Saetta che si scontra con i dolorosi cambiamenti per diventare great again ed un “ostacolo” corrispondente al nome di Cruz Ramirez, la spalla forzata del protagonista, che si identifica troppo con il buon vecchio Cricchetto risultando prevedibile dalla sceneggiatura ed occupando (malgrado nei titoli di coda ci fosse una valida ragione) quasi tutto lo spazio a discapito dei vecchi e simpatici personaggi.

Con il finale “The Champ” smette di assomigliare al pugile forza, cuore e testa usando soltanto quest’ultima caratteristica per stupire ancora ed allo stesso tempo scacciare determinati stereotipi duri a morire.

Cars 3 01
Una cosa che il Saetta rookie mai avrebbe pensato di portare a termine se non fosse inciampato per sbaglio a Radiator Springs per disprezzare ed infine adorare i cittadini del posto ricevendo in cambio, grazie al loro supporto, sia successo, sia la capacità di abbattere l’egocentrismo del tipico giovane ambizioso.

Il nemico è sconfitto ed i classici festeggiamenti possono iniziare con la sicurezza che una stella è tramontata, ma un’altra sta per illuminare il cielo come non si era mai visto prima.

Una storia profonda ed educativa come soltanto la Pixar è in grado di raccontare terminata con un significativo colpo di scena che potrebbe aprire il discorso per uno spin-off il quale ci auguriamo sia soltanto un’ipotesi campata in aria perché per quanto Cars sia stata una bella sorpresa ha finito il suo ciclo proprio come il protagonista.

Tuttavia meglio non “cantar vittoria” troppo presto come è accaduto ad esempio a Toy Story che, per quanto i registi abbiano dichiarato che varrà la pena ritornare nel mondo dei giocattoli, le questioni economiche sono, molte volte, la ragione principale specializzata nel cancellare qualunque tipo di obiezione anche per le teste dure.

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PRO: Cars 3 ha il pregio di rinnovarsi allontanando i timori di una minestra riscaldata che spesso è il pane quotidiano dei sequel.

CONTRO: il co-protagonista risulta abbastanza fiacco e per nulla divertente quando serve rispetto a Cars e Cars 2.

 

 

 

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