Qualcuno, anzi più di qualcuno, ha sentenziato che bere grog a stomaco vuoto può avere effetti deleteri per l’organismo. Questo sembra non capitare mai al Capitan Jack Sparrow, curioso filibustiere e –solo nel tempo libero– pirata di bell’aspetto che ama solcare i mari in cerca di leggende e tesori.

Ha sfidato la maledizione della prima luna, mettendo in piedi un commercio underground di dobloni maledetti spediti in busta chiusa a chi vuole fare una dieta dimagrante in soli due giorni, ha sfidato polpi parlanti che Zoidberg fermati proprio ed ha persino, solo ultimamente eh, cercato di ottenere la vita eterna sfidando la leggenda dei sette mari, ovvero il pirata Barbanera.

Tutto questo tran tran non ha comunque sopito la volontà del capitano di solcare i mari, andando a caccia di guai, motivo per cui ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di rendere convincente, ma principalmente divertente, un prodotto che ormai sembra voler rivaleggiare nientemeno che con Fast and Furious. Togliete le automobili, sostituite Vin Diesel con Johnny Depp ed il gioco è (quasi) fatto.

Pirati dei Caraibi Jack Giovane

Ma cosa succede concretamente all’interno di questo capitolo? La risposta, miei cari, potrebbe non piacere a tutti.

Lo stile di vita del pirata Jack Sparrow ha due fondamentali caratteristiche: per prima cosa affascina con il suo modo di fare molto easy, decisamente affabile, ti promette mari e monti ed ottiene sempre quello che vuole. Poi lo conosci un po’ di più e ti fa capire che, almeno una volta o due, ha fatto veramente infuriare qualcuno al punto di tirarselo dietro sia vivo che morto. E la lista dei nomi noti ce l’abbiamo un po’ tutti, no? Barbossa, Davy Jones, Barbanera ed ora, vediamo un po’, Armando Salazar.

Ma chi cavolo è questo? Un tizio della marina spagnola, incavolato perso con i pirati in generale che probabilmente gli facevano gli scherzi da piccolo a scuola, ed a cui ha dato la caccia per la sua intera esistenza fino ad incontrare Jack Sparrow (da giovane). Quest’ultimo, molto intraprendente, lo ha prima schernito (sti regazzini) e poi lo ha fatto finire all’interno del Triangolo del Diavolo, facendogli inoltre cadere in testa una maledizione che lo rende schiavo del luogo e non-morto vita natural durante. Ok, suona un po’ male, ma è proprio così!

Quindi il tizio, tra una sputacchiata di petrolio e l’altra, cova in quell’antro oscuro la sua vendetta, almeno fino a quando il buon Jack rompe un’altra maledizione tradendo la bussola che conduce “alla cosa che più desideri”. Pare un gioco di maledizioni al rilancio, uno sfottò continuo dove non capisci bene se ti stanno prendendo in giro o dicono sul serio. La Vendetta di Salazar ti incalza con questo ritmo, mantiene l’identità associata al protagonista e continua impetuoso, inserendo giovani leve al cast perché Orlando Bloom e Keira Knightley forse non tiravano come dovevano.

Dovevano comunque infilarli da qualche parte, quindi preparatevi a vederli almeno una quindicina di secondi sullo schermo a dire minchiate sdolcinate.

Pirati dei Caraibi Guybrush

Voglio Diventare un Pirata!

Abbiamo parlato di giovani leve poco sopra: uno è il giovane Henry Turner, che pare un po’ Guybrush Threepwood, l’altra invece è Carina Smith, una scienziata trattata da strega perché “i tempi erano quello che erano”. I due chiaramente allestiscono sul set il perfetto ping pong pronto a sfociare in una storia d’amore –ma va?!– tirando in ballo il vecchio Jack, quando serve, per condurlo alla ricerca del potente Tridente di Poseidone.

Eccolo là, e mo’ che fa sto tridente? A che serve? Niente di che, spezza tutte le maledizioni in circolazione e passa in prescrizione le bollette non pagate.

Il motivo della ricerca è chiaro come il sole. Jack vuole togliersi tutti i buffi a carico, mentre il buon Henry cova in seno il nobile scopo di liberare il padre dall’Olandese Volante. C’è però un “ma” in tutta questa filosofica impresa, legato a doppia mandata nei confronti di una serie di scelte registiche un po’ azzardate, che impediscono al film di decollare come dovrebbe, fermandolo a semplice intrattenimento per famiglie. Il che ci può stare, ed anzi, funziona nel suo insieme, ma un po’ ti fa dispiacere perché vorresti vedere sta cavolo di luce in fondo al tunnel. Può essere così difficile costruire un finale onesto per una storia come questa?

Pirati dei Caraibi Paul

Ehy ragazzi, ci sono anch’io!

A quanto pare, si. Perché Jerry Bruck(nonsocomesipronuncia) ha già affermato che vorrebbe lavorare ad un sesto capitolo, utilizzando il recente prodotto uscito in sala come antefatto della fine tanto attesa.

Spoiler

Ma quando nella scena finale sento battere il tacco di un pirata che porta con sé coralli e perline, ma cavolo! Mi sale il diavolo in corpo! Possibile che vuoi riesumare Davy Jones dopo avermelo fatto cadere, trafitto al cuore che non aveva, in un cazzo di Maelstorm della madonna? La vogliamo finire con questi ritorni?

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Considerazioni a piè di pagina

Devo dire che questo nuovo Pirati dei Caraibi fa il suo lavoro senza eccellere, producendo un bello spettacolo che però odora troppo del tipico more of the same. Jack Sparrow è rimasto invariato nel tempo, come anche le sue avventure, che sembrano essersi adattate un po’ troppo al filone iniziato con La Maledizione della Prima Luna. Senza infamia e senza lode può occuparvi per un pomeriggio al cinema, a patto che compriate i nachos con la salsa al formaggio. Quelli ti mettono in condizione di accettare tutto senza diritto di replica.

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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