Sono ormai passati cinque anni (minchia, già cinque…) dall’uscita del terzo episodio di una delle saghe videoludiche più amate di sempre. Era infatti il 15 maggio del 2012 quando Diablo 3 fece il suo debutto per computer, seguito l’anno dopo dall’adattamento per console. Il lancio del titolo fu una vera e propria bomba nel mercato dei videogiochi, stabilendo diversi record di vendita (e prevendita) per un titolo atteso con trepidazione dopo i successi di critica e pubblico dei primi due capitoli.

Welcome to Tristram ?

Dopo un inizio travagliato (vi ricordate l’ormai famigerato errore 37 che per due giorni dopo il lancio accompagnò condito da sonore bestemmie l’impossibilità di giocare?) Diablo 3 era finalmente disponibile e giocabile!

 

Hello… it’s me again

Dopo un iniziale periodo di entusiasmo generale però cominciarono ad apparire le prime falle di un gioco che, ahinoi, nascondeva molte ombre.

A fronte di un comparto tecnico davvero impeccabile soprattutto a livello grafico, Diablo 3 evidenziò problemi di gameplay, legati alla frustrazione e alla difficoltà di poter migliorare il proprio equipaggiamento per permettere di affrontare i livelli di difficoltà maggiori in maniera ottimale.

Non fu sufficiente una storia accattivante e un ottimo sistema di gestione delle abilità delle varie classi (ben cinque al lancio) a mascherare problematiche più profonde, che fecero cadere il titolo in un oblio precoce.

Reaper of Souls e affini

Fortunatamente però la Blizzard da sempre si è distinta come software house che presta l’orecchio ai suggerimenti della comunità e in questi tre anni di cambiamenti ce ne sono stati molti e tutti mirati a rendere l’esperienza di gioco migliore e più soddisfacente.

Con l’uscita della prima espansione, Reaper of Souls, contestuale alla chiusura della casa d’aste (che permetteva di comprare equipaggiamenti pagando valuta reale) alcuni grossi cambiamenti furono introdotti nel gioco.

Fu introdotta cosi una sesta classe: il Paladin… ehm il Crociato e la struttura di gioco venne resa più corposa con l’aggiunta di nuove modalità, come i Varchi dei Nephilim e gli Incarichi, mirati ad aumentare la longevità del titolo. Reaper of Souls permise inoltre di proseguire nell’avanzamento dei personaggio anche oltre il raggiungimento del livello massimo (portato al 70) con i livelli Paragon.

Un’altra grande novità, pochi mesi dopo Reaper of Souls, fu l’introduzione delle Season. Molto molto molto simili alle care vecchie Ladder di Diablo 2, le Season permettono al giocatore, in un tempo limitato, di affrontare l’esperienza di gioco con nuovi personaggi per ottenere reward esclusivi, da semplici banner o elementi cosmetici, fino a follower o addirittura oggetti leggendari esclusivi.

E’ in questo contesto quindi, di gioco vivo e vegeto, che un paio di settimane fa è stata rilasciata una nuova espansione, che riporta nel mondo di Tristram una delle classi più amate di Diablo 2: il Negromante.

 

 

Come il già presente Witch Doctor, il Negromante si presenta come classe di natura magica. Basata sull’utilizzo di minion di svariate forme e dimensioni (golem, scheletri, maghi nonmorti…) è davvero un tuffo nel passato per i nostalgici del negromante in Diablo 2.

La morte è solo l’inizio

Gli incantesimi e le evocazioni che abbiamo imparato ad amare con il precedente capitolo infatti sono state tutte riportate in questa nuova versione, unite a nuove abilità del tutto nuove.

 

A differenza delle altre classi però il Negromante non utilizza il solito mana, ma una nuova risorsa chiamata Essenza. La particolarità è che l’Essenza non gode di rigenerazione automatica col tempo, come appunto col mana, nè viene caricata in situazioni particolari, come la Rage del Barbaro.

Sarà quindi fondamentale riuscire a bilanciare le abilità primarie e secondarie onde evitare di rimanere letteralmente con le braghe calate di fronte alle orde di nemici che ci aspettano desiderose di farci a pezzettini.

Come dicevo, le abilità a disposizione del Negromante sono composte da un revival di vecchie glorie come le evocazioni di scheletri e golem, l’Esplosione Cadaverica e il sempiterno Spirito d’Ossa ben completate da nuove skill come il Simulacro (che replicherà per un tempo limitato le nostre abilità) o il Flusso di Sangue, vero e proprio “blink” simile a quello utilizzato dal Mago, vitale per potercela dare a gambe quando le cose si metteranno al peggio.

 

Corpse goes boom!

 

Una cosa che mi ha colpito particolarmente in maniera positiva è la possibilità di utilizzare diverse build combinando svariate abilità, senza perdere di efficacia anche nei livelli di difficoltà più elevate. D’altrocanto, se è pur vero che potete girare le lande desolate di Tristram senza alcun servitore, perchè dovreste farlo???

Minions… minions everywhere!

La abilità legate ai servitori infatti sono davvero ben progettate.

Il Dominio degli Scheletri, per esempio, non solo permette l’evocazione automatica del vostro personale esercito di scheletri, ma permette di focalizzare attentamente i loro attacchi mentre l’utilizzo del Golem e dei Maghi Scheletrici fornisce un ottimo sistema di controllo dei minion nemici, unito a potenti cooldown che faranno a pezzi i vostri nemici sul campo di battaglia.

Sempre paragonandolo al Negromante di Diablo 2 (che ci volete fare… sono un nostalgico) sono proprio queste abilità quelle che risultano maggiormente migliorate rispetto al secondo capitolo del gioco e, cosa non da poco, non dovrete più sorbirvi le lamentele dei vostri compagni di gioco di fronte ad un eccessivo ingombro sullo schermo di servitori difficilmente controllabili.

 

Come farsi voler bene dalla CPU e dai compagni di party

 

Ma è tutto oro (e ossa) quello che luccica? Il fascino del Negromante nel mondo di Diablo è innegabile, a maggior ragione se unito a una realizzazione davvero ineccepibile. Certo il prezzo forse un pò troppo elevato (€ 14,99, acquistabile tramite la pagina Battle.net di Diablo 3, ricordando che è possibile comprarlo anche tramite il Saldo Blizzard dove potreste sfruttare i gold di World of Warcraft tramite il sistema dei Token) potrebbe far storcere il naso a qualche giocatore, soprattutto se non interessato alla nuova classe messa a disposizione dalla Blizzard per contrastare il regno del male di Diablo.

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Onnivoro fumettofilo. Appassionato di cinema horror e di Hitchcock. Videogiocatore da divano. Gli piaccioni i mostri.

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