Stai aspettando anche tu il nuovo cinecomic su Wonder Woman, ma l’unica cosa che sai riguarda il livello figherrimo della Gal Gadot? Dai, ammettiamolo. Che siate uomini o donne è veramente difficile resistere al fascino dell’avvenente attrice, soprattutto quando la regista Patty Jenkins ha deciso di fargli indossare un corpetto da urlo mentre mena fendenti a destra e manca.

C’è però un momento in cui tornare seri e nel caso del nostro approfondimento di oggi, le intenzioni sono quelle di scoprire insieme a voi le origini fumettistiche del personaggio. Attenzione però, perché il rischio di ribaltare il cestino dei pop-corn contro la possibile occasione mancata è forte, specialmente quando si parla di cinecomic in salsa DC.

Riuscirà la bella attrice a salvare la baracca? Intanto scopriamo chi è e da dove viene questa incredibile Wonder Woman.

Nata dalla penna di William Moulton Marston nel lontano 1941, la principessa delle Amazzoni è riuscita a ritagliarsi la sua fetta di torta importante nell’universo fumettistico della DC Comics, rivoluzionando il palcoscenico femminile con una vera e propria immagine di forza ed indipendenza. D’altronde, inutile negarlo, lo stesso Marston ha asserito più volte che serviva una controparte femminile in un universo di supereroi prettamente maschili.

Wonder Woman Origini

Non la vedrai mai, caro mio!

Nel numero All Star Comics #8 Wonder Woman fa la sua prima apparizione sull’Isola Paradiso, un luogo “separato” dal regno mortale grazie ad una barriera invisibile, utile a mantenere l’integrità pura del popolo amazzone che si era volutamente distaccato dal mondo degli uomini.

Quando Steven Trevor si schianta sulle sponde dell’isola, le Amazzoni devono scegliere tra il rimanere piccole donne, oppure crescere. Ed a seguito di una gara di ingegno, accompagnata da un po’ scazzottate alla Bud Spencer, la giovane principessa si intrufola con l’inganno e viene selezionata per il compito, ottenendo quindi la possibilità di avventurarsi nel mondo degli umani per scoprire che la vita è una cosa meravigliosa.

Tutto cacao meravigliao, tanto per intenderci. Continuando dunque per una sequela di eventi, e maxi eventi, il personaggio ha subito diverse trasformazioni passando per una serie di age un po’ golden ed un po’ silver, sino ad arrivare alle fantomatiche Crisi sulle Terre Infinite (mattone polacco, copie vendute: TANTE)

Wonder Woman by Potter, Wein e Perez

Nel susseguirsi di queste scritture, il nodo focale che viene discusso maggiormente riguarda le origini del personaggio, nel senso che ci si domanda letteralmente come sia effettivamente nata.

C’è chi parla di statuine d’argilla plasmate con la colla a caldo da Giovanni Muciaccia (principalmente Potter, Wein e Perez proprio sulle Crisi), chi invece creda che discenda direttamente dagli dei e chi, addirittura, la vede come la figliuola del feroce e possente Hercules (Morrison e Paquette nel loro Wonder Woman: Earth One). Hippolyta, regina delle amazzoni, viene guidata da Afrodite nel creare il popolo delle amazzoni, sfruttando inoltre una funesta inseminazione artificiale per covare tutto il rancore di quest’ultima nei confronti del popolo maschile.

Wonder Woman by Morrison

Wonder Woman by Morrison

Mi viene da aprire una piccola parentesi anche su Steve Trevor, il quale nella graphic novel viene rappresentato come un uomo di colore dell’era moderna, giunto sull’isola al fine di scoprire alcune interferenze radar che non hanno nulla a che vedere con i nazisti e la Seconda Guerra Mondiale.

Insomma, al momento si può solo dire che è tutta la mamma, a patto che non si prenda in considerazione il reboot editoriale New52, dove Azzarello e Chiang hanno invece attribuito i natali di Diana nel più bello e tradizionale dei modi: Zeusuccio, ma che mi combini! Persino la natura delle amazzoni cambia drasticamente, passando da popolo elitista isolato dall’umanità e terribili macchine da guerra, che usano violentare gli uomini per ucciderli subito dopo, educando le figlie femmine e sottomettendo quelli maschi. Se pensate che in questa versione è lo stesso Ares a fare da mentore a Wonder Woman, immaginatevi cosa può uscirne dopo.

A ripristinare concettualmente le origini del mito, la recente serie Wonder Woman cerca di riprendere in mano la versione più quieta e pacifica, restituendo al personaggio la sua natura guerriera ma comunque benevola. Gli intrecci si sprecano insomma, ma devo ammettere che la quantità di carne sul fuoco è così tanta da far venire soltanto l’acquolina in bocca.

Ed il film, a cosa fa riferimento?

Secondo alcune congetture spulciate qua e là sulla rete, sembra che il nuovo cinecomic vuole affidarsi ad una storia un po’ più basilare, dove il dio greco Zeus ha creato l’umanità a sua immagine e somiglianza per fare compagnia agli dei. Ares, geloso delle creazioni del dio, decise quindi di manipolare la mente degli uomini per gettarli in un mondo di violenza e guerra.

Zeus quindi crea le amazzoni con l’intenzione di fermare i piani malvagi del cattivo di turno, ma quando le cose si mettono male per entrambi, il dio nel suo ultimo respiro crea l’isola di Themyscira e la Godkiller, l’unica arma capace di uccidere il malvagio Ares.

Un vero e proprio miscuglio, dove gli elementi pre-Crisi e post-Crisi vengono fusi per creare un vero e proprio universo a sé stante. Ormai non ci rimane che attendere l’uscita del film, che avverrà a breve, sperando che il team dietro la telecamera abbia tenuto in considerazione una delle tante versioni esposte al fine di riprodurla, al meglio, sul grande schermo.

Wonder Woman Movie

Niente più cacate alla Batman V Superman, per amor del cielo! Nell’attesa, godiamoci quel poco che abbiamo..

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Videogiocatore sin dalla tenera età, ha cominciato il suo viaggio dalle console di vecchissima generazione per approdare al PC Gaming più estremo. Fedele sostenitore del retrogaming, ama gli RPG e gli RTS e cerca, allo stesso tempo, di diversificare la sua dieta con generi sempre diversi di videogiochi.

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