Cities Skylines Cover

Cities: Skylines

Può un titolo manageriale fare la differenza anche su console?

Devo ammetterlo. Quando sento che alcuni titoli prettamente gestionali, nonché ideati per rispondere intuitivamente ad una configurazione mouse/tastiera, vengono pubblicati anche su console un po’ mi si occlude la vena sul collo. Prima che me lo domandiate: Si, sono bigotto, forse un po’ troppo pc-oriented e vivo di preconcetti vecchi almeno 6000 anni.Cities Skylines Sindaco1

Non facciamocene una colpa, in fondo abbiamo tutti i nostri vizi e pregiudizi, ma penso che dopo il mio breve preambolo starete già ridendo immaginando la mia faccia davanti alla copia fisica, per Xbox One, di Cities: Skylines.

Tanto per essere precisi, no, non è una delle tante facce presenti sul poster di Nymphomaniac. Diciamo che, più che altro, si avvicina ad un’immagine più o meno simile al tizio dell’Urlo di Munch!

Ed il motivo è molto semplice. La bontà delle opere manageriali, dai tratti totalmente hardcore per i puristi del settore nonché immaginate per essere asservite all’utilizzo su PC, possono finire per scontrarsi –inevitabilmente– con l’assenza di immediatezza dettata dalla mancanza del mouse. Una sensazione che avevo già provato, in passato, con titoli di questa tipologia, dove la preghiera è sempre stata quella di assistere ad una conversione funzionale e responsiva.

La stratificazione di menu presenti in questo titolo, insieme alle innumerevoli possibilità legate al city-building più spinto, saranno stati tenuti in considerazione dai ragazzi di Tantalus (curatori del porting sul fronte tecnico)?

A quanto pare sì. Dopo aver creato la mia città dei sogni, scegliendo il territorio su cui fondarla insieme ad un nome altisonante, mi sono catapultato direttamente nell’avventura avendo tra le mani alcuni spiccioli e tanti, tantissimi, buoni propositi. Pensate che bastano? Insomma, anche perché qui si comincia proprio dalle basi, con un’autostrada moncata pronta a ricordarti che non sei nessuno.

Cities Skylines Sindaco2Da bravo pittore –che non sono– ho sfruttato questo senso di vuoto per creare un abbozzo di città, costruendo un sistema di strade piuttosto articolato insieme ad una serie di edifici residenziali, commerciali ed industriali. Servizio idrico e fognario messo online, manca solo quello elettrico che inizialmente non costruirò per far risparmiare soldi ai contribuenti (che sindaco premuroso!). Parlando in questo caso di possibilità di costruzione, il gioco presenta quasi tutte le caratteristiche viste su PC, tranne alcuni degli aggiornamenti e due dlc utili a rendere un po’ pepato il gameplay, ovvero Snowfall e Natural Disasters. L’unico contenuto aggiuntivo presente in questo pacchetto per Xbox One è After Dark, essenzialmente dedicato al miglioramento del ciclo giorno-notte.

Il feeling pad alla mano è piacevole, complice sicuramente una configurazione comandi piuttosto immediata ed agevole. La gestione della telecamera viene seguita dai due stick analogici, con relative funzioni alla pressione dei medesimi relative ad attivazione tutorial e gestione tempo, mentre i grilletti analogici permettono di poter zoomare a dovere lo scenario, seguendo la normale routine di costruzione grazie ai tasti X e Y.

Un buon lavoro, per definizione, che però viene interrotto freddamente da un comparto tecnico claudicante, che serve il fianco a cali di framerate piuttosto vistosi non appena aumentano le opere costruite nello scenario. Certo, non parlando di un titolo tipicamente action il problema non disturba più di tanto, però è comunque una piccola pecca da dover citare in sede di recensione, soprattutto quando si parla di titoli sviluppati per la current-gen.

Da sottolineare, per puro piacere e dovere di cronaca, il fatto che Colossal Order abbia replicato l’ottimo lavoro svolto con la serie Cities in Motion, proponendo una gestione del sistema dei trasporti praticamente perfetto, alla stregua di un qualsiasi simulatore di settore.

Considerazioni a piè di pagina

L’opera riscritta dagli sviluppatori finlandesi per console Xbox One non mi è dispiaciuta nella sua totalità, se non altro perché ho apprezzato tantissimo l’intenzione, il tentativo, l’azzardo di portare un titolo così di nicchia (per il suo genere) all’interno del mondo delle console. Il gioco sa farsi voler bene e lo consiglio, senza riserve, a chi ama questo genere ma non possiede un computer per giocarci.

Autore dell'articolo: Simone Rampazzi

Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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