Correva l’anno 2006 quando Square Enix decise di pubblicare il dodicesimo capitolo di Final Fantasy. Roba da far accapponare la pelle, non tanto per la qualità del prodotto (di cui discuteremo a breve) ma perché sono passati la bellezza di dieci lunghissimi anni.

Era il periodo della spensieratezza del liceo, delle partite di basket emulando Slam Dunk e dei –tanti, tantissimi– giochi fatti sulla mia PlayStation 2. Nel caso in questione, Final Fantasy XII mi colpì non tanto per il suo gameplay (comunque innovativo sulla carta se paragonato ai precedenti), tanto più per l’incredibile, mastodontica, colossale storyline piena di colpi di scena, tragici segreti e trame politiche più infogliate di un gibbone in calore.

In un panorama ricco di remastered come il nostro al giorno d’oggi, questa versione titolata The Zodiac Age cerca di sistemare non tanto il comparto grafico, che ha comunque visto un piccolo miglioramento, quanto più di rivedere il gameplay asservendolo alle necessità dei “giocatori di oggi”.

Che cosa intendo? Abbiate un po’ di pazienza, che fra poco ve lo dico.

La terra di Ivalice, che confina con la Puglia se volete andarci a fare un viaggio, è in pieno tumulto. L’invasione di Nabradia da parte dell’impero di Archadia porta infatti il paese in guerra, rovinando le liete nozze della principessa Ashe con il principe Rasler.

Mentre il principe decide di morire durante la battaglia di Nalbina, la principessa Ashe fa invece harakiri qualche giorno dopo, consegnando di fatto il regno nelle mani dell’impero. Il complotto prosegue, con tanto di colpo di scena quando il capitano Basch fon Ronsenburg decide di uccidere il sovrano rimasto in vita, di fatto solo per impedirgli di firmare un armistizio con l’invasore.

L’impero vince, passano due anni e Vayne Solidor, figlio maggiore dell’imperatore, diventa console di Dalmasca. Pensate che finisce qui? O, poveri ingenui. Questo palcoscenico degno di una tragedia shakespeariana tira fuori il meglio di sé battuta dopo battuta, inscenando un perfetto scenario dove si fa difficoltà a capire chi vuole far cosa, e per conto di chi.

Final Fantasy XII Zodiac Age 01

Ciao a tutti, il mio nome è Vaan!

Nel ruolo di un giovane ladruncolo di nome Vaan, a noi giocatori resta l’arduo compito di risolvere il rebus di questa settimana enigmista decisamente avvincente. E fidatevi, perché il viaggio vale proprio la pena, anche se ripercorso a distanza di tanto tempo dall’ultima volta che, felicemente, vi eravate presi una settimana di ferie unicamente per giocarci.

La trama è veramente superba e ogni tassello del puzzle ha un suo perché, tanto da invitarci spesso a riflettere sul perché di determinate azioni. Sacrificio, ideali, lealtà verso il proprio regno, sono tutte sfaccettature di un gioco che ha una sua maturità alle spalle di questo intreccio narrativo.

Inutile proseguire oltre, non voglio rovinarvi l’esperienza qualora non siate già stati in viaggio per le terre di Ivalice (che tra l’altro fungono d’ambientazione nei bellissimi Tactics).

Più in alto vi parlavo del gameplay, giusto? Allora, se ben ricordate Final Fantasy XII è stato il primo capitolo della saga a rivoluzionare il concetto di “combattimento a turni”, proponendo a tutti gli effetti un sistema più dinamico e reattivo, dove effettivamente veniva totalmente abolita la transizione tra fase esplorativa e fase di combattimento.

Vi ricordate quando giravate la grotta di Ifrit sapendo che, da un momento all’altro, sarebbe comparso il solito manipolo di Pyros pronto a rompervi i coglioni? Ecco, diciamo che la musichetta di transizione, che ha tormentato le notti di plenilunio di noi giocatori, lascia finalmente lo spazio ad una piacevole colonna sonora ricca di pathos (ci ha messo le mani Hitoshi Sakimoto, mica cotica).

E se già questo sistema “attivo” aveva fatto presa sui giocatori, al tempo della sua uscita, quest’oggi viene addirittura incentivato dalla possibilità di velocizzare letteralmente il gioco, di fatto riducendo drasticamente tutte quelle sessioni di farming che hanno messo alla prova anche il più paziente dei bonzi. Per questo inizialmente parlavo delle “necessità dei giocatori di oggi”, visto che a tutti gli effetti si è notato sempre più frequente un atteggiamento di fretta, ed in alcuni casi addirittura di ricerca della semplificazione.

Secondo voi è un caso che moltissime boss-fight legate ai contratti siano state semplificate? Secondo me no. Ma non è un problema, fateci attenzione. Anche perché alla fine la Zodiac Age propone anche due diverse modalità di New Game Plus, così da accontentare coloro i quali vogliono cimentarsi in sfide più ostiche. Esiste infatti la possibilità di avviare una partita in Strong Mode, partendo dal livello 90, oppure in Weak Mode, dove ogni personaggio non riceve nemmeno un punto esperienza.

Final Fantasy XII Zodiac Age CombatMa le novità non sono certo finite qui. Questa versione restaurata propone anche un certo tipo di diversificazione in sede di crescita del personaggio, che si discosta –finalmentedalla gestione piatta che vedemmo nella versione del 2006. Al posto di fornire una scacchiera di licenze praticamente uguale per tutti, adesso il gioco segue l’ordine dei segni zodiacali inserendo dodici scacchiere diverse per ogni classe, le quali una volta scelte non saranno più sostituibili.

In questo modo potremo avere nel gruppo membri veramente utili, ed in qualche modo combinabili al fine di uscire vittoriosi da qualsivoglia combattimento. Tale caratteristica, associato all’onnipresente sistema di gambit, produce un piacevole ritmo durante le vostre sessioni di gioco, che possono diventare gestionali (passatemi il termine) durante il farming delle risorse, e poi dinamiche quando vi trovate in procinto di effettuare scontri un pochettino più ostici.

Considerazioni a piè di pagina

In un panorama dove sempre più spesso assistiamo alla messa sul mercato di prodotti rimasterizzati per l’occasione, questa particolare versione Zodiac Age colpisce non tanto per il suo restyle, tanto più per la serie di accorgimenti al gameplay che lo svecchiano totalmente, proponendolo ai giocatori in una veste molto più giovanile ed al passo con i tempi.

Peccato che non si sia operato di più sul comparto grafico, magari proprio per riuscire a sfruttare meglio la potenza di calcolo della console. Se non avete mai avuto il piacere di girare per le terre di Ivalice fatevi un favore, giocatevelo dall’inizio alla fine. Non ve ne pentirete!

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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