Per una persona come me nata nei primi anni Ottanta, il nome di Micro Machines evoca ricordi piacevolissimi.

Con ansia si aspettava il proprio compleanno o la fine della scuola, dopo essersi impegnati per mesi, per poter ricevere in regalo l’agognata cassetta/città delle Micro Machines.

Micro Machines City

L’oggetto dei desideri di molti di noi da bambini!

Ed è proprio sulla nostalgia, che i ragazzi della Codemasters hanno puntato decidendo di riportare alla ribalta questo franchise.

Era un sacco di tempo che Micro Machines non aveva una sua trasposizione videoludica, da quel V4 uscito ben 11 anni fa che e ben 20 da V3 che ebbe all’epoca un successo non indifferente, sia a livello di critica che di pubblico.

Online, croce e poca delizia

Parlando di Micro Machines World Series, bisogna fare una premessa molto imporante.

Il titolo non presenta una modalità di gioco single player, ma è fruibile solo online, con la possibilità di accordarsi sia in solo che in party, con un processo di match making velocizzato dalla presenza di Bot nel caso in cui non ci siano abbastanza giocatori presenti per creare velocemente una partita.

Il giocatore quindi non avrà la possibilità di “allenarsi”, conoscere piste, macchine e tutto quanto quello che riguarda Micro Machines World Series, ma sarà immediatamente catapultato nella mischia, trovandosi, soprattutto nelle prime partite, completamente spaesato.

A parte questo particolare (che può risultare un pregio o un difetto, a seconda dei gusti), esploriamo insieme cosa ha da offrirci questo titolo.

Dopo un breve tutorial, ci ritroviamo nel menu’ di selezione modalità di gioco.

Abbiamo 4 opzioni: Special Events, Quick Play, Ranked Match e Skirmish.

Gli Special Events sono, per l’appunto, eventi a tempo limitato che ci permetteranno di raccogliere bauli che contengono elementi estetici per i nostri veicoli.

Il cuore del gioco risiede invece nel Quick Play dove verranno presentate 3 opzioni: Race, Battle o Elimination.

Race e Elimination sono modalità molto simili fra di loro, con la semplice differenza che la prima rappresenta la classica corsa (con 12 veicoli in gara) in cui cerchi di finire in prima posizione i giri previsti, mentre la seconda è una “last man standing” ossia una modalità in cui lo scopo è sopravvivere per ultimo sulla pista (senza bisogno quindi di tenere la testa della gara, anzi a volte può essere controproducente).

Micro Machines Race

La resa grafica dei veicoli e dei tracciati è di ottima fattura (da notare i power up NERF)

Proprio in queste modalità che si nota forse il più grande difetto di Micro Machines World Series ossia l’estrema ingorvernabilità dei veicoli. Anche provando i diversi tipi di veicolo a disposizione , la sensazione che la macchina che guiderete se ne vada sempre per fatti suoi (il sovrasterzo regna sovrano) è troppo accentuata e il sistema di controlli non permette nessun tipo di errore.

Anzi, il fatto che nelle piste ci siano zone non protette sui lati, vi porterà (soprattutto nelle prime partite) il più delle volte a fare dei voli fuori tracciato che vi relegheranno nelle ultime posizioni (o nell’Elimination mode fuori gara) dovuto anche alle collisioni a catena che fanno sembrare la prima curva di SPA una passeggiata. In un periodo in cui titoli come Mario Kart sviluppano e implementano sistemi di guida facilitata, Micro Machines prende la strada diametralmente opposta (anche se bisogna capire se volontariamente o meno).

Durante la gara, come da tradizione di ogni racing game di questo genere, ci saranno alcuni punti della mappa dove compariranno dei power-up (brandizzati NERF!) che ci permetteranno di infastidire i nostri avversari. Non aspettatevi teschi blu della morte, ma semplici armi per rompere le uova nel paniere alle altre macchine.

Il Battle Mode invece è sicuramente quello più interessante e forse riuscito di tutto Micro Machines World Series.

In questa modalità decisamente da MOBA abbandoniamo i tracciati classici (che per dovere di cronaca bisogna ricordare sono 10) e si entra in mappe costruite appositamente.

Ogni veicolo avrà armi e cooldown specifici (tra cui anche una ultimate) a  disposizione per affrontare una delle 3 sub-modalità presenti: Capture The Flag, Bomb Delivery o King of the Hill.

Capture The Flag è la classica modalità presente in mille altri giochi dedicati al PVP il cui scopo è quello di prendere la bandiera dalla base avversaria e riportarla nella nostra, mentre si difende la propria bandiera.

Bomb Delivery è praticamente l’opposto ossia bisogna recuperare una bomba al centro della mappa e portarla nella base avversaria e riuscire a tenerla in quella zona per un determinato periodo di tempo per permettere all’ordigno di esplodere e segnare il punto.

Queste arene sono sicuramente più divertenti e stimolanti in quanto non saranno semplici tracciati con rettilinei e curve da affrontare, ma saranno vere e proprie arene PVP multilivello con trappole (molto bello scaraventare le macchine avversarie nel tagliaerbe per esempio), ventole da usare a mo’ di ascensore, salti e tanto altro ancora.

La modalità King of the Hill invece è una classica rissa in cui sfiziarsi nel creare scompiglio e distruzione.

Micro Machines PVP

Le modalità PVP sono sicuramente la parte riuscita meglio di Micro Machines World Series

Le Ranked Match si sbloccano invece al 10 livello (si, perchè esiste anche un livello di esperienza personale) e ci permetteranno di competere con altri giocatori come, per l’appunto, nel più classico dei MOBA, anche se c’è da dire che la season è ancora non attiva.

Skirmish invece ripropone le stesse modalità del Quick play con la differenza che ci permette di preparare un team in local e affrontare altri giocatori o AI online.

Rispetto ai vecchi titoli Micro Machines bisogna notare anche l’esiguo numero di veicoli a disposizione (solo 12) rispetto alle decine presenti per esempio in V4.

Partecipando alle gare online si acquisiscono in base ai propri risultati punti esperienza che ci permettono di passare di livello. Ad ogni livello acquisito avremo possibilità di aprire delle lootbox in cui saranno presenti customizzazioni grafiche o audio dei 12 veicoli (e nel caso di doppione riceveremo monete d’oro che serviranno ad acquistare gli aspetti mancanti).

Se dal punto di vista del gameplay le pecche di Micro Machines World Series non sono assolutamente poche (anche se il Battle Mode risulta abbastanza divertente), dal punto di vista tecnico la storia è molto diversa.

Il gioco è frenetico,colorato e ben realizzato dal punto di vista grafico e non ho mai avuto esperienza di rallentamenti su schermo anche con tutti i veicoli in zona contemporaneamente che sparavano tutte le loro abilità speciali e considerando la velocità a cui si gioca bisogna lodare i programmatori di Codemasters.

Considerazioni finali

Micro Machines World Series risulta un prodotto che avrebbe potuto sicuramente dare molto di più e nello stato attuale delle cose non merita di certo un giudizio completamente positivo. Certo, il prezzo ridotto (30 euro) è un ottimo incentivo per l’acquisto, ma al momento non credo che basti. Codemasters deve lavorare su alcuni fattori importanti (in primis la difficoltà di guida dei mezzi e successivamente sull’esiguo numero degli stessi), magari con delle patch (o DLC) futuri.

Inoltre l’obbligatorietà dell’online è cosa molto fastidiosa in quanto spesso e volentieri ci si ritrova a giocare con tanti Bot e pochi avversari umani e a quel punto una modalità single player (o multi in locale) sarebbe stata estremamente gradita.

 

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Spazia in tutti i campi dell'universo nerd: videogiochi, comics, manga, serie tv, board game, GDR senza tralasciare una vera e propria ossessione per il calcio (e il fantacalcio) e altri sport in maniera minore. Cosplayer a tempo perso, talvolta si ricorda anche di lavorare e molto più raramente di dormire.

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