Non mi potrò mai dimenticare quel momento in cui, all’età di circa dodici anni, vidi per la prima volta nelle vetrine di un negozio di Lido di Camaiore (ero in vacanza con i nonni!) Colin McRae Rally per Playstation 1. Non ricordo con precisione cosa scattò nella mia testa, ma vedere quella Subaru Impreza in volo, fece subito scattare l’amore.

.. e fu subito amore a prima vista!

A distanza di quasi 20 anni, nonostante la mia saggezza (perché io non invecchio!)  sono ancora qui ad esaltarmi all’uscito di un capitolo di quella che, nel corso di questo lasso temporale, è diventata – insieme alla Formula 1 – una delle mie discipline automobilistiche preferite.

CURVA DOPO CURVA 

Tornando ad un anno e mezza fa,  sono ancora convinto che l’esperienza di DiRT Rally fu appagante ma anche terribilmente punitiva per coloro che non amano la meticolosa precisione che questa disciplina richiede. Il titolo di Codemasters riusciva nell’intento di offrire questo tipo di esperienza, a tratti “terribilmente” simulativa.

DiRT 4, invece, sceglie una strada diversa, fatta di compromessi e di mani tese verso il giocatore che non ha dimestichezza con il genere. Il rigore simulativo è un punto di arrivo, mentre quello di partenza è legato ad una componente più accondiscendente e arcade.

Tutto questo porta nella mani dei giocatori come me un titolo sicuramente divertente ma allo stesso tempo, forse, un po troppo legato a certi compromessi. Fortunatamente poi si scende in pista, e li, tutto sparisce.

DiRT 4 è un tripudio di curve, fango, ghiaia e perfezione automobilistica. Tutto questo è ulteriormente avvalorato dal fatto che, mancando le licenze ufficiali del campionato, gli sviluppatori si sono potuti sbizzarrire nel creare una serie di contenuti che vanno a soddisfare tutte le tipologie di giocatori. Da mezzi storici a livree personalizzabili fino ad arrivare alla possibilità di crearsi la propria squadra.

Ecco quindi che “your stage” diventa forse la novità più interessante dell’intero pacchetto. Le tappe, di fatto, vengono generate in maniera procedurale, in modo che ogni tracciato sia sempre diverso (anche se poi, in realtà, una volta imparate tutte le curve, si tratta semplicemente di un susseguirsi di queste in maniera “randomica”) da quello corso in precedenza.

A questo elemento si affianca la presenza di varianti come Landrush  e Rally Cross, prese di peso da DiRT 3 e  portate all’interno di questo capitolo per soddisfare i palati di coloro che amano e preferisco corse un po più light.

Inutile dire però che, il meglio di se, nonostante qualche piccolo compromesso, il gioco lo da nel suo passaggio alla variante simulativa. Dimenticatevi degli aiuti, dei ritenta, di tutte le comodità date dall’elettronica e provate a cimentarvi in sfide che devono rasentare la perfezione.

Quella è la vera essenza del rally, quella che circa vent’anni fa mi ha fatto innamorare di Colin McRae Rally e ancora oggi mi fa esultare davanti alla tappa perfetta.

Riparare danni (si può creare il proprio team e addirittura assumere persone che ricoprano i ruoli chiave al suo interno), fermarsi davanti al commissario a fine tappa, sbagliare una curva e bucare una gomma, sono tutti dettagli che trasmettono le giuste sensazioni a coloro che giocano.

Come dite? Non avete conoscenza in questo campo? Tranquilli, la DiRT Academy (una sorta di scuola di rally presente all’interno del gioco), è aperta apposta per voi!

Una volta che vi sentirete sicuri, vorrà dire che sarete pronti a cimentarvi anche nella componente online in cui ci si può sfidare in simultanea grazie a Landrush e Rally Cross, oppure attraverso tempi sempre più bassi nella variante rally classica che offre anche la possibilità di vedere le leaderboards condivise.

COMMENTO FINALE

Potremmo stare a discutere su tutti i cavilli tecnici – anche se nel complesso ci troviamo davanti ad un capitolo che offre una solida componente visiva e soprattutto sonora – e sul bilanciamento tra simulazione e arcade, ma la verità è che DiRT 4 riesce nell’intento di trasmettere a chi gioca le ottime sensazioni del rally. Se siete amanti di questa disciplina come me, non potete farvelo scappare. Fidatevi.

 

 

 

 

 

About Author

Giocatore onnivoro. Amante dei boardgame anche se non vince mai. Un amore smisurato per il cinema. Insomma, ho tutte le malattie di questo mondo. Con tanta dedizione, ed un po di culo, sono riuscito a farlo diventare il mio lavoro. Qui però posso sproloquiare alla grande.

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