Mi sono sempre chiesto perchè Wonder Woman e il grande schermo si odiassero in maniera cosi atavica.

Un odio protratto per ben 76 anni. Tanto ci è voluto infatti per poter ammirare le gesta della principessa di Themyscira riportate sul grande schermo. Un fatto davvero molto strano, soprattutto se si pensa allo “status” di Wonder Woman all’interno del mondo fumettistico della Distinta Concorrenza.

Membro fondatore della Justice League e ancor più importante appartenente alla santissima Trinità di casa DC insieme a Superman e Batman, la bella e forte Diana Prince sembra essere stata dimenticata per anni dal mondo cinematografico, mentre colleghi molto meno illustri di lei godevano del trattamento cinematografico (caso emblematico il signore nella foto qui sotto che magari non tutti riconoscono)

Anche a me hanno dedicato un film e a te no! Gne gne gne!

Col nuovo corso DC però le cose erano destinate giocoforza a cambiare e dopo una breve comparsata in Batman V Superman è finalmente giunto il momento del debutto in solo con la pellicola a lei dedicata.

Il risultato è valso l’attesa? Andiamolo a scoprire.

Wonder Woman: anno zero.

Dopo le ciofeche (chiamiamo le cose con il loro nome per la miseria) partorite sotto il nome di Suicide Squad e Batman V Superman devo ammettere che la paura di trovarmi di fronte all’ennesimo film sconclusionato era tanta ma posso dire tranquillamento che all’uscita dalla sala i miei timori si sono rivelati (quasi) del tutto infondati.

Le due ore (e più) in compagnia di Gal Gadot e compagnia amazzone infatti scorrono via riuscendo a intrattenere e divertire in una pellicola non certo esente da difetti, ma che riesce laddove le precedenti pellicole con marchio DC avevano clamorosamente fallito e cioè riuscire a guardare al supereroe di turno con occhi colmi di ammirazione e ispirazione.

In questo devo dire di aver ritrovato nella figura di Wonder Woman e nell’interpretazione di Gal Gadot molti elementi in comune con quello che è ancor oggi uno dei migliori cinecomic con una resa ineccepibile della figura del supereroe e cioè il primo capitolo di Superman con Christoper Reeve come protagonista.

Il grande merito della pellicola di Donner è stato quello di riuscire a infondere nello spettatore ammirazione e stupore di fronte alle gesta di un supereroe di origini aliene, che si era ritrovato in un mondo estraneo al suo animato solamente dalla voglia di giustizia e di “fare la cosa giusta”.

Tutto questo lo si ritrova con lo stesso spirito in Wonder Woman.

Ingenuamente guidata da uno spirito di giustizia e pace Gal Gadot riesce nel difficile compito di stabilire una forte empatia con lo spettatore, portandolo davvero a “fare il tifo” per l’eroe contro i cattivoni che tanto per cambiare minacciano la pace, la terra e anche gli uomini di buona volontà.

Gal Gadot dicevamo. Ed è decisamente un bel dire! Perchè se io per primo non ero rimasto convinto dalla scelta della modella/attrice/turbognocca israeliana per imbracciare spada, scudo e calzari col tacco della principessa amazzone, è proprio lei la parte migliore di tutta la pellicola.

Caricandosi baracca e burattini sulle spalle, la bellissima talentuosa Gal infatti ci offre una prova convincente, mettendoci anima e cuore.

Oltre Wonder Woman c’è di più?

Come anticipavo, la pellicola però non è tutta rose e fiori. Lasciamo da parte per un attimo la nostra protagonista e quanto di buono si porta dietro nel film e dedichiamo qualche parola anche agli altri aspetti della pellicola che, ahimè, non sono stati altrettanto convincenti.

Dalla sceneggiatura con buchi di trama passando per una CGI scricchiolante (cosa decisamente strana per un prodotto di questo livello) fino ad arrivare ad una battaglia finale e un cattivone che lasciano decisamente l’amaro in bocca, Wonder Woman tradisce proprio su questi aspetti, se vogliamo però secondari rispetto ad una figura supereroistica cosi ben realizzata e resa in maniera eccelsa sul grande schermo.

Conclusioni Finali

Si poteva fare di meglio? Probabilmente si, ma visti i precedenti il rischio di affossare ancora di più un mondo supereroistico cinematografico che sta lasciando ora la sua fase embrionale non c’è che da rimanere soddisfatti per questo esordio sul grande schermo dedicato alla principessa delle amazzoni, rilanciato in grande stile, strizzando anche un occhio alla concorrenza, regalandoci un prodotto più godibile rispetto ai precedenti polpettoni autolesionisti di casa DC/Warner Bros (Ortolani docet).

Extra

Peccheremo di campanalismo, ma un plauso va fatto alle scene girate nel nostro paese. L’isola di Themyscira, con i suoi palazzi, è stata ricreata in location tutte nostrane tra la Puglia sul Gargano e Castel Del Monte, Matera in Basilicata e Ravello in Campania. Posti che vale la pena vedere dal vivo e ricordarci in che paese fantastico viviamo.

Wonder Woman Luoghi

I fantastici Faraglioni di Baia dei Mergoli a Mattinata

 

 

 

 

 

 

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Onnivoro fumettofilo. Appassionato di cinema horror e di Hitchcock. Videogiocatore da divano. Gli piaccioni i mostri.

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